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Le pagelle di Boninsegna «Spal superiore in avanti»

di Paolo Negri
Le pagelle di Boninsegna «Spal superiore in avanti»

L’ex grande bomber: attaccanti biancazzurri ottimi, Borriello l’ho lanciato io

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FERRARA. Uno dei bomber per antonomasia, il Bobo. Cannoniere nato, micidiale di testa, col sinistro, in acrobazia, centravanti di Inter, Juventus e Nazionale. E, prima, del Cagliari. Fiero avversario della Spal nei gloriosi ’60, in A. Lui, ai biancazzurri, però non fece gol. In virtù di quei precedenti, e del suo status di grande attaccante, nessuno meglio di Roberto Boninsegna (il Bobo, appunto) per inquadrare la sfida di domenica al “Mazza” tra biancazzurri e sardi, e per dare i voti - stilare una sorta di pagella - delle punte che saranno in campo.

Boninsegna, come erano i suoi Spal-Cagliari?

«Giocare a Ferrara non era semplice, e si trattava di partite con il loro fascino. La Spal aveva sempre una bella squadra, con i vari Bozzao, Massei, Bagnoli, Capello, Dell’Omodarme... Confronti equilibrati, e guardi che noi eravamo forti, si stavano mettendo le basi del Cagliari che avrebbe poi vinto lo scudetto. In genere vigeva l’equilibrio, a Cagliari vincevamo noi ed a Ferrara loro. Per me, poi, era una trasferta bellissima».

E per quale motivo?

«Perchè quando giocavo lì mio padre veniva sempre a vedere la partita che mi vedeva impegnato. Poi mi aspettava e mi portava a casa, a Mantova, dove così trascorrevo il lunedì. Al di là di questo, affrontare la Spal di Mazza aveva un suo perchè».

Ha conosciuto il presidente?

«Non personalmente, ma nel mondo del calcio chi, in fondo, non lo conosceva? È stato l’inventore della Spal, ha creato il Centro d’allenamento, ha fatto grandi cose, è stato c.t. della Nazionale. Un nome altisonante, in un modo o nell’altro lo conoscevamo tutti».

La Spal di Mazza scese dalla serie A nel 1968, adesso i biancazzurri sono tornati nella massima categoria dopo 49 anni.

«Complimenti. Alla società, all’allenatore, ai giocatori. Un traguardo importantissimo, per una città ed una squadra che, appunto, hanno grandi tradizioni. La dirigenza in questi anni ha operato benissimo».

Conosce qualcuno della società?

«No, nessuno. Ma so che c’è una proprietà locale, seria, lungimirante. Ciò che non abbiamo noi a Mantova, purtroppo, dove sono passati in tanti a fare disastri. Ma la colpa principale è proprio dei mantovani, che sono scappati tutti».

Non creda, sono situazioni che in passato sono state vissute più volte anche qui a Ferrara...

«Eh sì, ma poi per fortuna c’è chi ha dato una svolta. Bella squadra, la Spal attuale. Contro l’Inter mi ha impressionato positivamente, ha fatto bella figura, ha giocato a viso aperto, ha confezionato belle azioni. Poi, chiaro, l’Inter ha chi inventa, il Perisic che esplode quella cannonata, Icardi che segna il rigore. La differenza è lì, nelle individualità. Ma i biancazzurri mi sono piaciuti tutti».

Domenica, Spal-Cagliari: come la vede?

«La Spal è partita bene, 4 punti in 3 gare - con trasferte contro Lazio e Inter - rappresentano un’ottima media. Inoltre la squadra è ben disposta in campo. Il Cagliari dal canto suo è una buona realtà. Credo che entrambe le squadra resteranno in serie A, ne hanno i mezzi».

Parliamo di attaccanti.

«Borriello contro Pavoletti, ad esempio. Borriello giocherà contro la sua ex squadra, vorrà farle gol... Sono due centravanti diversi, lui e Pavoletti: quest’ultimo è tipicamente d’area, forte di testa. Borriello ha altre caratteristiche, io lo conosco molto bene».

Ci spieghi...

«Marco l’ho lanciato io, nei primi anni 2000, quando militava nel Treviso l’ho seguito a lungo e poi convocato e fatto giocare nella mia Nazionale di serie C, di cui - appunto - ero commissario tecnico. È forte nei sedici metri ma non solo: attaccante completo, che sa dare profondità come partire da lontano e partecipare al gioco collettivo».

Come valuta il parco attaccanti di Spal e Cagliari?

«I sardi con Pavoletti, Sau e Farias sono messi bene. Ma la Spal è superiore: Borriello, Paloschi, Floccari, Antenucci».

Floccari adesso è infortunato.

«Sì, lo so, ma tanto non si può giocare con più di due attaccanti alla volta, no? Si tratta di fare delle scelte, ed anche turn over potendoselo permettere. Comunque, Borriello e Paloschi insieme possono fare bene. Direi che la Spal in attacco ha proprio un’ottima rosa, con elementi importanti per la categoria».

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