Benfatto cala il tris «Rimasto alla Baltur per portarla in A»
Basket serie B. Il totem a Cento per la terza stagione «Mi aveva cercato Pesaro, ma qui ho una missione»
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CENTO. Michele Benfatto, atto terzo. Una nuova stagione alla Baltur e un sogno fin qui solo sfiorato: due finali perse in due anni, ma la convinzione che questo potrebbe essere quello buono. La società non ha mai dubitato se trattenere o meno il totem del pitturato, completamente guarito dallo strappo muscolare di febbraio, che lo ha costretto a un lungo stop prima degli ultimi playoff. Coach Benedetto non ha mai messo in discussione la sua conferma, anche se l’ufficialità tardava ad arrivare, al punto di cercare subito sul mercato un giocatore a lui complementare (Piunti) e un play che sapesse dialogare con un pivot del suo genere (Cantone).
«Quest’estate, prima di accettare, ho avuto un attimo di titubanza - confessa sereno Benfatto -, avevo ricevuto una proposta dalla serie A, da Pesaro per l’esattezza. Sarebbe stata un’esperienza nuova, non l’avevo mai provata, forse per me l’ultima chiamata, vista l’età. Mi è parso giusto pensarci bene, mi sono preso i miei tempi, ma alla fine non me la sono sentita. Non volevo andarmene da qui senza aver centrato l’impresa per la quale sono stato chiamato. Avevamo iniziato un progetto ed era giusto andare avanti: sono arrivato per vincere il campionato e voglio riuscirci. Per due anni il sogno è svanito in finale, questo può essere l’anno buono e io voglio esserci».
Tre anni e tre diversi allenatori, nuovi compagni e un’ambizione contagiosa: «La società in questi anni è cresciuta moltissimo, si vede da tante piccole cose, anche al di fuori della singola partita, fuori dal basket, ogni giorno. Siamo in serie B, ma adesso si fa tutto sul serio, da veri professionisti. Con coach Benedetto stiamo lavorando tantissimo, creando il gruppo. La squadra è forte, c’è poco da dire: c’è chi ha già vinto dei campionati, ci sono dei ragazzi giovani di talento che possono crescere. Mi sembra una squadra costruita davvero bene, c’è un ambiente che vuole raggiungere un sogno. No, non me la sentivo proprio di andarmene senza aver centrato l’obiettivo».
Le prime amichevoli hanno offerto un Benfatto già in forma campionato, ma soprattutto un asse Cantone-Benfatto che promette scintille. Il “Benfa” conferma e aggiunge: «Cantone si trova a Meraviglia non solo con me, è un ottimo passatore, sa quando cercarti; ma soprattutto sa sempre cosa fare, ha punti nelle mani, sa quando è il momento di prendere iniziative e quando giocare con gli altri».
Nella griglia di partenza la Baltur è davanti a tutte, inutile nasconderlo; ma quanto pesa la pressione di essere i favoriti per la vittoria finale? Il totem biancorosso, quest’anno responsabilizzato dalla nomina a capitano, non fa una piega: «Non sono frasi fatte, ma la pressione e' la stessa degli ultimi campionati, quindi nessuna differenza. C’era pressione il primo anno, quando dividevamo i favori con Forlì e ce la siamo giocata fino alla fine, c’era pressione l’anno scorso, quando eravamo considerati i più forti assieme ad altre tre squadre con cui ce la siamo giocata; è normale che ci sia pressione anche quest'anno. Sulla carta ce la giochiamo con Piacenza, anche se sono convinto che nel corso del campionato verrà fuori qualcun altro, magari un’outsider. Non temiamo nessuna pressione, l’ambiente vuole salire e la società sta dimostrando di essere pronta. Cosa chiedo al campionato? Solo vincere».
Ieri intanto ha ripreso ad allenarsi anche Rizzitiello, acciaccato dopo Vicenza: gli esami a cui è stato sottoposto hanno evidenziato una banale contrattura e sabato sera giocherà regolarmente la semifinale del Memorial Mazzoni contro Rimini.
Prosegue la campagna abbonamenti, sin qui sottoscritte 350 tessere: l’obiettivo resta superare quota 600.
Simone Gagliardi
«Quest’estate, prima di accettare, ho avuto un attimo di titubanza - confessa sereno Benfatto -, avevo ricevuto una proposta dalla serie A, da Pesaro per l’esattezza. Sarebbe stata un’esperienza nuova, non l’avevo mai provata, forse per me l’ultima chiamata, vista l’età. Mi è parso giusto pensarci bene, mi sono preso i miei tempi, ma alla fine non me la sono sentita. Non volevo andarmene da qui senza aver centrato l’impresa per la quale sono stato chiamato. Avevamo iniziato un progetto ed era giusto andare avanti: sono arrivato per vincere il campionato e voglio riuscirci. Per due anni il sogno è svanito in finale, questo può essere l’anno buono e io voglio esserci».
Tre anni e tre diversi allenatori, nuovi compagni e un’ambizione contagiosa: «La società in questi anni è cresciuta moltissimo, si vede da tante piccole cose, anche al di fuori della singola partita, fuori dal basket, ogni giorno. Siamo in serie B, ma adesso si fa tutto sul serio, da veri professionisti. Con coach Benedetto stiamo lavorando tantissimo, creando il gruppo. La squadra è forte, c’è poco da dire: c’è chi ha già vinto dei campionati, ci sono dei ragazzi giovani di talento che possono crescere. Mi sembra una squadra costruita davvero bene, c’è un ambiente che vuole raggiungere un sogno. No, non me la sentivo proprio di andarmene senza aver centrato l’obiettivo».
Le prime amichevoli hanno offerto un Benfatto già in forma campionato, ma soprattutto un asse Cantone-Benfatto che promette scintille. Il “Benfa” conferma e aggiunge: «Cantone si trova a Meraviglia non solo con me, è un ottimo passatore, sa quando cercarti; ma soprattutto sa sempre cosa fare, ha punti nelle mani, sa quando è il momento di prendere iniziative e quando giocare con gli altri».
Nella griglia di partenza la Baltur è davanti a tutte, inutile nasconderlo; ma quanto pesa la pressione di essere i favoriti per la vittoria finale? Il totem biancorosso, quest’anno responsabilizzato dalla nomina a capitano, non fa una piega: «Non sono frasi fatte, ma la pressione e' la stessa degli ultimi campionati, quindi nessuna differenza. C’era pressione il primo anno, quando dividevamo i favori con Forlì e ce la siamo giocata fino alla fine, c’era pressione l’anno scorso, quando eravamo considerati i più forti assieme ad altre tre squadre con cui ce la siamo giocata; è normale che ci sia pressione anche quest'anno. Sulla carta ce la giochiamo con Piacenza, anche se sono convinto che nel corso del campionato verrà fuori qualcun altro, magari un’outsider. Non temiamo nessuna pressione, l’ambiente vuole salire e la società sta dimostrando di essere pronta. Cosa chiedo al campionato? Solo vincere».
Ieri intanto ha ripreso ad allenarsi anche Rizzitiello, acciaccato dopo Vicenza: gli esami a cui è stato sottoposto hanno evidenziato una banale contrattura e sabato sera giocherà regolarmente la semifinale del Memorial Mazzoni contro Rimini.
Prosegue la campagna abbonamenti, sin qui sottoscritte 350 tessere: l’obiettivo resta superare quota 600.
Simone Gagliardi
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