La Nuova Ferrara

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Il tifo e lo stadio

Spal, per la gradinata est è l’ora delle scelte

di Sergio Armanino
Spal, per la gradinata est è l’ora delle scelte

La prossima partita “a rischio” è il 10 dicembre con il Verona. O si vieta la vendita libera o si spostano gli abbonati altrove 

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FERRARA. Verità: rispondenza al vero, autenticità, esattezza. Vai sul vocabolario e tutto sembra semplice. Poi, però, ci si ricorda che di oggettivo, in... verità, c’è ben poco. Quante verità, ognuno ha la sua. Anche sugli “esodati” della gradinata, sabato pomeriggio in occasione di Spal-Napoli. Le fonti ufficiali dicono che tifosi ospiti senza biglietto non ne sono entrati, ma qualcuno, ironicamente, ha fatto notare che con un solo biglietto ne ha visti accedere quattro allo stadio. Poi, il rimpallo delle responsabilità: chi sapeva e chi dice che non sapeva dei provvedimenti di ordine pubblico che sarebbero stati adottati, ossia il “compattamento” dei supporter partenopei nel lato est della gradinata, con conseguente “sfratto” dei tifosi spallini titolari di quei seggiolini numerati, mandati alla ventura in cerca di un posto.

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Di certamente vero c’è che nel settore est della gradinata non tutti hanno trovato posto a sedere, anche perché nessuno è andato a occupare le prime due file, quelle a bordo campo: da lì si vede poco e male. E allora, assiepamento, in piedi dietro l’ultima fila, seduti sui gradoni o in altri settori del “Mazza”.

Tutto questo è accaduto perché, non essendo stata reputata una partita a rischio, è stata attivata la vendita libera dei biglietti, quindi anche quelli di gradinata, con il mescolamento di tifosi spallini e napoletani: motivi di ordine pubblico, però, hanno portato a separare in seconda battuta i tifosi di diversa fede. Un pasticcio.



Ci ha scritto ieri Simona Minarelli: «Io sono una sfrattata della gradinata est con mio figlio di 6 anni, regolarmente abbonati. Stamattina ho chiamato la società Spal, ma nessuno riesce a dare una risposta alla mia domanda: vorrei sapere, succederà la stessa cosa anche per partite contro Bologna, Verona, Roma, Lazio, dove le tifoserie sono ben più calde di altre? Devo aver paura a portare mio figlio di 6 anni che adora il calcio allo stadio?».

Domanda più che legittima. Allora, vediamo cosa propone, da qui a fine anno, il calendario casalingo della Spal. Anzi tutto, poco: i match con gli “squadroni” al “Mazza” si giocheranno nel girone di ritorno. Poi, tutte le partite saranno in giorno e orario canonici, ossia di domenica alle 15: anche questo aiuta. Quanto alle tifoserie attese a Ferrara, si può immaginare che il confronto con la Fiorentina possa portare in città un discreto numero di supporter viola, se non altro per la vicinanza fra le due città. Anche il Genoa potrebbe far sventolare il grifone con attorno parecchi supporter, ma già la distanza cresce e non è detto che non stiano tutti in curva est. L’unica partita che si può senza dubbio ritenere a rischio è quella con il Verona: i rapporti fra le due tifoserie non sono idilliaci, la trasferta è breve, lo scontro diretto è per la salvezza. Bollino rosso sull’Hellas. Ma sarà il 10 dicembre, c’è tempo per attrezzarsi, per questa e per le partite a venire.

Come? L’organismo deputato a classificare la pericolosità delle partite e a decidere i provvedimenti da prendere è il Gos (Gruppo operativo sicurezza), tavolo che riunisce prefetto, questore, forze dell’ordine, Comune, Asl, Hera e, naturalmente, Spal. Qui potrà essere deciso, semplicemente, che la partita è a rischio e quindi non verrà attivata la vendita libera dei biglietti, ossia gli ospiti potranno acquistare solo posti in curva est. In alternativa, soprattutto per altre occasioni e per salvaguardare il legittimo interesse economico della Spal a vendere più ingressi, bisognerebbe mettere mano a quanto scaturito dalla campagna abbonamenti, ossia risistemare i tifosi spallini ora in gradinata est, compattandoli verso la parte centrale del settore e in altri, come empiricamente fatto sabato, potendo così riservare anche una parte della gradinata, quella più a est, al pubblico della squadra ospite. Da evitare, in ogni caso, un guazzabuglio come quello di sabato.
 

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