il motivo
Semplici super: in tredici anni ha raggiunto “Lucianone”
FERRARA. «No, no, no... Niente lei. Tu sei mio amico, e io sono tuo amico: diamoci del tu».È trascorsa una vita, o giù di lì, da quando Luciano Spalletti - all’epoca giovane allenatore in carriera...
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FERRARA. «No, no, no... Niente lei. Tu sei mio amico, e io sono tuo amico: diamoci del tu».
È trascorsa una vita, o giù di lì, da quando Luciano Spalletti - all’epoca giovane allenatore in carriera - ci invitò ad un approccio informale e non a una deferente richiesta d’intervista. Adesso, con tutta probabilità, Spalletti ci darebbe di tacco. Segno dei tempi. Era la stagione 1995/96, il tecnico aveva 36 anni e, sprovvisto di patentino, era coperto da Pelagotti. Fino ad allora lo ricordavamo come giocatore, da avversario della Spal: corsa ingobbita, piedi non proprio morbidi, centrocampista di fatica dello Spezia, con cui nell’88 vinse lo spareggio di Prato contro i biancazzurri per l’ammissione alla Coppa Italia delle big. Nel ’91, con l’Empoli del suo maestro (come allenatore) Guidolin, all’andata fu al centro dell’episodio (presunta testata a Paramatti) che arroventò il finale, mentre al ritorno - a Ferrara - segnò il gol del subitaneo vantaggio toscano, poi impattato dall’1-1 di una Spal lanciata verso la promozione in B.
In quegli stessi anni Leonardo Semplici - di otto anni più giovane - giocava nel Sorso, nel Cecina, nello stesso Certaldo (il paese di Spalletti). Avrebbe iniziato ad allenare nel 2004 a San Gimignano, quando Spalletti era sulla panchina dell’Udinese in serie A. In tredici anni Semplici ha completato l’inseguimento, è approdato alla serie A issandovi la Spal, e domani sfiderà Spalletti a San Siro. Oltre che per tali contenuti che sanno un po’ di favola (tramutata però in realtà), si tratterà di un interessantissimo confronto tattico a distanza ravvicinata. Le schermaglie sono già iniziate, con Spalletti a fare il gattone furbo e Semplici che oggi esprimerà il suo verbo. Studiando il modo per piazzare il colpo, domani. (p.n.)
È trascorsa una vita, o giù di lì, da quando Luciano Spalletti - all’epoca giovane allenatore in carriera - ci invitò ad un approccio informale e non a una deferente richiesta d’intervista. Adesso, con tutta probabilità, Spalletti ci darebbe di tacco. Segno dei tempi. Era la stagione 1995/96, il tecnico aveva 36 anni e, sprovvisto di patentino, era coperto da Pelagotti. Fino ad allora lo ricordavamo come giocatore, da avversario della Spal: corsa ingobbita, piedi non proprio morbidi, centrocampista di fatica dello Spezia, con cui nell’88 vinse lo spareggio di Prato contro i biancazzurri per l’ammissione alla Coppa Italia delle big. Nel ’91, con l’Empoli del suo maestro (come allenatore) Guidolin, all’andata fu al centro dell’episodio (presunta testata a Paramatti) che arroventò il finale, mentre al ritorno - a Ferrara - segnò il gol del subitaneo vantaggio toscano, poi impattato dall’1-1 di una Spal lanciata verso la promozione in B.
In quegli stessi anni Leonardo Semplici - di otto anni più giovane - giocava nel Sorso, nel Cecina, nello stesso Certaldo (il paese di Spalletti). Avrebbe iniziato ad allenare nel 2004 a San Gimignano, quando Spalletti era sulla panchina dell’Udinese in serie A. In tredici anni Semplici ha completato l’inseguimento, è approdato alla serie A issandovi la Spal, e domani sfiderà Spalletti a San Siro. Oltre che per tali contenuti che sanno un po’ di favola (tramutata però in realtà), si tratterà di un interessantissimo confronto tattico a distanza ravvicinata. Le schermaglie sono già iniziate, con Spalletti a fare il gattone furbo e Semplici che oggi esprimerà il suo verbo. Studiando il modo per piazzare il colpo, domani. (p.n.)
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