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The wall Vicari e la difesa della Spal sta reggendo l’urto

di Marco Nagliati
The wall Vicari e la difesa della Spal sta reggendo l’urto

Solo quattro gol al passivo: la metà su rigori tramite Var Ancora manca l’apporto di Felipe, Vaisanen la sorpresa

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FERRARA. Ci sono i numeri. E le sensazioni. I primi, alla voce “reti subite”, inchiostrano il numero quattro nella linea di classifica della Spal. Una cifra più che onesta per una neopromossa che punta alla salvezza e che - in tre partite - ha affrontato due top team quali Lazio e Inter. Delle squadre che si possono considerare ad altezza biancazzurra, in fondo, nessuna ha fatto meglio. Al massimo uguale: vedi Crotone e Benevento. Peggio è andata, invece, a Udinese (5 gol al passivo), Cagliari (5), Genoa (5) Sassuolo (5), Chievo (6) e Verona (8).

Poi, subentra l’emotività. Lo sguardo d’assieme che vola sul prato verde e tiene in considerazione aspetti che la fredda matematica non contempla. Del poker al passivo, la Spal ha incolonnato due rigori assegnati attraverso il Var. Ovvero azioni dubbie che l’occhio umano non ha colto, mentre il falco elettronico ha successivamente individuato. Con Udinese e Inter metà passivo è maturato così. Domenica lo 0-2 è poi arrivato alla fine, in seguito ad una giocata di straordinario talento di Perisic. Ricordando che la diga biancazzurra ha dovuto affrontare alcuni mammasantissima come Icardi, il sopracitato Perisic e l’iradiddio Immobile (chiedere informazioni al Milan), va sicuramente applaudito il comportamento della retroguardia estense.

Finora ha retto all’urto della massima serie. La linea dei tre (che diventa a cinque con l’allineamento dei laterali Lazzari e Costa) è sempre disciplinata e coordinata nei movimenti, la squadra accorcia con il centrocampo e cerca di lasciare poco spazio per i movimenti altrui tra le due file. Una posizione, per dire, che Joao Mario ha cercato di sfruttare ma non sempre ha avuto aria. Se vogliamo, sono solo due i nei di questa partenza di campionato. L’errore di esuberanza di Salamon domenica a San Siro: il polacco è uscito centralmente per seguire Perisic, che l’ha anticipato servendo Joao Mario e da lì il veloce “uno-due” con Icardi che ha liberato il portoghese nella corsia lasciata libera da Salamon. Vicari, per coprire il buco, ha lasciato Icardi e giocoforza un filo in ritardo è andato allo scontro che ha determinato il penalty. Va detto, comunque, che la classe dei due interisti ha avuto un peso. La vera distrazione, in fondo, va ricondotta soltanto alla prima realizzazione dell’Udinese: sul corner Nuytinck passa dietro Schiattarella e davanti a Borriello. Non certo difensori di ruolo.

Mister Semplici, di conseguenza, non solo sta mantenendo l’identità di gioco ma ha forgiato anche uno scudo credibile. Pur non avendo sostanzialmente mai avuto i due giocatori ingaggiati questa estate che portavano in dote l’esperienza. Marios Oikonomou ha giocato un’oretta al debutto romano con la Lazio, partendo bene poi soffrendo un po’ causa un muscolo dolente. E dal 20 agosto è out. E Felipe, il mastino dai trecento match in massima serie, si può dire che ha calcato il terreno di gioco per appena una manciata di amichevoli.

È stato Francesco “the wall” Vicari a mantenere il petto in fuori e sdoganare il massimo della personalità. Al superbo livello garantito in serie B, il centrale ha aggiunto un ulteriore passo in avanti. Ha messo la museruola ai primi big che gli sono capitati tra i piedi. La Spal ha poi potuto puntellare la costruzione scoprendo e dando fiducia alle scommesse ponderate in sede di mercato. Il vento del Nord portato da Sauli Vaisanen è stato quello che più ha sferzato. Destro, sinistro: sicuro di sé. Applicato e con le sbavature ridotte al minimo. Il finlandese per ora ha risolto parecchi problemi a Semplici, considerati gli infortuni degli uomini più quotati. Senza dimenticare che pure Cremonesi ha risposto presente, quando a “casa Lazio” è stato chiamato in causa .

Domani sbarca il Cagliari, con due marcature all’attivo: Joao Pedro a Milano nella sconfitta 2-1 col Milan e Sau domenica scorsa nel successo per 1-0 sul Crotone. I sardi potrebbero giocare con Pavoletti e Sau davanti, Joao Pedro alle spalle. Saranno da temere per la velocità d’azione, quel passo rapido che la contraerea spallina può soffrire. Per questo è possibile che giunga il momento di Felipe, al posto del più compassato Salamon.

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