«La Spal col Cagliari come me con Riva»
di Paolo Negri
Il grande ex e la sfida del 1968: lo marcai senza timori
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FERRARA. Gigi contro Gigi. Anzi: Gigi contro Giggirriva. Eh già, perchè la sfida nella sfida era questa.
«Io ero un... nano, e lui fortissimo di testa. Ma non fece gol...».
Il Gigi per antonomasia, in chiave spallina, è Pasetti. È chi se no? Terzino tanto arcigno quanto di qualità. La gara in questione, ovviamente, Spal-Cagliari. Quella sfida, datata 31 marzo 1968, a oggi resta l’ultima in serie A. Vittoria biancazzurra per 1-0, rete di Giovanni Brenna. Successo illusorio, come il successivo in casa del Mantova e quello con l’Atalanta: non bastò, non bastarono, per restare nella massima categoria.
Spal-Cagliari torna quindi domenica, a distanza di 49 anni. E Pasetti, bandiera biancazzurra e poi insegnante (maestro vero, con lui si va a scuola e si impara) di calcio con Spal, Milan e Bologna in ordine sparso ed alternato, è pronto a gustarsi la partita.
«Tornano sfide antiche - sottolinea il Paso -, anche questa. Mica male...».
Azzardiamo: con il Cagliari, per la Spal, sarà più dura che contro l’Inter.
«Dipende. Se la squadra affronta la gara nello stesso modo con cui ha interpretato quella di San Siro, allora l’impegno non sarà difficile. Se invece ci fosse un po’ di supponenza, l’incontro diventerebbe assai complicato».
Perchè?
«Per via dell’approccio. E perchè il Cagliari ha buona caratura e gioca a calcio. Inoltre possiede ottimi elementi, Barella su tutti: ottima mezz’ala, di passo e personalità».
Lei, però, è fiducioso.
«Certo. La Spal contro l’Inter mi è piaciuta tanto. Se l’è andata a giocare, ha dimostrato di non avere timori. L’ho apprezzata addirittura più che contro l’Udinese. Ha manovrato, ha cercato di far male ai nerazzurri, ha dimostrato di non subire l’impatto con San Siro. Ottimo il modo in cui si è proposta».
Chi le è piaciuto?
«Schiattarella. Costa, molto. Vicari ha fatto bene. E Lazzari, se solo impara a mettere palla nel modo giusto... Ma sono stati bravi tutti, ho visto personalità e sicurezza, un atteggiamento non da neo-promossa. Con questa mentalità la Spal potrà arrivare 14ª, o 13ª. Chi ha detto che non si può?».
Ah, certo. Ma torniamo a Spal-Cagliari: scontro diretto.
«Si gioca in casa, con l’entusiasmo della nostra gente. A San Siro si sentiva solo, o quasi Forza Spal... Forza Spal... Figuriamoci domenica».
E le vecchie sfide della sua serie A?
«Contro Riva era un bel duello. Lo marcai con attenzione, e senza timori: non avevo timore nemmeno quando affrontai Bobby Charlton... Gigi era una potenza, ma correttissimo. Ci conoscevamo bene, siamo stati anche in Nazionale (l’Under 23, a Trieste contro l’Inghilterra; ndr)».
Quell’ultimo confronto in A finì 1-0 per la Spal.
«Gol di Brenna. Un buon auspicio per domenica. E poi adesso la Spal ha Borriello, che oltretutto da freschissimo ex sarà molto motivato visti anche i contorni della rottura col Cagliari. Speriamo bene... Anzi, ne sono sicuro».
«Io ero un... nano, e lui fortissimo di testa. Ma non fece gol...».
Il Gigi per antonomasia, in chiave spallina, è Pasetti. È chi se no? Terzino tanto arcigno quanto di qualità. La gara in questione, ovviamente, Spal-Cagliari. Quella sfida, datata 31 marzo 1968, a oggi resta l’ultima in serie A. Vittoria biancazzurra per 1-0, rete di Giovanni Brenna. Successo illusorio, come il successivo in casa del Mantova e quello con l’Atalanta: non bastò, non bastarono, per restare nella massima categoria.
Spal-Cagliari torna quindi domenica, a distanza di 49 anni. E Pasetti, bandiera biancazzurra e poi insegnante (maestro vero, con lui si va a scuola e si impara) di calcio con Spal, Milan e Bologna in ordine sparso ed alternato, è pronto a gustarsi la partita.
«Tornano sfide antiche - sottolinea il Paso -, anche questa. Mica male...».
Azzardiamo: con il Cagliari, per la Spal, sarà più dura che contro l’Inter.
«Dipende. Se la squadra affronta la gara nello stesso modo con cui ha interpretato quella di San Siro, allora l’impegno non sarà difficile. Se invece ci fosse un po’ di supponenza, l’incontro diventerebbe assai complicato».
Perchè?
«Per via dell’approccio. E perchè il Cagliari ha buona caratura e gioca a calcio. Inoltre possiede ottimi elementi, Barella su tutti: ottima mezz’ala, di passo e personalità».
Lei, però, è fiducioso.
«Certo. La Spal contro l’Inter mi è piaciuta tanto. Se l’è andata a giocare, ha dimostrato di non avere timori. L’ho apprezzata addirittura più che contro l’Udinese. Ha manovrato, ha cercato di far male ai nerazzurri, ha dimostrato di non subire l’impatto con San Siro. Ottimo il modo in cui si è proposta».
Chi le è piaciuto?
«Schiattarella. Costa, molto. Vicari ha fatto bene. E Lazzari, se solo impara a mettere palla nel modo giusto... Ma sono stati bravi tutti, ho visto personalità e sicurezza, un atteggiamento non da neo-promossa. Con questa mentalità la Spal potrà arrivare 14ª, o 13ª. Chi ha detto che non si può?».
Ah, certo. Ma torniamo a Spal-Cagliari: scontro diretto.
«Si gioca in casa, con l’entusiasmo della nostra gente. A San Siro si sentiva solo, o quasi Forza Spal... Forza Spal... Figuriamoci domenica».
E le vecchie sfide della sua serie A?
«Contro Riva era un bel duello. Lo marcai con attenzione, e senza timori: non avevo timore nemmeno quando affrontai Bobby Charlton... Gigi era una potenza, ma correttissimo. Ci conoscevamo bene, siamo stati anche in Nazionale (l’Under 23, a Trieste contro l’Inghilterra; ndr)».
Quell’ultimo confronto in A finì 1-0 per la Spal.
«Gol di Brenna. Un buon auspicio per domenica. E poi adesso la Spal ha Borriello, che oltretutto da freschissimo ex sarà molto motivato visti anche i contorni della rottura col Cagliari. Speriamo bene... Anzi, ne sono sicuro».
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