felipe e la dote
«Arrivo in punta di piedi, portando entusiasmo». Soprattutto, mettendo nella dote del matrimonio ben 301 gettoni di presenza in serie A. Felipe Dal Bello doveva essere il totem della retroguardia...
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«Arrivo in punta di piedi, portando entusiasmo». Soprattutto, mettendo nella dote del matrimonio ben 301 gettoni di presenza in serie A. Felipe Dal Bello doveva essere il totem della retroguardia spallino, il lupo di mare cui chiedere la rotta quando il faro era coperto dalla tempesta. Finora non ha giocato un minuto, sfortuna nera. Prima la schiena, poi la caviglia. Fatto sta che l’italo-brasiliano era in tribuna a Roma con la Lazio, in panchina con Udinese e Inter. Ora ha ritrovato la condizione fisica e - con educazione - inizia a far valere la sua presenza. Può giocare centrale e laterale di sinistra, magari contro la fisicità di Pavoletti garantisce reattività. Forse nel breve è in grado di reggere gli strappi di Sau. Di sicuro non rimarrà nelle retrovie a lungo.
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