IL DERBY DELLA MOLE
La Juventus si divora un piccolo Toro
Supremazia schiacciante e poker bianconero. Higuain in panchina
2 MINUTI DI LETTURA
TORINO. Non è stato il derby che ci si aspettava. O, per lo meno, quello che auspicavano i tifosi del Torino, trascinati dalle parole di fuoco di Sinisa Mihajlovic. Perché la facilità con la quale ha Juventus ha dominato e vinto, la differenza di valori che è emersa sul campo a prescindere dall’espulsione di Baselli dopo 24 minuti, sono state evidenze nette. In fondo, non c’è mai stata partita, troppo più forti e più cattivi i campioni d’Italia. Il sei-su-sei (come il Napoli), questa volta ha un valore assoluto maggiore perché scaturito da una prestazione finalmente in linea con le attese.
L’assenza di Higuain ha fatto rumore ma non è stata una scelta del tutto immotivata, tenuto conto delle condizioni in cui versa il Pipita e del prossimo appuntamento di Champions League. È toccato a Mandzukic indossare i panni della punta centrale, con l’inserimento di Douglas Costa a sinistra della trequarti. Nulla di quanto aveva promesso alla vigilia Mihajlovic si è visto in campo, là dove il 4-1-4-1 pensato per arginare la Juventus non ha mai funzionato. Il confusionario Rincon ha regalato scioccamente a Dybala il pallone dell’1-0, mentre Niang esterno sinistro non ha fatto nulla, così come Iago Falque che ha dovuto lasciare il posto ad Acquah. Non è da escludere, al contrario è altamente probabile, che la miniaturizzazione del Torino sia la conseguenza della prima partita che la Juventus ha disputato veramente da Juventus, tenuta insieme da quel sapiente ricamatore di Matuidi. La superiorità è stata schiacciante.
L’assenza di Higuain ha fatto rumore ma non è stata una scelta del tutto immotivata, tenuto conto delle condizioni in cui versa il Pipita e del prossimo appuntamento di Champions League. È toccato a Mandzukic indossare i panni della punta centrale, con l’inserimento di Douglas Costa a sinistra della trequarti. Nulla di quanto aveva promesso alla vigilia Mihajlovic si è visto in campo, là dove il 4-1-4-1 pensato per arginare la Juventus non ha mai funzionato. Il confusionario Rincon ha regalato scioccamente a Dybala il pallone dell’1-0, mentre Niang esterno sinistro non ha fatto nulla, così come Iago Falque che ha dovuto lasciare il posto ad Acquah. Non è da escludere, al contrario è altamente probabile, che la miniaturizzazione del Torino sia la conseguenza della prima partita che la Juventus ha disputato veramente da Juventus, tenuta insieme da quel sapiente ricamatore di Matuidi. La superiorità è stata schiacciante.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google