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«Io, deluso ma convinto della prova»

di Marco Nagliati
«Io, deluso ma convinto della prova»

Il doppio stato d’animo di mister Semplici Pari da amaro in bocca però la Spal c’è

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FERRARA. Il terzo tempo di Leonardo Semplici non è quello rugbisticamente canonico: in alto i calici tra formazioni avversarie alla fine del match. Quello dell’allenatore spallino dura esattamente quarantacinque minuti ed è una sorta di dazio da pagare alle televisioni. Un passagio qui, uno là. Poi arriva in sala stampa, appuntamento tradizionale. Si accomoda sulla poltroncina che ha un’aria assai comoda. Ma lui, il nocchiero biancazzurro, non dà questa idea. Ha due sentimenti che gli rovistano lo stomaco. E lo racconta: «Sono deluso per il risultato e convinto per la bontà della nostra prestazione». La sintesi estrema che racchiude il pareggio del Mazza tra Spal e Crotone. Dopo l’analisi da Bignamino, il mister amplia i concetti.

«Abbiamo “fatto” una gran partita e non era facile essendo reduci da quattro sconfitte consecutive. I ragazzi hanno fornito una risposta in termini di personalità e convinzione. Mi riferisco al nostro primo tempo: bello. Molto convincente. In cui non abbiamo peraltro rischiato mai». Già, ma poi... «... poi abbiamo iniziato la ripresa non con la stessa convinzione. Non c’è stato lo stesso atteggiamento: abbiamo lasciato campo al Crotone, non siamo stati aggressivi nel chiuderli già con i nostri attaccanti. Un episodio, uno solo: ci è costato il pari. Dopo abbiamo avuto meno lucidità nell’inseguire la vittoria. Però abbiamo lungamente cercato di cogliere il successo».

Fanno notare: Spal che viaggia sovente per linee laterali, mentre la manovra centralmente fatica a prendere brillantezza. «Mah, intanto va sottolineato che tra cross e punizioni avremo messo almeno venticinque palloni in area. Vuol dire che alla porta avversaria ci arriviamo, dobbiamo solo rifinire meglio. Sulle palle inattive c’è mancata qualità. Detto questo, in generale, va capito che se schieriamo la linea di centrocampo a “cinque” è naturale avere maggiori sbocchi sulle corsie. Ed il gioco per vie centrali è anche legato da come si muovono gli attaccanti: non è solo vincolato alle scelte dei centrocampisti».

«Ripeto: per la prova fornita i tre punti ci stavano, un certo tipo di personalità c’è. Se proprio devo rimproverare qualcosa ai ragazzi sono i dieci minuti iniziali della ripresa che hanno permesso ai nostri avversari di raggiungere il pari».

Tirando le somme alla sosta: Spal bene con le grandi ma, chiaramente, senza punti in saccoccia. Quando si sono sfidate pari competitor - e c’era da andare all’incasso - tre punti con l’Udinese, uno col Crotone e zero col Cagliari. Semplici sospira: «Quando i punti contano di più l’aspetto mentale incide. Noi stiamo crescendo, però se guardiamo il curriculum dei nostri giocatori scopriamo che tanti sono esordienti. Compreso il sottoscritto. Stiamo pagando pesantemente il processo di crescita e di adattamento alla categoria. Al momento, ogni piccolo errore lo scontiamo». Che sia Salamon sulla rete del Crotone o Lazzari che i cross li ha mandati dovunque tranne che nei paraggi dei compagni.

Semplici prende la parola per definire bene i contorni: «Intanto continuo ad essere dell’idea che non mi piace giocare male: sono contento di come ci stiamo esprimendo. Meglio, dunque, un pari così che una brutta vittoria. Ora abbiamo quindici giorni per leccarci le ferite. Ragazzi, il percorso è lungo». Ma la prossima trasferta è cortissima: Bologna. La gara per eccellenza.

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