IL TECNICO uscente
«Spiazzato e dispiaciuto, ma accetto la scelta con serenità»
ARGENTA. Lo aveva detto all’inizio del suo mandato: «Non sarà facile sfatare il detto per cui nessuno è profeta in patria». Purtroppo, a distanza di poco più di un mese da tale frase, il destino ha...
2 MINUTI DI LETTURA
ARGENTA. Lo aveva detto all’inizio del suo mandato: «Non sarà facile sfatare il detto per cui nessuno è profeta in patria». Purtroppo, a distanza di poco più di un mese da tale frase, il destino ha confermato il famoso proverbio. Andrea Dirani, molto probabilmente, non sarà più l’allenatore dell’Argentana. Voleva ricostruire qualcosa d’importante, nella sua Argenta, ma la fiducia nei suoi confronti si è esaurita giorno dopo giorno, dissolta completamente dopo il k.o. casalingo di domenica contro l’Alfonsine. Con grande signorilità, ma con inevitabile amarezza, ieri ha praticamente salutato con queste parole: «Accetto la decisione con molta serenità, è lecito che un presidente possa decidere di cambiare allenatore se non si sente sicuro. È chiaro che sono rimasto spiazzato da questa scelta, dopo così poco tempo, mi dispiace. Probabilmente è stata sbagliata la scelta iniziale, con una squadra che ha bisogno di un allenatore con caratteristiche diverse dalle mie. Però io sono questo e non posso snaturarmi».
Dirani ha provato a istaurare il suo credo calcistico, ma a disposizione ha avuto veramente troppo poco tempo: «Non ho rimorsi, non rimpiango nulla e non mi piace fare polemica. Lo scorso anno, dopo quattro giornate, ero nella stessa situazione, ma ho sempre avuto la fiducia della società, perché conoscevano il lavoro che c’era alle spalle. L’Argentana era una squadra nuova, che doveva assimilare alcune mie idee e non mi sembra che abbia offerto delle brutte prove. Se si guardano i punti in classifica sono sicuramente pochi, ma in quattro gare non abbiamo mai demeritato. Parlare di retrocessione dopo un mese di campionato è assurdo, ma rimane il fatto che il presidente ha sempre tutte le ragioni per poter cambiare». (dan.car.)
Dirani ha provato a istaurare il suo credo calcistico, ma a disposizione ha avuto veramente troppo poco tempo: «Non ho rimorsi, non rimpiango nulla e non mi piace fare polemica. Lo scorso anno, dopo quattro giornate, ero nella stessa situazione, ma ho sempre avuto la fiducia della società, perché conoscevano il lavoro che c’era alle spalle. L’Argentana era una squadra nuova, che doveva assimilare alcune mie idee e non mi sembra che abbia offerto delle brutte prove. Se si guardano i punti in classifica sono sicuramente pochi, ma in quattro gare non abbiamo mai demeritato. Parlare di retrocessione dopo un mese di campionato è assurdo, ma rimane il fatto che il presidente ha sempre tutte le ragioni per poter cambiare». (dan.car.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
