Antenucci, quel fremito della curva
«Li ringrazio ma stavolta siamo stati poco brillanti». Mattioli: restiamo uniti
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FERRARA. Il bomber, destino, deve sempre rimanere un po’ in lista d’attesa. Ancora Semplici non lo lancia come titolare, ieri quando arriva per le interviste gli chiedono di pazientare un filo: c’è la pubblicità. Mirco Antenucci armeggia col telefonino, beve un sorso d’acqua. Poi, ecco la diretta e la punta scende in campo.
«Delusione? Un pizzico sì, come potrebbe essere diversamente... Forse la prova con il Cagliari è stata la meno brillante delle quattro che finora abbiamo giocato in serie A. Nei primi venti-venticinque minuti abbiamo lasciato un po’ più di spazio a loro. Nel corso della partita ci siamo ripresi ma è chiaro che il secondo gol ci ha tagliato le gambe».
«Partite così ti fanno capire cosa significa giocare nella massima serie: livello e ritmo. Però non abbiamo avvertito nessuna pressione perché pensavamo chissà che. Perché battendo il Cagliari chissà dove saremmo arrivati in classifica. Sia chiaro che la salvezza sarebbe il nostro scudetto. E basta».
Quando entra Antenucci, lo stadio ha un fremito. Mirco sorride: «Mi fa piacere che la gente mi applauda, ma peccato per la sconfitta. Sto lavorando bene, cerco di farmi trovare pronto. Il mister poi fa le sue valutazioni». Intanto, in fase offensiva, qualcosina ancora non gira... «Mannò, anche l’anno scorso alcune gare sono state più bloccate. Col tempo abbiamo trovato la chiave giusta».
Mattioli si consola
A denti stretti Walter Mattioli inizia in fretta a metabolizzare la sconfitta. Mercoledì si rigioca, c’è poco tempo da far scorrere insonni. Il presidente poi si consola anche con copiosi complimenti ricevuti dalla Lega calcio: «C’era Marco Brunelli, il direttore generale. Gli è piaciuto come abbiamo sistemato lo stadio e come i nostri tifosi hanno sostenuto la squadra fino alla fine. Ci aspettava una partita difficilissima, archiviamola e guardiamo avanti. Riprendiamo in fretta a giocare come sappiamo: le qualità ci sono. Il nostro compito è rimanere uniti e concentrati. Il cammino deve assolutamente proseguire». (m.na.)
«Delusione? Un pizzico sì, come potrebbe essere diversamente... Forse la prova con il Cagliari è stata la meno brillante delle quattro che finora abbiamo giocato in serie A. Nei primi venti-venticinque minuti abbiamo lasciato un po’ più di spazio a loro. Nel corso della partita ci siamo ripresi ma è chiaro che il secondo gol ci ha tagliato le gambe».
«Partite così ti fanno capire cosa significa giocare nella massima serie: livello e ritmo. Però non abbiamo avvertito nessuna pressione perché pensavamo chissà che. Perché battendo il Cagliari chissà dove saremmo arrivati in classifica. Sia chiaro che la salvezza sarebbe il nostro scudetto. E basta».
Quando entra Antenucci, lo stadio ha un fremito. Mirco sorride: «Mi fa piacere che la gente mi applauda, ma peccato per la sconfitta. Sto lavorando bene, cerco di farmi trovare pronto. Il mister poi fa le sue valutazioni». Intanto, in fase offensiva, qualcosina ancora non gira... «Mannò, anche l’anno scorso alcune gare sono state più bloccate. Col tempo abbiamo trovato la chiave giusta».
Mattioli si consola
A denti stretti Walter Mattioli inizia in fretta a metabolizzare la sconfitta. Mercoledì si rigioca, c’è poco tempo da far scorrere insonni. Il presidente poi si consola anche con copiosi complimenti ricevuti dalla Lega calcio: «C’era Marco Brunelli, il direttore generale. Gli è piaciuto come abbiamo sistemato lo stadio e come i nostri tifosi hanno sostenuto la squadra fino alla fine. Ci aspettava una partita difficilissima, archiviamola e guardiamo avanti. Riprendiamo in fretta a giocare come sappiamo: le qualità ci sono. Il nostro compito è rimanere uniti e concentrati. Il cammino deve assolutamente proseguire». (m.na.)
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