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Colombarini balsamo Spal «Frenati dagli episodi»

di Marco Nagliati
Colombarini balsamo Spal «Frenati dagli episodi»

Il patron protegge la squadra anche se non nasconde alcuni aspetti da migliorare Serve cinismo e un fraseggio più veloce. Però niente pressione particolare

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FERRARA. Nella mixed zone sembra di essere nel cuore dello stadio. Di più, sotto la Ovest. Perché un “secolo” dopo la fine del match i canti ancora si intonano fieri: “La curva sai ti ama e, vada come vada, sarà sempre con te”. Si scosta la tenda che separa il punto interviste dal campo, entra patron Simone Colombarini e decine di teste si girano. Il proprietario della Spal sorride amaro, allarga le braccia. Scherza: «Non mi sparate, dai». Con la colonna sonora del tifo all’inglese, come sussurrano gli osservatori esterni (ovvero la squadra di casa acclamata pur perdente), il patron analizza il match con il Cagliari.

«Il mio stato d’animo? Beh, contento no. Diciamo che è stato un test difficile, loro hanno mostrato più esperienza. Abbiamo cercato di mettere in campo il nostro solito gioco, però forse gli episodi ci hanno frenato. Nel secondo tempo è indubbio che ci abbiamo provato maggiormente: nel nostro momento migliore abbiamo incassato il raddoppio».

Cagliari cinico, Spal decisamente meno. Colombarini sospira: «Diciamo che in futuro dovremo essere incisivi. Le occasioni in A non capiteranno copiose, quindi sarà necessario diventare chirurgici. E forse, questa volta, sul piano della manovra siamo stati più lenti del solito». La riflessione si sposta inevitabilmente sul piano psicologico: finora la Spal ha viaggiato “leggera”, sfidando avversarie contro le quali aveva da guadagnare più che da perdere. Col Cagliari probabilmente le aspettative erano altre. Patron Simone concorda: «Con l’Inter la settimana scorsa quello che sarebbe arrivato era guadagnato. Ed è uscita una buona prova nonostante la sconfitta. Stavolta i punti in palio avevano un “peso” diverso, forse c’è stata meno spensieratezza. L’impostazione tattica era diversa: un conto è giocare dicendo “se arriva un pari va bene”, un altro provare a vincere».

Il sapore differente di uno 0-2 tra Milano nerazzurra e la sfida sarda? «Non credo che questo ko sia più netto rispetto a San Siro, semplicemente erano differenti le aspettative. Con l’Inter speravamo di non essere dominati, contro il Cagliari volevamo provare a fare gioco e vincere».

Tra due giorni, Simone, ritornate a Milano... «Vediamo di ripetere la prestazione di otto giorni fa. Sappiamo bene che i quattro punti in classifica sono nulla».

Si torna a chiacchierare su gol e occasioni, malizia e talento. Ruota che gira male (Viviani devia e inganna Gomis sul vantaggio rossoblù) e rabbia agonistica. «Ripeto - chiosa Colombarini - quest’anno di palle gol non ne avremo tantissime: dobbiamo sfruttare quelle poche. Borriello e Paloschi? Devono continuare a lavorare duro, però pure la squadra li deve mettere nelle condizioni di concludere. Ho visto un Cagliari più veloce nel palleggio e bravo a sfruttare le poche occasioni». Tutto qui, fa capire Colombarini. Con un minimo accenno di delusione.



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