vista dalla tribuna
Rush e Ricky, la stecca dei tenori Ma la vocalist eccome se c’è
La prima partita è una preda scivolosa e Montegranaro poteva davvero impensierire. La Bondi ne è uscita bene, facendo intravedere quegli elementi di forza che ne determineranno il cammino. In...
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La prima partita è una preda scivolosa e Montegranaro poteva davvero impensierire. La Bondi ne è uscita bene, facendo intravedere quegli elementi di forza che ne determineranno il cammino. In generale, l’importante piazzamento fisico del gruppo è fattore favorevole a rimbalzo: l’impressione è che lì sotto saremo difficili da contrastare, con Hall che predilige gli zompi e un “orizzontale” come Fantoni a produrre tagliafuori che il tabellino non rileva. Bel debutto per la coppia Venuto-Panni, soldatini in licenza di colpire da caporali di giornata: difesa aggressiva sulla palla con continuità e pericolosità al tiro da oltre l’arco. Per inciso, sono tanti i ferraresi, pur senza avere in roster lo specialista in assoluto, che possono far male da tre punti.
Interessante Moreno dalla panchina, dove qualche minuto per mettere a mollo il cervello potrà giovargli: se poi è quello compassato del primo tempo di sabato, Yankiel forever!
Molinaro ha ricominciato da dove aveva finito, un cambio dei lunghi decisamente all’altezza. Poi, la sorpresa: ci si aspettava che a steccare potesse essere il cantante lirico del prepartita, invece è toccato a Rush e Cortese, due dei nostri tre tenori. Può capitare, ma non vorremmo che i falli prematuri fischiati a capitan Ricky, chiamato a difendere su guardie sguscianti come Corbett, possano rappresentare un rischio costante. Il terzo tenore no, non ha deluso: Mike Hall ha lo show nelle vene, cui aggiunge tanta concretezza e la capacità di stare “dentro” le partite con la testa. Tanto di cappello a coach Martelossi, evidentemente capace di farsi ascoltare dai suoi durante i timeout, nonostante la discomusic a volume altissimo. Sugli spalti (dove si sconta qualche vuoto di troppo, ma se i risultati verranno scommettiamo che saranno colmati) più che entusiasmarsi, si sopporta la svolta all’insegna dello spettacolo: le buone intenzioni ci sono, i risultati non ancora.
La vocalist Carlotta Savorelli invece c’è, eccome se c’è, secondo un veloce sondaggio in tribuna.
Fabio Terminali
Interessante Moreno dalla panchina, dove qualche minuto per mettere a mollo il cervello potrà giovargli: se poi è quello compassato del primo tempo di sabato, Yankiel forever!
Molinaro ha ricominciato da dove aveva finito, un cambio dei lunghi decisamente all’altezza. Poi, la sorpresa: ci si aspettava che a steccare potesse essere il cantante lirico del prepartita, invece è toccato a Rush e Cortese, due dei nostri tre tenori. Può capitare, ma non vorremmo che i falli prematuri fischiati a capitan Ricky, chiamato a difendere su guardie sguscianti come Corbett, possano rappresentare un rischio costante. Il terzo tenore no, non ha deluso: Mike Hall ha lo show nelle vene, cui aggiunge tanta concretezza e la capacità di stare “dentro” le partite con la testa. Tanto di cappello a coach Martelossi, evidentemente capace di farsi ascoltare dai suoi durante i timeout, nonostante la discomusic a volume altissimo. Sugli spalti (dove si sconta qualche vuoto di troppo, ma se i risultati verranno scommettiamo che saranno colmati) più che entusiasmarsi, si sopporta la svolta all’insegna dello spettacolo: le buone intenzioni ci sono, i risultati non ancora.
La vocalist Carlotta Savorelli invece c’è, eccome se c’è, secondo un veloce sondaggio in tribuna.
Fabio Terminali
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