Milan, non si scherza più. Lazio a porte chiuse
Europa League: i rossoneri col Rijeka, i biancazzurri col Waregem all’Olimpico, l’Atalanta a Lione
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ROMA. «Ho già avvertito i ragazzi, sarà una sfida strana, giocheremo in uno stadio vuoto». Così Simone Inzaghi, allenatore della Lazio, alla vigilia del match di Europa League contro lo Zulte Waregem, che si giocherà a porte chiuse alle 19 causa squalifica dello stadio Olimpico. «Lo Zulte è una squadra ben organizzata con giocatori di qualità. Ci vorrà massima concentrazione», ha avvertito il tecnico biancazzurro. Sulle scelte di formazione ha aggiunto: «Nani ha lavorato bene e se non ci saranno problemi durante la rifinitura sarà convocato. De Vrij puntiamo di recuperarlo per domenica».
Alle 21.05 l’Atalanta sarà impegnata a Lione: «Che il Lione non conosca noi e Gomez ci può stare: non giocavamo in Europa da 26 anni, il Papu ha giocato solo una volta nella nazionale argentina. Non siamo risentiti: speriamo di farci conoscere in campo nel modo migliore». Gian Piero Gasperini replica così al capitano dei francesi Nabil Fekir che ha affermato di non sapere chi fosse l'omologo dell'Atalanta. Il tecnico non ha chiarito i dubbi sulla formazione: «Ilicic è convocato, va molto meglio. L'unica defezione è Toloi».
Alla stessa ora il Milan ospiterà il Rijeka. «Sono sereno ed equilibrato», ha assicurato Montella alla vigilia della sfida che giunge dopo il ko di Genova. «Sono fiero di allenare il Milan. Siamo ad un punto dalla zona Champions. Ci sono cose da migliorare - ha detto riferendosi allo 0-2 con la Samp - gli errori da non ripetere? Qualcosa abbiamo sbagliato nell’approccio. Ma non dobbiamo avere alibi». Inevitabile soffermarsi sul divorzio con il preparatore Emanuele Marra. «Preciso che non era lui il problema», ha chiarito Montella. «In un percorso professionale ci sta che possano esserci divergenze su alcuni punti che non mi sono sentito di supportare. Lo staff è una famiglia, lui per me era un fratello. Gli voglio bene, ho corso dei rischi con lui e per lui. Ho dovuto fare una scelta dolorosa per salvare gli altri suoi fratelli, gli auguro ogni bene. Non è il capro espiatorio», ha assicurato. Le critiche, ha detto l’ex Aeroplanino, «non mi turbano. Mi danno una carica, mi stimolano in maniera positiva».
«Se mi sento sotto osservazione? Sono partite impegnative anche per i nostri avversari», ha sottolineato Montella. «Se le vivrò come se fossi sotto esame? Il destino di un allenatore è rapportato ai risultati. Fa parte del mio lavoro gestire i momenti difficili dove puoi essere messo in discussione».
Alle 21.05 l’Atalanta sarà impegnata a Lione: «Che il Lione non conosca noi e Gomez ci può stare: non giocavamo in Europa da 26 anni, il Papu ha giocato solo una volta nella nazionale argentina. Non siamo risentiti: speriamo di farci conoscere in campo nel modo migliore». Gian Piero Gasperini replica così al capitano dei francesi Nabil Fekir che ha affermato di non sapere chi fosse l'omologo dell'Atalanta. Il tecnico non ha chiarito i dubbi sulla formazione: «Ilicic è convocato, va molto meglio. L'unica defezione è Toloi».
Alla stessa ora il Milan ospiterà il Rijeka. «Sono sereno ed equilibrato», ha assicurato Montella alla vigilia della sfida che giunge dopo il ko di Genova. «Sono fiero di allenare il Milan. Siamo ad un punto dalla zona Champions. Ci sono cose da migliorare - ha detto riferendosi allo 0-2 con la Samp - gli errori da non ripetere? Qualcosa abbiamo sbagliato nell’approccio. Ma non dobbiamo avere alibi». Inevitabile soffermarsi sul divorzio con il preparatore Emanuele Marra. «Preciso che non era lui il problema», ha chiarito Montella. «In un percorso professionale ci sta che possano esserci divergenze su alcuni punti che non mi sono sentito di supportare. Lo staff è una famiglia, lui per me era un fratello. Gli voglio bene, ho corso dei rischi con lui e per lui. Ho dovuto fare una scelta dolorosa per salvare gli altri suoi fratelli, gli auguro ogni bene. Non è il capro espiatorio», ha assicurato. Le critiche, ha detto l’ex Aeroplanino, «non mi turbano. Mi danno una carica, mi stimolano in maniera positiva».
«Se mi sento sotto osservazione? Sono partite impegnative anche per i nostri avversari», ha sottolineato Montella. «Se le vivrò come se fossi sotto esame? Il destino di un allenatore è rapportato ai risultati. Fa parte del mio lavoro gestire i momenti difficili dove puoi essere messo in discussione».
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