serie a
Spalletti teme la trappola Spal: «Gara insidiosa»
di Paolo Negri
Se D’Ambrosio sarà obbligato a stringere i biancazzurri potranno sfruttare il buco. Parla l'allenatore dell'Inter
3 MINUTI DI LETTURA
FERRARA. Massimo Moratti, l’altro giorno, ce lo aveva detto: «Non credo che Spalletti sia così superficiale da sottovalutare una squadra come la Spal».
Infatti. L’allenatore dell’Inter, nonostante la disparità di valori (economici, di esperienza, di qualità) tra le due rose e gli opposti obiettivi (corsa scudetto per i nerazzurri, traguardo salvezza per la neo-promossa formazione di mister Semplici), tiene tutti sulla corda per evitare che i suoi possano cadere in tentazione e ritenere che il match con la Spal sia vinto in anticipo.
«Noi siamo gente di campagna - ha dichiarato Spalletti alla Gazzetta dello Sport - e sentiamo già l’odore della trappola. Anche perchè potrò lavorare col gruppo solo da domani (ieri; ndr), anche se è giusto dare spazio alle nazionali. Semplici ha lavorato molto bene a Ferrara, ha uno zoccolo duro da quanto stava in C. Hanno entusiasmo, sanno che una partita del genere potrebbe non capitargli più. Rischieremo di essere troppo generosi. Giocheranno con il 3-5-2 con le due punte che andranno dritto per dritto sui nostri centrali, non vanno certo in giro a conoscere il campo. Sarà una partita insidiosa».
Al di là della falsa modestia, comunque propedeutica - come detto - ad evitare cali di tensione, Spalletti ha toccato un tema tattico che potrebbe assumere un rilievo notevole nel match di domani alle 12.30 a San Siro: il fatto che le due punte spalline giocheranno dritto su dritto sui centrali interisti Skriniar e Miranda. Salvo sorprese sarà proprio così. E per due motivi. Sfruttare - se e quando opportuno - il lancio lungo dei difensori centrali biancazzurri Salamon, Vicari e Vaisanen (tutti dotati di buon piede e capacità balistica ad ampia gittata) per gli attaccanti, azionandoli rapidamente approfittando magari dello sbilanciamento interista scavalcandone il centrocampo; e, soprattutto, per costringere Spalletti a “stringere” il terzino destro D’Ambrosio che dovrebbe avvicinarsi a Skriniar e Miranda componendo di fatto una difesa “a tre” per evitare che i due centrali siano appunto esposti all’uno contro uno. Ma in tal modo, con D’Ambrosio più “stretto”, Candreva in fascia destra sarebbe obbligato ad uno sfiancante lavoro di rientro e copertura per evitare che dietro si crei il buco. E lì la Spal dovrà martellare o comunque esplorare tale situazione, con Costa (o Mattiello) e l’ausilio di Mora: serviranno tempi, corsa ed inserimenti per cercare di colpire l’Inter da quella parte, alla luce della suddetta combinazione tattica.
Dall’altra parte, sulla destra della Spal, il discorso è apparentemente più complicato. Nel senso che l’accoppiata composta dal terzino brasiliano Dalbert (fisicità, resistenza, corsa, spunto, gran piede) e dall’estroso croato Perisic potrebbe creare serie ambasce a Lazzari (che necessiterà del sostegno di Schiattarella e della protezione di Salamon), più leggero dei due rivali e che non dovrà essere messo nella condizione di subirne le sovrapposizioni e la potenza. Non tanto le accelerazioni, in questo senso Lazzari è secondo a nessuno. Per il laterale spallino sarà comunque una sorta di bella verifica dopo gli entusiasmi confermati al debutto in A. E Lazzari potrebbe pure testare le presunte difficoltà difensive di Dalbert. Vedremo. La Spal - dipendendo anche dalla capacità di Viviani di fare schermo su Joao Mario - ha i mezzi per creare qualche grattacapo all’Inter. Il fatto che Spalletti lo sappia, può essere un problemuccio. Ammesso che i nerazzurri ne raccolgano gli insegnamenti.
Infatti. L’allenatore dell’Inter, nonostante la disparità di valori (economici, di esperienza, di qualità) tra le due rose e gli opposti obiettivi (corsa scudetto per i nerazzurri, traguardo salvezza per la neo-promossa formazione di mister Semplici), tiene tutti sulla corda per evitare che i suoi possano cadere in tentazione e ritenere che il match con la Spal sia vinto in anticipo.
«Noi siamo gente di campagna - ha dichiarato Spalletti alla Gazzetta dello Sport - e sentiamo già l’odore della trappola. Anche perchè potrò lavorare col gruppo solo da domani (ieri; ndr), anche se è giusto dare spazio alle nazionali. Semplici ha lavorato molto bene a Ferrara, ha uno zoccolo duro da quanto stava in C. Hanno entusiasmo, sanno che una partita del genere potrebbe non capitargli più. Rischieremo di essere troppo generosi. Giocheranno con il 3-5-2 con le due punte che andranno dritto per dritto sui nostri centrali, non vanno certo in giro a conoscere il campo. Sarà una partita insidiosa».
Al di là della falsa modestia, comunque propedeutica - come detto - ad evitare cali di tensione, Spalletti ha toccato un tema tattico che potrebbe assumere un rilievo notevole nel match di domani alle 12.30 a San Siro: il fatto che le due punte spalline giocheranno dritto su dritto sui centrali interisti Skriniar e Miranda. Salvo sorprese sarà proprio così. E per due motivi. Sfruttare - se e quando opportuno - il lancio lungo dei difensori centrali biancazzurri Salamon, Vicari e Vaisanen (tutti dotati di buon piede e capacità balistica ad ampia gittata) per gli attaccanti, azionandoli rapidamente approfittando magari dello sbilanciamento interista scavalcandone il centrocampo; e, soprattutto, per costringere Spalletti a “stringere” il terzino destro D’Ambrosio che dovrebbe avvicinarsi a Skriniar e Miranda componendo di fatto una difesa “a tre” per evitare che i due centrali siano appunto esposti all’uno contro uno. Ma in tal modo, con D’Ambrosio più “stretto”, Candreva in fascia destra sarebbe obbligato ad uno sfiancante lavoro di rientro e copertura per evitare che dietro si crei il buco. E lì la Spal dovrà martellare o comunque esplorare tale situazione, con Costa (o Mattiello) e l’ausilio di Mora: serviranno tempi, corsa ed inserimenti per cercare di colpire l’Inter da quella parte, alla luce della suddetta combinazione tattica.
Dall’altra parte, sulla destra della Spal, il discorso è apparentemente più complicato. Nel senso che l’accoppiata composta dal terzino brasiliano Dalbert (fisicità, resistenza, corsa, spunto, gran piede) e dall’estroso croato Perisic potrebbe creare serie ambasce a Lazzari (che necessiterà del sostegno di Schiattarella e della protezione di Salamon), più leggero dei due rivali e che non dovrà essere messo nella condizione di subirne le sovrapposizioni e la potenza. Non tanto le accelerazioni, in questo senso Lazzari è secondo a nessuno. Per il laterale spallino sarà comunque una sorta di bella verifica dopo gli entusiasmi confermati al debutto in A. E Lazzari potrebbe pure testare le presunte difficoltà difensive di Dalbert. Vedremo. La Spal - dipendendo anche dalla capacità di Viviani di fare schermo su Joao Mario - ha i mezzi per creare qualche grattacapo all’Inter. Il fatto che Spalletti lo sappia, può essere un problemuccio. Ammesso che i nerazzurri ne raccolgano gli insegnamenti.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
