Vessilli e cori spallini San Siro diventa sogno con il tifo dei ferraresi
Una domenica memorabile per quasi quattromila supporter ospiti Sostegno incessante, il popolo spinge la sua squadra fino alla fine
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MILANO. Il terzo anello blu di San Siro ieri non era affatto blu, ma a chiare tinte biancazzurre. I tifosi della Spal hanno letteralmente riempito il settore loro destinato, non poteva essere di certo la pioggia a rovinare la giornata. San Siro, dopo l’Olimpico, era una festa e come tale andava vissuta. A prescindere dal risultato finale. In tanti, mentre salivano i gradoni per arrivare al settore in cima all’impianto milanese, non possono non aver pensato a quanta strada si è fatta dalle trasferte di qualche anno fa - a Budrio, Castenaso, Rosignano, Borgo San Lorenzo... - ad oggi. Ed è un “oggi” tutto da viversi, quello che ha portato quasi 4.000 tifosi spallini a San Siro in questa domenica che di estivo ormai ha ben poco.
“Alè la Spal alè” sono i primi cori che si sentono distintamente alle 11.39 e c’è un’ovazione alle 11.43 quando i portieri entrano in campo per il riscaldamento. Sì, siamo davvero a San Siro e gioca la Spal, dev’essere stato il pensiero collettivo. E non è un’amichevole. Non svegliateci da questo sogno. La Spal parte bene, si vede l’idea di gioco e fioccano gli applausi del suo popolo quando esce in bello stile anche da situazioni ingarbugliate. I cori estensi si sentono, non c’è timore, a volte sembra di essere a Ferrara. Tutto molto bello, direbbe Bruno Pizzul. “Siamo sempre qui che cantiamo per te” dà i brividi lungo la schiena.
Il Var, ancora una volta, “interviene” nella gara: c’è grande attesa quando Gavillucci guarda il monitor per assegnare il rigore. Icardi segna, ma sugli spalti ospiti si continua a cantare come se niente fosse. E c’è una vibrante e rumorosa protesta quando non si ricorre al Var per il contrasto dubbio in cui è protagonista Schiattarella in area di rigore. C’è rammarico per la rete “mangiata” da Paloschi e non può non esserci incredulità per i soli due minuti di recupero del primo tempo.
La ripresa inizia con la necessità di scoprirsi, la Spal ora attacca sotto il settore occupato dai suoi supporter, è pericolosa su calcio d’angolo nell’area dell’Inter e, se possibile, i decibel si alzano ancora di più dal settore occupato dai ferraresi. Schiattarella è sempre più idolo del popolo e ogni suo intervento è salutato dagli applausi, c’è un vero e proprio boato al momento dell’ingresso di Antenucci. Mentre la pioggia aumenta la sua intensità, la Spal produce il massimo sforzo, ma la rete non arriva. Anzi, arriva la prodezza di Perisic, che chiude ogni discorso. Ma solo per questa partita. E non spegne il sogno di una tifoseria che ha vissuto una giornata memorabile. E in quasi 4.000 potranno un giorno dire, “quel giorno a San Siro con l’Inter io c’ero”.
Andrea Tebaldi
“Alè la Spal alè” sono i primi cori che si sentono distintamente alle 11.39 e c’è un’ovazione alle 11.43 quando i portieri entrano in campo per il riscaldamento. Sì, siamo davvero a San Siro e gioca la Spal, dev’essere stato il pensiero collettivo. E non è un’amichevole. Non svegliateci da questo sogno. La Spal parte bene, si vede l’idea di gioco e fioccano gli applausi del suo popolo quando esce in bello stile anche da situazioni ingarbugliate. I cori estensi si sentono, non c’è timore, a volte sembra di essere a Ferrara. Tutto molto bello, direbbe Bruno Pizzul. “Siamo sempre qui che cantiamo per te” dà i brividi lungo la schiena.
Il Var, ancora una volta, “interviene” nella gara: c’è grande attesa quando Gavillucci guarda il monitor per assegnare il rigore. Icardi segna, ma sugli spalti ospiti si continua a cantare come se niente fosse. E c’è una vibrante e rumorosa protesta quando non si ricorre al Var per il contrasto dubbio in cui è protagonista Schiattarella in area di rigore. C’è rammarico per la rete “mangiata” da Paloschi e non può non esserci incredulità per i soli due minuti di recupero del primo tempo.
La ripresa inizia con la necessità di scoprirsi, la Spal ora attacca sotto il settore occupato dai suoi supporter, è pericolosa su calcio d’angolo nell’area dell’Inter e, se possibile, i decibel si alzano ancora di più dal settore occupato dai ferraresi. Schiattarella è sempre più idolo del popolo e ogni suo intervento è salutato dagli applausi, c’è un vero e proprio boato al momento dell’ingresso di Antenucci. Mentre la pioggia aumenta la sua intensità, la Spal produce il massimo sforzo, ma la rete non arriva. Anzi, arriva la prodezza di Perisic, che chiude ogni discorso. Ma solo per questa partita. E non spegne il sogno di una tifoseria che ha vissuto una giornata memorabile. E in quasi 4.000 potranno un giorno dire, “quel giorno a San Siro con l’Inter io c’ero”.
Andrea Tebaldi
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