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«Io e questa Bondi sempre avanti tutta»

di Marco Nagliati
«Io e questa Bondi sempre avanti tutta»

Basket A2. Bulgarelli: la squadra c’è, ora serve più pubblico

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FERRARA. Ho visto cose... «Ho visto una Curva Nord meravigliosa. Compatta. Che ha fatto davvero un gran tifo». Fabio Bulgarelli chiude gli occhi e riassapora la sua settima “prima” volta. Il debutto in campionato da presidente del team di basket ferrarese. «Ho visto anche uno show interessante a corollario della partita. Alcune cose sono state proprio belle, altre magari da rivalutare. Il tenore è stata una bella emozione, le cheerleader bravissime. Era la prima volta, l’esperienza aiuterà a fare meglio. Come per tutte le novità, serve pazienza».

«Ho visto un giocatore impressionante, che in questa categoria non c’entra niente: si chiama Mike Hall». Che gioca, sorrisoni, per la Bondi Ferrara. C’è bisogno di arcobaleno ed ottimismo attorno al perimetro cestistico, perché la congiuntura economica (leggi copertura del budget) è piuttosto complicata. La partenza, sabato sera, sotto il profilo tecnico è stata più che apprezzabile. Per la vittoria colta su un Montegranaro che renderà la vita difficile a tanti, ma anche per il linguaggio del corpo dei giocatori. Oltre al talento sono state gettate buone manciate di agonismo. Insomma, squadra di fioretto e di sciabola.

«Prestazione impressionante - dice Bulgarelli -, fornita senza avere il contributo dei nostri due maggiori finalizzatori: Cortese e Rush. Il “+14” con cui ci siamo imposti mi ha anche sorpreso. La prima partita è sempre un’incognita, ricca di insidie e sorprese. Bravo Martelossi, capace di allestire una corazzata. E di ottenere tanti punti dalla panchina, aspetto in cui l’anno scorso eravamo deficitari». Invece, sabato, Molinaro, Moreno e Panni hanno garantito produzione offensiva. Un avvio che fa ben sperare, nel tostissimo girone dantesco del campionato. «Chiaro che alcune cose da sistemare ci sono - abbassa il livello delle attese il presidente -, ad esempio l’impiego di Cortese e Rush che più o meno ricoprono lo stesso ruolo. Il lavoro non manca, chiaramente partire col piede giusto è molto bello».

Dall’anima operaia della Bondi, il presidente estrae un’altra riflessione: «La resistenza fisica. Hall ha giocato 38’ come niente fosse, Venuto è stato un demonio. Di Moreno sappiamo. Ho visto una squadra in palla: magari il ritiro è servito».

Entusiasmo e gioco. Ma palasport ancora sottotono in termini di affluenza. Meno di 1400 spettatori e qui Bulgarelli si adombra: «Quando presi la società eravamo in B2 e c’erano più di 1400 tifosi sugli spalti. Ora siamo in A2, con una squadra competitiva, e ne abbiamo qualcuno di meno. È un segnale: per ora pubblico e sponsor non sono da A2. L’unica soluzione che abbiamo è vincere». Al netto della Spal, probabile che sabato scorso non fosse la congiuntura ideale per richiamare anime alla pallacanestro. C’era, lo scorso weekend, dispersione di energia: Internazionale ha richiamato una folla in centro città, il match di sabato sera potrebbe non avere aiutato. E Montegranaro può non avere l’appeal delle big. Ora, però, ecco il viaggio a Imola e poi la Fortitudo. Il cartellone si fa appetitoso... «Dobbiamo riportare i tifosi al palasport - è l’imperativo presidenziale -; capisco che la Spal in A funga da richiamo: noi però ci proviamo. Ce la stiamo mettendo tutta. Sforzi ed investimenti non li abbiamo lesinati, siamo qua. Se si ama il basket, la città deve rispondere ed aiutarci». Nel mirino due derby che sembrano fatti apposta. «Uno alla volta. Prima Imola e si va per vincere. Non facile, ma noi siamo a posto».

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