Baltur, sostanza e colpi di talento
Basket serie B. Piegata all’esordio una Faenza pericolosa: Cento ha prima retto l’urto poi è arrivato il decollo
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CENTO. Debutto con vittoria per la Baltur che alla distanza domenica ha domato Faenza al termine di una bella partita, un derby dall'alto spessore tecnico; combattuto perché nonostante l'evidente superiorità centese, Faenza non ha mai mollato e solo negli ultimi minuti la Baltur ha preso il largo. Tutto un programma il primo parziale con Faenza che segna 30 punti e sfrutta al limite della perfezione il tiro da tre. Nessuno si è lasciato prendere dal panico e di minuto in minuto, in casa centese, le cose sono cambiate. Meno pressing, più coinvolgimento sotto (8/8 di Benfatto), meno fretta al tiro e Piunti che piano piano diventa un “fattore”.
I canestri di Chiera e Vico (19 punti con 4/6 da tre per l'argentino oltre ogni più rosea previsione) mettono la freccia alla Baltur che se ne va. E porta a casa con merito la vittoria contro la terza forza del girone.
«Faenza è una squadra che gioca una pallacanestro particolare, un po’ a uomo, un po’ a zona e un po’ mista; confusionaria per l'avversario, loro sanno benissimo quello che devono fare - spiega coach Benedetto -. E poi hanno questo esterni, davvero micidiali. La differenza all'inizio l'ha fatta il tiro, sapevo perfettamente che prima o poi quella serie sarebbe finita, non potevano continuare a tirare in quella maniera per tutta la partita: con quelle percentuali siamo stati fin troppo bravi a non andare troppo sotto. Poi siamo tornati ad essere la squadra che concede poco e difende e abbiamo recuperato lo svantaggio. Siamo sulla buona strada, c'è tanto da lavorare ma se questo è l'inizio possiamo guardare al futuro con ottimismo e tranquillità».
Ottimi i lunghi Benfatto-Piunti, bene Chiera, molto responsabilizato; in netta ripresa Vico. «Seba lo conosco molto bene - continua Benedetto - sta arrivando, ci vuole tempo. Così come aspettiamo Rizzitiello, una pedina importante per la nostra squadra». Bene Cantone, che dall'alto della sua esperienza ha dato sfoggio di lucidità nel parziale in cui la partita andava vinta dettando i ritmi a suo piacimento. «Anche di altri posso reputarmi soddisfatto, penso a D'Alessandro; non ha tirato bene, è vero, ma ha fatto cose importanti: ha giocato con personalità mettendo pezze importanti in difesa. La nostra idea è quella di giocare sempre con i due lunghi più D'Alessandro, crediamo fermamente in questo sistema: i 17 rimbalzi offensivi non sono un caso. Come crediamo che anche altri diano un contributo importante».
Simone Gagliardi
I canestri di Chiera e Vico (19 punti con 4/6 da tre per l'argentino oltre ogni più rosea previsione) mettono la freccia alla Baltur che se ne va. E porta a casa con merito la vittoria contro la terza forza del girone.
«Faenza è una squadra che gioca una pallacanestro particolare, un po’ a uomo, un po’ a zona e un po’ mista; confusionaria per l'avversario, loro sanno benissimo quello che devono fare - spiega coach Benedetto -. E poi hanno questo esterni, davvero micidiali. La differenza all'inizio l'ha fatta il tiro, sapevo perfettamente che prima o poi quella serie sarebbe finita, non potevano continuare a tirare in quella maniera per tutta la partita: con quelle percentuali siamo stati fin troppo bravi a non andare troppo sotto. Poi siamo tornati ad essere la squadra che concede poco e difende e abbiamo recuperato lo svantaggio. Siamo sulla buona strada, c'è tanto da lavorare ma se questo è l'inizio possiamo guardare al futuro con ottimismo e tranquillità».
Ottimi i lunghi Benfatto-Piunti, bene Chiera, molto responsabilizato; in netta ripresa Vico. «Seba lo conosco molto bene - continua Benedetto - sta arrivando, ci vuole tempo. Così come aspettiamo Rizzitiello, una pedina importante per la nostra squadra». Bene Cantone, che dall'alto della sua esperienza ha dato sfoggio di lucidità nel parziale in cui la partita andava vinta dettando i ritmi a suo piacimento. «Anche di altri posso reputarmi soddisfatto, penso a D'Alessandro; non ha tirato bene, è vero, ma ha fatto cose importanti: ha giocato con personalità mettendo pezze importanti in difesa. La nostra idea è quella di giocare sempre con i due lunghi più D'Alessandro, crediamo fermamente in questo sistema: i 17 rimbalzi offensivi non sono un caso. Come crediamo che anche altri diano un contributo importante».
Simone Gagliardi
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