Spal verso il derbissimo con due interrogativi Mentalità e infortunati
di Paolo Negri
Il 15, dopo la sosta, ecco la grande sfida di Bologna. Attesa per Borriello E servirà un atteggiamento diverso da quello della ripresa con il Crotone
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FERRARA. La sosta per gli impegni della Nazionale stoppa il campionato. Per la Spal non è detto che sia un male, anzi. I biancazzurri avranno due settimane di tempo per preparare l’attesissimo derby di Bologna, in programma domenica 15 al Dall’Ara. Un lasso utile per ricaricare le pile, allenarsi al meglio e provare a recuperare gli infortunati.
Il pareggio interno con il Crotone ha detto, o ribadito, che la Spal sa produrre calcio di livello. Dopo un approccio timido, i biancazzurri hanno sfoderato 25 minuti di alto livello, monopolizzando il pallone, sistemandosi in maniera quasi permanente nella metà campo ospite, creando occasioni, non inquadrando la porta per poi finalmente trovarla e passare in vantaggio con pieno merito. E poteva pure starci il raddoppio se fosse stato accordato il rigore per quel fallo di mano di Simy: al di là del giudizio di merito sull’episodio, ciò che non si capisce è perchè quando si registrano azioni dubbie nelle aree avversarie gli arbitri non ricorrano all’ausilio video. Contro la Spal sì, a favore mai. Allora a cosa serve questa Var? Anche qui ci sono due pesi e due misure. È la dimostrazione lampante che interrogativi, interpretazioni, polemiche, errori non vengono eliminati dall’introduzione di uno pseudo-supporto tecnologico utile solo a stravolgere l’autentico senso del gioco. Constatazioni, non dietrologia. Ma procediamo. La Spal è dunque andata al riposo tra i convinti applausi della platea. Ecco, il riposo. Al ritorno dall’intervallo i biancazzurri hanno rivisto i (pochi) fantasmi della scorsa stagione. Quelli che in alcune circostanze avevano finito per complicare partite ben indirizzate, o ancora in equilibrio, con choccanti inizi di secondi tempi. E poi, per rimettere le cose in sesto, servivano sforzi supplementari. Con il Crotone è ricapitato ciò, a metà: black out inspiegabile, cui non è seguita la capacità di raddrizzare la gara.
Nel primo quarto d’ora della ripresa, domenica, la Spal ha subìto una metamorfosi totale, ha concesso campo e pallino agli ospiti, ha commesso errori incredibili (da quella rimessa laterale di Lazzari a Vicari che si fa rubar palla da Stoian), ha rischiato grosso in almeno tre occasioni ed ha regalato il gol del pareggio, con Salamon a lasciare tutto lo spazio e tutto il tempo affinchè l’abile tartarugone Simy contorcesse in maniera innaturale ma vincente il suo piedone destro. E dopo? Eh, dopo è stata dura. Perchè la Spal ha sì ripreso in mano le operazioni, ha sì rialzato vertiginosamente (dopo il pauroso calo di quel quarto d’ora) la percentuale del possesso palla, ma lo ha fatto a ritmi lenti e con fraseggio spesso in orizzontale, facilitando quindi il compito difensivo del Crotone. È stata creata una sola vera occasione, col quasi autogol di Ajeti trasformatosi - per il paratone di Cordaz - in opportunità per il falchetto Paloschi, stoppato in extremis dallo stesso portiere in collaborazione con Simic. Poco per strappare la vittoria che, nello scontro diretto, sarebbe servita come il pane.
Nelle ultime tre gare interne la Spal ha raccolto 1 punto: vabbè, col Napoli l’andare in bianco era preventivabile (ma la realtà ha detto che è mancato un soffio all’impresa) ma il doppio mancato successo con Cagliari e Crotone stona per una squadra al cui interno si è sempre detto che la salvezza va conquistata al “Mazza”. Il problema, comunque, non è tanto il punto arrivato col Crotone: quella fase di gioco del primo tempo alimenta la fiducia. Piuttosto, quando in sede di commento abbiamo parlato di mancanza di personalità, il riferimento non era al fatto che la Spal non abbia provato a vincere. Certo che ce l’ha messa tutta. No, alludevamo - e lo ribadiamo - all’ingresso dopo l’intervallo. Lì la Spal doveva sentirsi forte, padrona, continuare sulla falsariga del primo tempo, e non lasciare che andasse crescendo la convinzione crotonese. Un’altra tappa nel processo di crescita? Mettiamola così, giacchè sbagliando s’impara. Ed a Bologna bisognerà sbagliare poco. Sarebbe anche bene riavere tutti gli infortunati, dagli ex Marios Oikonomou e Floccari - che nei giorni scorsi erano in evidente ripresa - a Grassi e Borriello bloccatisi prima e durante il match col Crotone. Per il centravanti si attendono gli esiti della risonanza in programma domani ma c’è fiducia, i controlli di ieri sono stati confortanti. E sarebbe utile contare sulla rosa al completo, cosa finora mai accaduta. Troppi gli infortuni muscolari, di entità più o meno seria, con i vari Oikonomou, Rizzo, Grassi, Floccari, Costa, Mattiello e appunto Borriello bloccati (alcuni, più di una volta). E la Spal non può permettersi tante assenze.
Il pareggio interno con il Crotone ha detto, o ribadito, che la Spal sa produrre calcio di livello. Dopo un approccio timido, i biancazzurri hanno sfoderato 25 minuti di alto livello, monopolizzando il pallone, sistemandosi in maniera quasi permanente nella metà campo ospite, creando occasioni, non inquadrando la porta per poi finalmente trovarla e passare in vantaggio con pieno merito. E poteva pure starci il raddoppio se fosse stato accordato il rigore per quel fallo di mano di Simy: al di là del giudizio di merito sull’episodio, ciò che non si capisce è perchè quando si registrano azioni dubbie nelle aree avversarie gli arbitri non ricorrano all’ausilio video. Contro la Spal sì, a favore mai. Allora a cosa serve questa Var? Anche qui ci sono due pesi e due misure. È la dimostrazione lampante che interrogativi, interpretazioni, polemiche, errori non vengono eliminati dall’introduzione di uno pseudo-supporto tecnologico utile solo a stravolgere l’autentico senso del gioco. Constatazioni, non dietrologia. Ma procediamo. La Spal è dunque andata al riposo tra i convinti applausi della platea. Ecco, il riposo. Al ritorno dall’intervallo i biancazzurri hanno rivisto i (pochi) fantasmi della scorsa stagione. Quelli che in alcune circostanze avevano finito per complicare partite ben indirizzate, o ancora in equilibrio, con choccanti inizi di secondi tempi. E poi, per rimettere le cose in sesto, servivano sforzi supplementari. Con il Crotone è ricapitato ciò, a metà: black out inspiegabile, cui non è seguita la capacità di raddrizzare la gara.
Nel primo quarto d’ora della ripresa, domenica, la Spal ha subìto una metamorfosi totale, ha concesso campo e pallino agli ospiti, ha commesso errori incredibili (da quella rimessa laterale di Lazzari a Vicari che si fa rubar palla da Stoian), ha rischiato grosso in almeno tre occasioni ed ha regalato il gol del pareggio, con Salamon a lasciare tutto lo spazio e tutto il tempo affinchè l’abile tartarugone Simy contorcesse in maniera innaturale ma vincente il suo piedone destro. E dopo? Eh, dopo è stata dura. Perchè la Spal ha sì ripreso in mano le operazioni, ha sì rialzato vertiginosamente (dopo il pauroso calo di quel quarto d’ora) la percentuale del possesso palla, ma lo ha fatto a ritmi lenti e con fraseggio spesso in orizzontale, facilitando quindi il compito difensivo del Crotone. È stata creata una sola vera occasione, col quasi autogol di Ajeti trasformatosi - per il paratone di Cordaz - in opportunità per il falchetto Paloschi, stoppato in extremis dallo stesso portiere in collaborazione con Simic. Poco per strappare la vittoria che, nello scontro diretto, sarebbe servita come il pane.
Nelle ultime tre gare interne la Spal ha raccolto 1 punto: vabbè, col Napoli l’andare in bianco era preventivabile (ma la realtà ha detto che è mancato un soffio all’impresa) ma il doppio mancato successo con Cagliari e Crotone stona per una squadra al cui interno si è sempre detto che la salvezza va conquistata al “Mazza”. Il problema, comunque, non è tanto il punto arrivato col Crotone: quella fase di gioco del primo tempo alimenta la fiducia. Piuttosto, quando in sede di commento abbiamo parlato di mancanza di personalità, il riferimento non era al fatto che la Spal non abbia provato a vincere. Certo che ce l’ha messa tutta. No, alludevamo - e lo ribadiamo - all’ingresso dopo l’intervallo. Lì la Spal doveva sentirsi forte, padrona, continuare sulla falsariga del primo tempo, e non lasciare che andasse crescendo la convinzione crotonese. Un’altra tappa nel processo di crescita? Mettiamola così, giacchè sbagliando s’impara. Ed a Bologna bisognerà sbagliare poco. Sarebbe anche bene riavere tutti gli infortunati, dagli ex Marios Oikonomou e Floccari - che nei giorni scorsi erano in evidente ripresa - a Grassi e Borriello bloccatisi prima e durante il match col Crotone. Per il centravanti si attendono gli esiti della risonanza in programma domani ma c’è fiducia, i controlli di ieri sono stati confortanti. E sarebbe utile contare sulla rosa al completo, cosa finora mai accaduta. Troppi gli infortuni muscolari, di entità più o meno seria, con i vari Oikonomou, Rizzo, Grassi, Floccari, Costa, Mattiello e appunto Borriello bloccati (alcuni, più di una volta). E la Spal non può permettersi tante assenze.
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