Lente agronomica sul prato del Mazza
Giovanni Castelli (Lega) ha eseguito la verifica del terreno. Riserbo del club
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FERRARA. Detto e fatto. L’agenda è stata rispettata. Ieri pomeriggio al “Paolo Mazza” si è presentato Giovanni Castelli, agronomo della Lega serie A. Visita di routine, programmata da tempo, nel rispetto della costante verifica di tutti i terreni di gioco della squadre della massima categoria.
Tant’è, il caso ha voluto che tale ispezione sia giunta a pochi giorni di distanza dagli strali lanciati da Maurizio Sarri - allenatore del Napoli - che dopo il match di sabato scorso (ed anche lunedì in conferenza stampa pre-Champions) ha definito «indegno della serie A» il campo del “Mazza”, imputandogli il grave infortunio al ginocchio occorso a Milik. La Spal, come noto, ha replicato (con garbo ma con fermezza) prima con il d.g. Gazzoli e poi con il direttore dell’area tecnica Vagnati.
Coincidenza o no (pare effettivamente che non vi sia nessun nesso tra l’uscita sarriana e l’ispezione), ieri Castelli ha verificato di persona la pelouse dello stadio. Accompagnato dal presidente spallino Walter Mattioli e dallo stesso d.g. Andrea Gazzoli, il dottore ha preso il polso del paziente. Visita accurata, al termine della quale non è però stato emesso un bollettino. La Spal, addirittura, si è trincerata in pochissime laconiche affermazioni, degne di un verbale di pubblica sicurezza: «Conversazioni secretate».
Accidenti, manco si trattasse del rapporto Nasa sul pianeta Nibiru. Ma va bene. Sappiamo tutti che Sarri ha esagerato, e che la Spal prende cura quotidianamente del suo campo, rifatto in estate. Se non è al top, migliorerà.
Tant’è, il caso ha voluto che tale ispezione sia giunta a pochi giorni di distanza dagli strali lanciati da Maurizio Sarri - allenatore del Napoli - che dopo il match di sabato scorso (ed anche lunedì in conferenza stampa pre-Champions) ha definito «indegno della serie A» il campo del “Mazza”, imputandogli il grave infortunio al ginocchio occorso a Milik. La Spal, come noto, ha replicato (con garbo ma con fermezza) prima con il d.g. Gazzoli e poi con il direttore dell’area tecnica Vagnati.
Coincidenza o no (pare effettivamente che non vi sia nessun nesso tra l’uscita sarriana e l’ispezione), ieri Castelli ha verificato di persona la pelouse dello stadio. Accompagnato dal presidente spallino Walter Mattioli e dallo stesso d.g. Andrea Gazzoli, il dottore ha preso il polso del paziente. Visita accurata, al termine della quale non è però stato emesso un bollettino. La Spal, addirittura, si è trincerata in pochissime laconiche affermazioni, degne di un verbale di pubblica sicurezza: «Conversazioni secretate».
Accidenti, manco si trattasse del rapporto Nasa sul pianeta Nibiru. Ma va bene. Sappiamo tutti che Sarri ha esagerato, e che la Spal prende cura quotidianamente del suo campo, rifatto in estate. Se non è al top, migliorerà.
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