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Spal, col Napoli il Mazza può accendersi

di Paolo Negri
Nel video di Federico Vecchiatini, i tifosi partenopei arrivati a Ferrara senza biglietto e fatti entrare per ovvie ragioni di ordine pubblico: a separarli dagli spallini c'è un cordone di stewart
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Nel video di Federico Vecchiatini, i tifosi partenopei arrivati a Ferrara senza biglietto e fatti entrare per ovvie ragioni di ordine pubblico: a separarli dagli spallini c'è un cordone di stewart

Sarà inaugurato l’impianto d’illuminazione. Biancazzurri in cerca della grande impresa

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FERRARA. Si accendono le luci del “Paolo Mazza”. Spal-Napoli, basta la parola. Appuntamento oggi alle 18 in un impianto che per la prima volta da inizio stagione presenterà il suo volto definitivo (almeno quest’anno...), con l’inaugurazione del nuovo impianto di illuminazione.

Cosa fare

Non poteva esserci occasione migliore. Arriva una big, la favoritissima per lo scudetto (sì, più della Juve), la squadra che gioca il miglior calcio in Europa. Tutto esaurito in corso Piave, e non potrebbe essere diversamente. Partitona, partitissima. Spal destinata a perdere? Così dicono, così pare. Ma la storia del calcio è zeppa di piccole-grandi imprese e sorprese. Perchè i biancazzurri non dovrebbero sperare? L’importante è che ci provino. Perchè, chiaro, sappiamo tutti che sulla carta il compito è proibitivo, il pronostico chiuso a doppia mandata, il rischio quello della goleada: il Napoli ha il miglior attacco continentale, segna a medie stratosferiche, impallina chiunque. Sfida assai stimolante, quella che attende la Spal. Servirà una prova con tutti gli ingredienti del caso: concentrazione, attenzione, mentalità, equilibrio, qualità, determinazione, fame di risultato. Una Spal lucida e concreta, che lotti e non si specchi e trovi pure la conclusione in porta (i gol sono stati trovati solo contro l’Udinese). Una squadra agonisticamente più carica, e con maggior fiducia, rispetto a quella vista con Cagliari e Milan. Le tre sconfitte consecutive, che potrebbero diventare quattro (ma, ripetiamo, non anticipiamo i verdetti), non devono spaventare, inibire. E non devono allarmare il popolo. La Spal corre per lasciarsene dietro tre, tutto il resto sarà oro colato. E mettiamo nel conto, accettiamo, la necessità di un fisiologico completamento del processo di adattamento alle esigenze della serie A, come era accaduto in scala l’anno scorso all’impatto in cadetteria. Molto bene nelle prime tre gare di campionato, progressivamente meno bene nelle successive due, la Spal cerca crescita e stabilità, indicazioni confortanti. Con il Napoli potrebbe riceverle, i segnali saranno importanti anche più del risultato (positivo), a cui pure non si rinuncia in partenza. Ma come fermare il super Napoli? La ricetta non c’è. Magari aiuterà il rientro - dopo il riposo parziale o totale di San Siro - dei vari Schiattarella, Borriello e Costa. Poi bisognerebbe confidare in una congiuntura favorevole. Se la mente dei partenopei sarà un po’ alla Champions, se il turn over inciderà, se riemergerà la sindrometta da provinciali evidenziata l’anno scorso dagli azzurri... Se, se, se. Troppi. Si giochi, si approfitti di una gara che deve essere piacere e spettacolo pure per gli attori in campo.

Polacchi e allenatori

Tra questi, tre polacchi: lo spallino Salamon ed i partenopei Zielinski e Milik. Se gli ultimi due saranno prescelti nelle rotazioni di Sarri, ovvio. Suggestiva poi la sfida a bordocampo di quest’ultimo con il collega Semplici. Partiti dai dilettanti toscani, sono arrivati gradino per gradino ai livelli più alti. Loro sì che meritano.
 

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