il bomber È determinato
«Non partiamo battuti Felice di essere rimasto feeling con Borriello»
FERRARA. Mirco Antenucci, c'è stato il timore di una sua partenza con destinazione Empoli, ci può raccontare i fatti di queste settimane?«C'è stata un'offerta reale di una società, importante per me...
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FERRARA. Mirco Antenucci, c'è stato il timore di una sua partenza con destinazione Empoli, ci può raccontare i fatti di queste settimane?
«C'è stata un'offerta reale di una società, importante per me e per la società. Ci siamo visti con la dirigenza della Spal e abbiamo deciso di continuare insieme. Era quello che volevo io ed era quello che voleva la società».
Nemmeno per un momento ha pensato di andare via?
«È normale che in queste situazioni si pensi ad ogni possibilità. C'era una richiesta importante dal punto di vista economico ma nel nostro mestiere, per me, non conta solo questo. Sono arrivato l'anno scorso, abbiamo conquistato la serie A rifacendo la storia di questo club, non me la sentivo di andare via, volevo godermi e vivermi sul campo questa A che ci siamo conquistati».
In questa prima fase non è stato impiegato titolare: pensa che il mister abbia voluto in qualche modo tenerla da parte in attesa della fine del mercato?
«Questo non lo so. Io accetto tranquillamente tutte le scelte dell'allenatore, è ovvio che chiunque è qui vuole giocare, fa parte del nostro lavoro. Io c'ero per quelle due partite sia dal punto di vista mentale che fisico, sono sereno, ci sono ora e ci sarò sempre da qui alla fine».
In un attacco della Spal che si è molto rinforzato....
«Èun attacco molto competitivo, non è che se uno gioca 20-25 partite è meno determinante di chi ne gioca 40. La società ha fatto le sue scelte, ha rinforzato la squadra e questo è un bene, c'è un allenatore che prenderà le decisioni».
Con chi ha maggiore feeling in attacco in campo?
«Con tutti. Per caratteristiche di gioco, se devo fare un nome direi Marco Borriello».
L'anno scorso Antenucci è stato il primo acquisto di peso della Spal con presentazione in Castello: a distanza di un anno è stata una scelta felice, cosa ha portato a mente fredda a scegliere Ferrara invece di altre piazze?
«È stata una scelta dettata dall'istinto. Quando si parlava di Ferrara e della Spal avevo buone sensazioni, a Ferrara quando sono venuto la prima volta mi sono sentito subito a casa. Poi parlando con la società, il direttore e l'allenatore sono stato entusiasta, avevamo un progetto più a lungo termine invece è stato centrato un obiettivo fantastico già al primo anno«.
Ed ora arriva la trasferta a San Siro contro l'Inter: sensazioni della vigilia?
«Noi siamo partiti bene con quattro punti di in due gare, ora c'è maggiore consapevolezza nelle nostre possibilità. Detto questo, andiamo a giocare contro una realtà top, con giocatori fortissimi. Se uno legge le rose e le esperienze delle due squadre non ci dovrebbe essere partita ma il calcio è bello perchè poi c'è un tappeto verde sul quale si deve giocare. Loro avranno più pressione di noi da un certo punto di vista perchè giocano in casa e quindi devono per forza vincere la partita».
Ci sarà un nuovo esodo di tifosi verso San Siro...
«Ci hanno abituato bene, sono la nostra forza. In queste settimane di mercato li ho sentiti molto vicini, in tanti mi hanno ringraziato per essere rimasto. Loro sono stati e saranno sempre il nostro dodicesimo uomo in campo».
Andrea Tebaldi
«C'è stata un'offerta reale di una società, importante per me e per la società. Ci siamo visti con la dirigenza della Spal e abbiamo deciso di continuare insieme. Era quello che volevo io ed era quello che voleva la società».
Nemmeno per un momento ha pensato di andare via?
«È normale che in queste situazioni si pensi ad ogni possibilità. C'era una richiesta importante dal punto di vista economico ma nel nostro mestiere, per me, non conta solo questo. Sono arrivato l'anno scorso, abbiamo conquistato la serie A rifacendo la storia di questo club, non me la sentivo di andare via, volevo godermi e vivermi sul campo questa A che ci siamo conquistati».
In questa prima fase non è stato impiegato titolare: pensa che il mister abbia voluto in qualche modo tenerla da parte in attesa della fine del mercato?
«Questo non lo so. Io accetto tranquillamente tutte le scelte dell'allenatore, è ovvio che chiunque è qui vuole giocare, fa parte del nostro lavoro. Io c'ero per quelle due partite sia dal punto di vista mentale che fisico, sono sereno, ci sono ora e ci sarò sempre da qui alla fine».
In un attacco della Spal che si è molto rinforzato....
«Èun attacco molto competitivo, non è che se uno gioca 20-25 partite è meno determinante di chi ne gioca 40. La società ha fatto le sue scelte, ha rinforzato la squadra e questo è un bene, c'è un allenatore che prenderà le decisioni».
Con chi ha maggiore feeling in attacco in campo?
«Con tutti. Per caratteristiche di gioco, se devo fare un nome direi Marco Borriello».
L'anno scorso Antenucci è stato il primo acquisto di peso della Spal con presentazione in Castello: a distanza di un anno è stata una scelta felice, cosa ha portato a mente fredda a scegliere Ferrara invece di altre piazze?
«È stata una scelta dettata dall'istinto. Quando si parlava di Ferrara e della Spal avevo buone sensazioni, a Ferrara quando sono venuto la prima volta mi sono sentito subito a casa. Poi parlando con la società, il direttore e l'allenatore sono stato entusiasta, avevamo un progetto più a lungo termine invece è stato centrato un obiettivo fantastico già al primo anno«.
Ed ora arriva la trasferta a San Siro contro l'Inter: sensazioni della vigilia?
«Noi siamo partiti bene con quattro punti di in due gare, ora c'è maggiore consapevolezza nelle nostre possibilità. Detto questo, andiamo a giocare contro una realtà top, con giocatori fortissimi. Se uno legge le rose e le esperienze delle due squadre non ci dovrebbe essere partita ma il calcio è bello perchè poi c'è un tappeto verde sul quale si deve giocare. Loro avranno più pressione di noi da un certo punto di vista perchè giocano in casa e quindi devono per forza vincere la partita».
Ci sarà un nuovo esodo di tifosi verso San Siro...
«Ci hanno abituato bene, sono la nostra forza. In queste settimane di mercato li ho sentiti molto vicini, in tanti mi hanno ringraziato per essere rimasto. Loro sono stati e saranno sempre il nostro dodicesimo uomo in campo».
Andrea Tebaldi
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