Spal, coltello tra i denti: a casa Inter per stupire/LA DIRETTA
Alle 12.30 storico ritorno alla Scala del calcio dopo poco meno di 50 anni. Biancazzurri ovviamente chiusi dal pronostico ma pronti a dare battaglia
FERRARA. 26 novembre 1967-10 settembre 2017. A distanza di cinquant’anni, meno pochi spiccioli, dall’ultima sfida milanese con l’Inter, oggi (alle 12.30) la Spal torna a San Siro per affrontare i nerazzurri. Evento calcisticamente epocale, tanto che ieri il rotocalco Dribbling, su Rai 2, vi ha dedicato la controcopertina. Affascinanti immagini in bianco e nero per riproporre i flash di quel 2-0, ovviamente a favore dell’Inter.
La realtà, oggi, è a colori. In tutti i sensi. Dettaglio: non sappiamo con che maglia giocherà la Spal, forse quella rossa di riserva. Sarebbe bello lo facesse con la divisa tradizionale, miglior omaggio possibile alla platea della Scala del calcio italiano, alla tradizione, a quegli anni lontani ed affascinanti. Le immagini di ieri mostravano Massei & C. vestiti della classica casacca a righe verticali, con pantaloncini e calzettoni (bordati di bianco) azzurri. Eleganza allo stato puro.
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Al di là di ciò, conta la ciccia. Il risultato, insomma. La Spal non ha obblighi, la logica la vuole battuta, al cospetto della corazzata interista la cui rinnovata miglior garanzia di successo è rappresentata dal signore che siede in panca, Luciano Spalletti. Poi, ovvio, ci sono gli Handanovic, i Miranda, i Borja, i Candreva, i Perisic, gli Icardi, e compagnia cantante. Scusate se è poco. Epperò, hai visto mai?
Perdere, sì, sarebbe normale. Perdere con onore quasi il massimo. Nel calcio come nella vita, in ogni caso, è sempre bene non porsi limiti. Guai sentirsi superiori, ma nemmeno secondi. A nessuno. L’umiltè, come avrebbe detto l’Arrighetto nazionale, non deve far rima con rassegnazione. La Spal se la giocherà. Ma come?
Con personalità, senza farsi inibire dal palcoscenico di San Siro. Con attenzione, concentrazione, rigore tattico, disciplina, fedeltà alla propria idea di gioco. Niente barricate, propensione a giocare palla al piede laddove e quando possibile, disponibilità ad aiutarsi l’un l’altro, rapidi capovolgimenti di fronte all’atto di recuperar palla per cogliere eventualmente scoperta l’Inter, nessuna rinuncia a pungere. Due punte, inserimenti, tentativo di sfruttare il buco alle spalle di Candreva quando D’Ambrosio dovrà accentrarsi per non lasciare i centrali Skriniar e Miranda esposti all’uno contro uno.
Formazione? Mister Semplici potrebbe pensare ad una sorpresina ma, nel caso, quale estrarrà dal suo pensatoio scientifico? Felipe in campo per la prima volta in stagione, per sfruttarne - lui ex di turno - l’esperienza da difensore di lungo corso, l’essere aduso alla A e conoscere San Siro? Il rilancio di Paloschi al fianco di Borriello? Grassi titolare e Mora riportato al vecchio ruolo di laterale sinistro?
Vedremo. Che al “Meazza” si accendano le luci. Biancazzurre.
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