Una Spal da applausi Da domenica anche i punti
di Paolo Negri
Complimenti non fini a se stessi, la squadra ha dimostrato di avere tutte le risorse La strada è giusta ma con il Crotone sarà indispensabile conquistare la vittoria
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FERRARA. Il gruppone è lì, compatto. È tornato in corsa anche il Crotone, cui è bastata la vittoria di ieri contro il Benevento per lasciare il penultimo posto e portarsi tra coloro che al momento sarebbero salve. Calabresi a 4 punti, agganciata la Spal. E domenica al “Paolo Mazza” si giocherà Spal-Crotone. Sarà scontro diretto, i biancazzurri avranno tutto l’interesse a vincere.
Alla spalle della squadra di Semplici, del Crotone e del Sassuolo (tutte a 4), ci sono quattro formazioni, una in più di quante ne retrocederanno. Il margine è di +2 sul Genoa e sul Verona, il Benevento è a 0. Davanti, ecco il Cagliari a 6: i sardi hanno... rotto le scatole solo a Ferrara, poi hanno consecutivamente perso in casa con Sassuolo (ieri battuto a domicilio dal Bologna) e Chievo. Ma forse, quel giorno, è stata la Spal a mancare la prestazione. Anzi, con sicurezza, al di là dei valori (di esperienza, organizzazione e qualità) che pure il Cagliari possiede. Ecco, finora nel percorso spallino è quel ko a stonare. Un risultato figlio della prova. La sconfitta di Milano col Milan era preventivabile, pur se la gara non è stata all’altezza.
Di bello c’è che in un colpo solo, e nell’occasione più difficile - sabato contro la capolista Napoli - la Spal ha mandato la più significativa e confortante delle risposte, ha cancellato le due precedenti esibizioni più in scuro che in chiaro. Gara di altissimo livello, sotto ogni punto di vista, quella offerta al cospetto dei partenopei. La miglior esibizione stagionale di Mora e soci. La Spal è rimasta fedele al proprio concetto ed al proprio sviluppo di gioco, ma lo ha fatto con l’intensità mancata con Cagliari e Milan. La squadra ha mostrato fiducia, convinzione, non è andata in campo sentendosi battuta in partenza (come da scontatissimo pronostico, che per molti contemplava anche l’uso del... pallottoliere), ha messo in difficoltà il Napoli come nessuno aveva fatto finora ed è andata ad un soffio dalla grandissima impresa, quella di fermare la battistrada, di interrompere la sua straordinaria serie di vittorie consecutive.
Come non detto. Ed Eupalla sa cosa e quanto avrebbe significato, per la Spal, fare risultato. Per la classifica e per l’aspetto psicologico. Ma, a dispetto delle sconfitte di fila, ora salite a 4, i biancazzurri possono solo trarre indicazioni positive dal match con il Napoli. La mentalità è stata all’altezza, grinta e determinazione sono state espresse, corsa e ritmo sono risultate pari a quelle dell’avversario. Si è vista la capacità di variare le soluzioni, puntando non solo allo sviluppo in fascia ma trovando anche verticalizzazioni centrali. restando corta e compatta la Spal non ha offerto spazi capace di esaltare i talentuosi brevilinei dell’attacco napoletano, che sì hanno trovato due gol su tre (con Insigne e Callejon) ma per un concorso di circostanze, dalla bravura loro ad un paio di ingenuità spalline.
Si è ritrovato pure il gol. Le soluzioni studiate hanno dato profitto (vedi gli uomini messi a disturbare la barriera napoletana sulla punizione-gol dell’ottimo Viviani). La strada è stata ripresa con fermezza ed è quella giusta. È ciò che conforta, e bisogna insistere. Al tempo stesso, non ci si salva con i complimenti. Emiliano Mondonico soleva affermare che giocare bene, sfiorare l’impresa e perdere è gravissimo, specialmente per una provinciale. Senza essere totalmente d’accordo (ci sono varie sfumature, e bisogna sempre analizzare le prove), c’è un fondo di verità. La Spal ha subìto 4 sconfitte di fila ed ha incassato 11 gol nelle ultime 5 partite. In tal senso urge un’inversione di tendenza.
L’occasione con il Crotone sarà tanto propizia quanto cruciale. È presto, sì, ma non è... troppo presto per calcolare il peso dei punti in palio. Punti salvezza. In un campionato tanto difficile come questo, e sostanzialmente sempre più spezzato in due tronconi, chi resta indietro poi potrebbe non avere più il margine per recuperare. La Spal dà l’impressione di essere superiore a diverse delle concorrenti dirette. I prossimi tre confronti dicono Crotone, Bologna e Sassuolo. Le partite da punti sono queste.
Alla spalle della squadra di Semplici, del Crotone e del Sassuolo (tutte a 4), ci sono quattro formazioni, una in più di quante ne retrocederanno. Il margine è di +2 sul Genoa e sul Verona, il Benevento è a 0. Davanti, ecco il Cagliari a 6: i sardi hanno... rotto le scatole solo a Ferrara, poi hanno consecutivamente perso in casa con Sassuolo (ieri battuto a domicilio dal Bologna) e Chievo. Ma forse, quel giorno, è stata la Spal a mancare la prestazione. Anzi, con sicurezza, al di là dei valori (di esperienza, organizzazione e qualità) che pure il Cagliari possiede. Ecco, finora nel percorso spallino è quel ko a stonare. Un risultato figlio della prova. La sconfitta di Milano col Milan era preventivabile, pur se la gara non è stata all’altezza.
Di bello c’è che in un colpo solo, e nell’occasione più difficile - sabato contro la capolista Napoli - la Spal ha mandato la più significativa e confortante delle risposte, ha cancellato le due precedenti esibizioni più in scuro che in chiaro. Gara di altissimo livello, sotto ogni punto di vista, quella offerta al cospetto dei partenopei. La miglior esibizione stagionale di Mora e soci. La Spal è rimasta fedele al proprio concetto ed al proprio sviluppo di gioco, ma lo ha fatto con l’intensità mancata con Cagliari e Milan. La squadra ha mostrato fiducia, convinzione, non è andata in campo sentendosi battuta in partenza (come da scontatissimo pronostico, che per molti contemplava anche l’uso del... pallottoliere), ha messo in difficoltà il Napoli come nessuno aveva fatto finora ed è andata ad un soffio dalla grandissima impresa, quella di fermare la battistrada, di interrompere la sua straordinaria serie di vittorie consecutive.
Come non detto. Ed Eupalla sa cosa e quanto avrebbe significato, per la Spal, fare risultato. Per la classifica e per l’aspetto psicologico. Ma, a dispetto delle sconfitte di fila, ora salite a 4, i biancazzurri possono solo trarre indicazioni positive dal match con il Napoli. La mentalità è stata all’altezza, grinta e determinazione sono state espresse, corsa e ritmo sono risultate pari a quelle dell’avversario. Si è vista la capacità di variare le soluzioni, puntando non solo allo sviluppo in fascia ma trovando anche verticalizzazioni centrali. restando corta e compatta la Spal non ha offerto spazi capace di esaltare i talentuosi brevilinei dell’attacco napoletano, che sì hanno trovato due gol su tre (con Insigne e Callejon) ma per un concorso di circostanze, dalla bravura loro ad un paio di ingenuità spalline.
Si è ritrovato pure il gol. Le soluzioni studiate hanno dato profitto (vedi gli uomini messi a disturbare la barriera napoletana sulla punizione-gol dell’ottimo Viviani). La strada è stata ripresa con fermezza ed è quella giusta. È ciò che conforta, e bisogna insistere. Al tempo stesso, non ci si salva con i complimenti. Emiliano Mondonico soleva affermare che giocare bene, sfiorare l’impresa e perdere è gravissimo, specialmente per una provinciale. Senza essere totalmente d’accordo (ci sono varie sfumature, e bisogna sempre analizzare le prove), c’è un fondo di verità. La Spal ha subìto 4 sconfitte di fila ed ha incassato 11 gol nelle ultime 5 partite. In tal senso urge un’inversione di tendenza.
L’occasione con il Crotone sarà tanto propizia quanto cruciale. È presto, sì, ma non è... troppo presto per calcolare il peso dei punti in palio. Punti salvezza. In un campionato tanto difficile come questo, e sostanzialmente sempre più spezzato in due tronconi, chi resta indietro poi potrebbe non avere più il margine per recuperare. La Spal dà l’impressione di essere superiore a diverse delle concorrenti dirette. I prossimi tre confronti dicono Crotone, Bologna e Sassuolo. Le partite da punti sono queste.
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