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Sarri: «Partita sofferta dopo il 2-2»

Sarri: «Partita sofferta dopo il 2-2»

Poi il tecnico del Napoli si lamenta: terreno di gioco indegno della categoria

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FERRARA. Può essere di certo soddisfatto mister Maurizio Sarri per la sesta vittoria del suo Napoli in altrettante gare giocate. Un risultato che però la Spal ha fatto sudare tantissimo a Insigne e compagni, comunque adesso a quota 18 punti in graduatoria.

Il tecnico partenopeo - dopo non aver rilasciato alcuna dichiarazione alla vigilia del match - è intervenuto nella sala stampa dello stadio “Mazza” per analizzare la rocambolesca partita: «Si tratta di una vittoria sofferta. La difficoltà maggiore è stata quella mentale, dopo che la Spal ci ha ripresi sul punteggio di 2-2. Ecco, in quella situazione di criticità due anni fa non saremmo riusciti a reagire, l’anno scorso forse un pochino, mentre quest’anno abbiamo dato un bel segnale di risposta alle avversità che si susseguono in una partita. La gara è stata dura, giocata contro una squadra molto aggressiva, chiusa, grintosa e determinata, che se continuerà a giocare così metterà in difficoltà tantissime altre formazioni nel suo stadio. Inoltre, aggiungo che non era facile giocare su un terreno di gioco del genere, non degno della categoria, che certo non favoriva il nostro tipo di possesso palla a uno o massimo due tocchi. I cambiamenti di modulo in corsa? Il 4-2-3-1 era un’opzione e nei minuti in cui avevamo le quattro punte abbiamo creato diverse occasioni da rete. Era necessario poi ritornare al 4-3-3, anche se poi è arrivato ugualmente il pareggio. Diciamo che abbiamo diverse alternative».

La nota negativa per il Napoli è l’infortunio di Milik: «Non so ancora nulla - ha commentato Sarri - ma il ragazzo era visibilmente molto impaurito, anche se il ginocchio in questione è quello opposto rispetto a quello operato lo scorso anno. Domani mattina (oggi, ndr) farà gli esami strumentali e ne sapremo di più. La partita in Champions League? Faremo una rapida full immersione sul Feyenoord, perché giocando ogni 70 ore non abbiamo ancora visto molto».

Alessio Duatti



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