parla colombarini
«Tifavo Milan ma domani per me non sarà derby»
FERRARA. La storia del paesello che va a sfidare la metropoli rimane suggestiva, pur navigando nel terzo millennio ed essendo scorsa tanta acqua anche a livello sportivo. Così, la Spal che sale a...
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FERRARA. La storia del paesello che va a sfidare la metropoli rimane suggestiva, pur navigando nel terzo millennio ed essendo scorsa tanta acqua anche a livello sportivo. Così, la Spal che sale a Milano contro i 60.000 del Meazza rimane avventura suggestiva. Di più: piace la parabola della famiglia Colombarini, che dai meno di mille abitanti di Masi San Giacomo è sbarcata a Ferrara e dopo quasi mezzo secolo ha condotto gli estensi in serie A. L’altro giorno paginone su Tuttosport con intervista a patron Simone.
«Lo ripeto sempre - ha affermato il proprietario del club biancazzurro -: dobbiamo essere umili ma non troppo. Abbiamo rotto bene il ghiaccio nelle prime due partite di campionato e così è aumentata la consapevolezza di potercela fare. La nostra promozione ha permesso di unire due generazioni: quella degli anziani che la A l’avevano vista e la raccontavano e quella dei giovani che adesso possono viverla in prima persona».
A Colombarini chiedono del sapore che ha questa massima serie. «Rimanere in categoria sarebbe un bel segnale: la salvezza di un club di provincia che programma ogni stagione con attenzione. La A? Troppi soldi, troppi diritti, troppo business».
La Spal domani ad ora di pranzo mette piede in casa nerazzurra, Colombarini confida: «Da bambino ero tifoso del Milan, ma questa partita con l’Inter non la considero un derby personale. Da tempo mi interesso solo dei risultati della Spal e anche quando eravamo in Lega Pro non chiedevo i risultati di nessun altro campionato». (m.na.)
«Lo ripeto sempre - ha affermato il proprietario del club biancazzurro -: dobbiamo essere umili ma non troppo. Abbiamo rotto bene il ghiaccio nelle prime due partite di campionato e così è aumentata la consapevolezza di potercela fare. La nostra promozione ha permesso di unire due generazioni: quella degli anziani che la A l’avevano vista e la raccontavano e quella dei giovani che adesso possono viverla in prima persona».
A Colombarini chiedono del sapore che ha questa massima serie. «Rimanere in categoria sarebbe un bel segnale: la salvezza di un club di provincia che programma ogni stagione con attenzione. La A? Troppi soldi, troppi diritti, troppo business».
La Spal domani ad ora di pranzo mette piede in casa nerazzurra, Colombarini confida: «Da bambino ero tifoso del Milan, ma questa partita con l’Inter non la considero un derby personale. Da tempo mi interesso solo dei risultati della Spal e anche quando eravamo in Lega Pro non chiedevo i risultati di nessun altro campionato». (m.na.)
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