«A mani vuote ma sempre più convinti»
di Marco Nagliati
Mister Semplici rincuora tutti i suoi giocatori Però sul terzo gol serviva una lettura diversa
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FERRARA. Alla ricerca del centesimo. «E di qualcosa di diverso sul terzo gol» sibila mister Semplici. La Spal spreme ancora una prova gagliarda e generosa, orgogliosa e consapevole dei propri limiti. È la quarta big in cui sbatte in questo inizio di stagione, ieri è andata vicina a cogliere un fiore. È mancata, appunto, una sola monetina per far quagliare l’euro che avrebbe portato all’incasso di un punto. Sul quale costruire la fortuna di un percorso chiamato salvezza. Invece...
«Invece è venuto meno un pizzico di attenzione - spiega un po’ sconsolato l’allenatore della Spal in sala stampa -; non puoi fare partire uno così, da metà campo. Poi, chiaro, che hanno della qualità». Le frasi srotolano ovviamente la terza rete napoletana, quel Ghoulam che si “mangia” tutta la metà campo spallina e infila il rasoio nel cuore spallino. Il calciatore napoletano “svernicia” Schiattarella, sfrutta l’indecisione della linea estense che arretra per coprire e non avanza per contrastare. Tutto comprensibile, giustificabile al termine di un match così intenso e adrenalinico.
«Infatti devo fare i complimenti ai miei ragazzi - sposta il mirino Semplici -: hanno giocato una grandissima partita. Abbiamo messo in difficoltà una squadra super, che sta spadroneggiando ovunque e con chiunque. In lungo e in largo. Ho visto rabbia, voglia e determinazione. Spero che la qualità che è stata messa in questa partita, possa essere utile quando inizieremo a giocare per il “nostro” campionato».
Semplici mette lo sguardo in modalità panoramica, osserva la platea dei giornalisti. Maniche arrotolate, accaldato. Il rimpianto, umanissimo e comprensibile, gli si legge in faccia. Adesso arriva il Crotone, parte quella seconda fondamentale parte di stagione che porta all’approdo sognato e sperato. «Sì, adesso si gira pagina e inizia quella che possiamo considerare la nostra stagione - ribadisce il trainer spallino -; spero che le prime sei gare affrontate diano la possibilità di aumentare esperienza ed autostima. Perché, davvero, c’è rammarico».
La fredda cronaca riporta la quarta sconfitta consecutiva. Nulla che possa sorprendere: l’ambiente ha sempre saputo che momenti così sarebbero potuti arrivare. Certo, un conto è raccontarselo e prepararselo. Un altro viverlo. Semplici avrà da lavorare di psicologia la prossima settimana. «Dovevamo fare fallo su Ghoulam, giocarci un’ammonizione. Si poteva “leggere” la situazione in modo diverso. Magari in B una disattenzione del genere non la pagavi perché gli avversari tiravano fuori: in A la qualità è differente e centrano la porta».
E ora? «Ora dobbiamo capire che il lavoro che stiamo facendo ha un valore. Contro il Napoli abbiamo dimostrato personalità, rispetto. Abbiamo coperto bene il campo, cercando di far girare palla per quanto ci è stato permesso. Non abbiamo mai buttato via il pallone. Forse era impensabile credere che saremmo riusciti a fare una gara così. Vero che usciamo a mani vuote, ma con una convinzione sempre maggiore». A proposito di convinzione: Antenucci è stato eccellente. Prova di lotta e di qualità. «Mirco lo stimo, so bene cosa mi può dare. Ad inizio stagione sono voluto partire con i nuovi, per far crescere l’intesa tra loro e la vecchia guardia. Comunque nessuno con il Napoli ha giocato sottotono. Tutti hanno dato il 110%». Già, ma sarebbe servita la gara perfetta.
«Invece è venuto meno un pizzico di attenzione - spiega un po’ sconsolato l’allenatore della Spal in sala stampa -; non puoi fare partire uno così, da metà campo. Poi, chiaro, che hanno della qualità». Le frasi srotolano ovviamente la terza rete napoletana, quel Ghoulam che si “mangia” tutta la metà campo spallina e infila il rasoio nel cuore spallino. Il calciatore napoletano “svernicia” Schiattarella, sfrutta l’indecisione della linea estense che arretra per coprire e non avanza per contrastare. Tutto comprensibile, giustificabile al termine di un match così intenso e adrenalinico.
«Infatti devo fare i complimenti ai miei ragazzi - sposta il mirino Semplici -: hanno giocato una grandissima partita. Abbiamo messo in difficoltà una squadra super, che sta spadroneggiando ovunque e con chiunque. In lungo e in largo. Ho visto rabbia, voglia e determinazione. Spero che la qualità che è stata messa in questa partita, possa essere utile quando inizieremo a giocare per il “nostro” campionato».
Semplici mette lo sguardo in modalità panoramica, osserva la platea dei giornalisti. Maniche arrotolate, accaldato. Il rimpianto, umanissimo e comprensibile, gli si legge in faccia. Adesso arriva il Crotone, parte quella seconda fondamentale parte di stagione che porta all’approdo sognato e sperato. «Sì, adesso si gira pagina e inizia quella che possiamo considerare la nostra stagione - ribadisce il trainer spallino -; spero che le prime sei gare affrontate diano la possibilità di aumentare esperienza ed autostima. Perché, davvero, c’è rammarico».
La fredda cronaca riporta la quarta sconfitta consecutiva. Nulla che possa sorprendere: l’ambiente ha sempre saputo che momenti così sarebbero potuti arrivare. Certo, un conto è raccontarselo e prepararselo. Un altro viverlo. Semplici avrà da lavorare di psicologia la prossima settimana. «Dovevamo fare fallo su Ghoulam, giocarci un’ammonizione. Si poteva “leggere” la situazione in modo diverso. Magari in B una disattenzione del genere non la pagavi perché gli avversari tiravano fuori: in A la qualità è differente e centrano la porta».
E ora? «Ora dobbiamo capire che il lavoro che stiamo facendo ha un valore. Contro il Napoli abbiamo dimostrato personalità, rispetto. Abbiamo coperto bene il campo, cercando di far girare palla per quanto ci è stato permesso. Non abbiamo mai buttato via il pallone. Forse era impensabile credere che saremmo riusciti a fare una gara così. Vero che usciamo a mani vuote, ma con una convinzione sempre maggiore». A proposito di convinzione: Antenucci è stato eccellente. Prova di lotta e di qualità. «Mirco lo stimo, so bene cosa mi può dare. Ad inizio stagione sono voluto partire con i nuovi, per far crescere l’intesa tra loro e la vecchia guardia. Comunque nessuno con il Napoli ha giocato sottotono. Tutti hanno dato il 110%». Già, ma sarebbe servita la gara perfetta.
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