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Vecchi, dalla Curva al commento alla tv

di Sergio Armanino
Vecchi, dalla Curva al commento alla tv

«Domenica, in inglese, racconterò Spal-Cagliari»

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FERRARA. Dal palcoscenico dei locali underground, alla scrittura, al commento televisivo. Eclettico, questo Daniele Vecchi, nostro concittadino approdato, ormai da 8 anni, a Infront e che si appresta a commentare l’evento sportivo più particolare che gli si potesse affidare: il match di domenica prossima fra Spal e Cagliari. Rigorosamente in inglese: «Infront - spiega - vende le partite di serie A a emittenti di tutto il mondo».

Ma chi è Daniele Vecchi?

«Oltre a occuparmi di calcio, faccio il producer: pallamano maschile e femminile, mondiali di hockey, eventi che di volta in volta mi vengono affidati. Questa volta è capitata la Spal».

Al pubblico televisivo svelerà la sua ferraresità e la sua fede calcistica?

«Assolutamente no, sarò professionale: se segnerà la Spal, esulterò, ma anche se segnerà il Cagliari. Poi, potrò un po’ parteggiare o essere più ferrato sulla Spal. Sarò integro, anche se amici mi chiedono d’inserire un “maial” nella telecronaca, ma non sarebbe facile poi da spiegare agli ascoltatori anglofoni».

Sarà dura per un frequentatore della Ovest, o ex?

«Una volta che ci sei, lo sei per sempre, hai gli amici in Curva, è la tua casa, la tua famiglia, hai vissuto talmente tante cose, che sono indelebili e ti segnano per sempre».

Si aspetta qualcosa da loro?

«Amici mi hanno detto che vogliono fare un due aste con la scritta “Pedro canta per noi”, vedremo...».

Pedro, perché?

«Alle elementari c’era un compagno di classe che si chiamava Pedriali, voleva essere chiamato Peppo, io lo chiamavo Pedro e alla fine quel soprannome è stato affibbiato a me, almeno nel mondo musicale».

Già, perché ha trascorsi importanti anche su quel fronte...

«Ormai suono solo con i vecchi amici con cui facevamo house metal, ma nei fine settimana sono sempre impegnato, a ottobre iniziamo anche a commentare i campionati di volley maschile e femminile».

Al di là dell’impegno professionale, il ritorno in serie A della Spal come lo vive?

«Con entusiasmo incredibile. Anche alla redazione di Milano ci sono amici e colleghi che vivono con entusiasmo questo viaggio. L’ho vista a Milano, con grande passione».

Però lei è uno di quelli che tifa anche gli squadroni...

«Sì, lo sanno tutti: la Curva ha moralmente accettato il fatto che sono anche milanista. Come concilio? Mettiamola così: è più importante che la Spal faccia risultato contro il Milan, che viceversa, quindi...».

Lazio-Spal 0-0, Lazio-Milan 4-1: Milan-Spal?

«1-2. Ormai abbiamo smascherato Montella, diamogli questa botta finale».

Guardiamo a domenica prossima, arriva il Cagliari.

«Ho commentato Cagliari-Crotone proprio domenica scorsa... Ha una difesa a 4 molto solida, cerca continuamente Pavoletti come sponda, hanno Sau e Joao Pedro molto veloci e possono usufruire delle torri di Pavoletti: sono solidi in difesa, buoni in attacco, ma non hanno una gran qualità a centrocampo. Con la nostra (parla della Spal..., ndr) disciplina di gioco, possiamo fare bene e magari contare anche sulla voglia di far bene di Borriello contro la sua ex squadra».

Cosa prevede per la Spal in serie A?

«Le premesse sono al limite dell’entusiasmante, per gioco, qualità, sfrontatezza anche davanti agli squadroni, proponendo il proprio gioco. Da quello che ho visto, ci sono delle squadre nettamente peggiori: se tutto rimanesse così, direi una salvezza comoda, comunque non troppo patita, non da lottare alla Crotone dell’anno scorso per intendersi, ci può stare. Poi, facile dirlo adesso».

Di immagini tv ne vede tante, commento sul Var?

«Joao Mario si butta. Però non è un problema di Var, ma di chi ammette questa pratica. Il Var può aiutare, ma sono i fondamenti errati, quelli dei giocatori che si tuffano...».

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