«Ragazit, fari, Inter Spal che visibilità»
di Paolo Negri
Il libro di Capogrosso, i lavori e San Siro: tutto straordinario
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FERRARA. Il cuore Spal pulsa a mille. È tutto un intrecciarsi di fatti, avvenimenti, attese. In prima fila anche l’assessore allo sport Simone Merli, impegnato su più fronti: dai lavori (in retta d’arrivo) allo stadio alle vibrazioni da tifoso. Passando attraverso la presentazione del libro I ragazit di Paolo Mazza, di Pietro Capogrosso, in programma domani alle 17 nella Sala dell’Arengo della residenza municipale.
Assessore Merli, perchè tale contesto di prestigio?
«Per un motivo semplicissimo: si tratta di un volume scritto per Ferrara, si rivolge alla città. Ho ricevuto la piacevole sollecitazione di “Mamo” Calabresi (ex giocatore della Spal De Martino, poi insegnante di educazione fisica e coordinatore provinciale per l'educazione fisica e sportiva del Provveditorato agli studi di Ferrara; ndr) e mi sono reso disponibile, con riconoscenza per chi ha compiuto un monumentale lavoro di ricerca ed ha scritto un racconto molto importante».
Lavoro imponente, che tratteggia non solo la storia spallina dal 1950 al 1977, con particolare attenzione per i ragazzi del settore giovanile, ma anche quella di Ferrara.
«Infatti. E la cosa bella è che sia stato un non ferrarese (Capogrosso è pugliese; ndr) a realizzare tutto ciò. Ha incontrato una città ed una squadra e le ha portate sempre nel cuore: lo fai se la realtà che hai conosciuto ti ha lasciato qualcosa di rilievo come esperienza di vita. Capogrosso si è cucito addosso la maglia della Spal, e di Ferrara. È giusto che racconti alla città queste vicende, e che lo faccia in Municipio».
Ferrara è città per certi versi particolare, i tifosi della Spal anche. In questi giorni abbiamo visto gruppetti di persone... dirigere i lavori di installazione delle torri faro al “Paolo Mazza”.
«Ah, sì... È verissimo, e fa parte della ferraresità. Ho incontrato quattro o cinque signori al bar, mi hanno detto che avevano seguito i lavori e sarebbero tornati oggi (ieri; ndr). Affascinante».
A proposito: come procede la posa di piloni e riflettori?
«Bene, bene... Si sta per completare il tutto. Sono... bestie enormi: 38 metri le torri faro, più i riflettori. E con una base di 22 metri di profondità. Sommando il tutto si raggiunge un’altezza come quella del grattacielo. Raddoppiata la potenza dell’impianto di illuminazione, che vedremo nel turno del 23 settembre con il Napoli. Abbiamo uno stadio accogliente, bello».
Ieri la Gazzetta dello Sport ha sottolineato che “i lavori sono stati ultimati a tempo di record”...
«Una gratificazione. Chi guarda le cose per come sono, riconosce il lavoro fatto congiuntamente da Comune e Spal. E speriamo che l’anno prossimo si debba ancora aumentare la capienza... Intanto stiamo ottenendo qualcosa di grande per la città, con un’attenzione a livello nazionale che fa bene a Ferrara ed alla Spal».
Come il ritorno domenica a San Siro con l’Inter dopo 50 anni...
«Qualcosa di straordinario, per tanti anni inaspettato. Tra il debutto all’Olimpico ed il pienone con l’Udinese si è capito che siamo in A, certo che l’Inter a San Siro è un’altra pagina magica. Sì, siamo in un’altra dimensione».
Assessore Merli, perchè tale contesto di prestigio?
«Per un motivo semplicissimo: si tratta di un volume scritto per Ferrara, si rivolge alla città. Ho ricevuto la piacevole sollecitazione di “Mamo” Calabresi (ex giocatore della Spal De Martino, poi insegnante di educazione fisica e coordinatore provinciale per l'educazione fisica e sportiva del Provveditorato agli studi di Ferrara; ndr) e mi sono reso disponibile, con riconoscenza per chi ha compiuto un monumentale lavoro di ricerca ed ha scritto un racconto molto importante».
Lavoro imponente, che tratteggia non solo la storia spallina dal 1950 al 1977, con particolare attenzione per i ragazzi del settore giovanile, ma anche quella di Ferrara.
«Infatti. E la cosa bella è che sia stato un non ferrarese (Capogrosso è pugliese; ndr) a realizzare tutto ciò. Ha incontrato una città ed una squadra e le ha portate sempre nel cuore: lo fai se la realtà che hai conosciuto ti ha lasciato qualcosa di rilievo come esperienza di vita. Capogrosso si è cucito addosso la maglia della Spal, e di Ferrara. È giusto che racconti alla città queste vicende, e che lo faccia in Municipio».
Ferrara è città per certi versi particolare, i tifosi della Spal anche. In questi giorni abbiamo visto gruppetti di persone... dirigere i lavori di installazione delle torri faro al “Paolo Mazza”.
«Ah, sì... È verissimo, e fa parte della ferraresità. Ho incontrato quattro o cinque signori al bar, mi hanno detto che avevano seguito i lavori e sarebbero tornati oggi (ieri; ndr). Affascinante».
A proposito: come procede la posa di piloni e riflettori?
«Bene, bene... Si sta per completare il tutto. Sono... bestie enormi: 38 metri le torri faro, più i riflettori. E con una base di 22 metri di profondità. Sommando il tutto si raggiunge un’altezza come quella del grattacielo. Raddoppiata la potenza dell’impianto di illuminazione, che vedremo nel turno del 23 settembre con il Napoli. Abbiamo uno stadio accogliente, bello».
Ieri la Gazzetta dello Sport ha sottolineato che “i lavori sono stati ultimati a tempo di record”...
«Una gratificazione. Chi guarda le cose per come sono, riconosce il lavoro fatto congiuntamente da Comune e Spal. E speriamo che l’anno prossimo si debba ancora aumentare la capienza... Intanto stiamo ottenendo qualcosa di grande per la città, con un’attenzione a livello nazionale che fa bene a Ferrara ed alla Spal».
Come il ritorno domenica a San Siro con l’Inter dopo 50 anni...
«Qualcosa di straordinario, per tanti anni inaspettato. Tra il debutto all’Olimpico ed il pienone con l’Udinese si è capito che siamo in A, certo che l’Inter a San Siro è un’altra pagina magica. Sì, siamo in un’altra dimensione».
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