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Buznikin, ds del Krasnodar «Tornerò a vedere la Spal»

Buznikin, ds del Krasnodar «Tornerò a vedere la Spal»

Il manager del club russo ha seguito la gara col Crotone: volevo vederla dal vivo «Vicari? Non svelo il mio rapporto, ma i club medio-piccoli sono un buon bacino»

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FERRARA. Curiosità. Tanta. Chi erano quei due signori che hanno assistito a Spal-Crotone in compagnia di Riccardo Cervellati? Osservatori russi, si è detto. Del Krasnodar, abbiamo appurato. I “tori” sono terzi nella loro serie A, hanno uno stadio ed un centro d’allenamento che sembrano piovuti dallo spazio, tanto sono avveniristici.

Quella curiosità andava soddisfatta. Ferrara è piccola, e ciò aiuta. Un paio di telefonate, la dritta giusta. Ristorante La Provvidenza. Eccoli, arrivano. Cervellati è sorpreso, guarda con aria torva: «Cosa fai qui?». Vabbè, è logico sguinzagliarsi. Il football apre tutte le porte. Presentazioni, foto. Siamo con Andrej Losiouk e Maxim Buznikin. Il primo è bielorusso, moglie ferrarese, da anni vanta una partnership calcistica con Cervellati, hanno portato tecnici italiani al Grozny, hanno solidissime entrature in Russia, ove conoscono tutto il mercato. Quanto a Buznikin, parliamo di un ex calciatore di altissimo livello. Classe 1977, seconda punta-attaccante esterno di Spartak Mosca, Lokomotiv e Rostov, nazionale russo. Gli appassionati lo ricorderanno nelle sfide europee con Milan e Inter. Virevoltant, come direbbero i francesi. Adesso è direttore sportivo del Krasnodar, guida un bel progetto. Affabile, accetta l’intervista. Losiouk, impeccabile padronanza dell’italiano, funge da traduttore.

Buznikin, perché è venuto a vedere proprio Spal-Crotone?

«La Spal è nuova in serie A. Ogni settimana, anche a distanza, seguo il vostro campionato, e ho deciso di vedere dal vivo questa squadra. Nomi e ruoli li conosco a memoria, però mi interessava verificare di persona. Ho compiuto un tour veloce, sabato ero a Marassi per Genoa-Bologna, domenica sono venuto a Ferrara».

Immaginiamo che nella Spal le interessasse osservare Vicari...

«Per favore, niente nomi. Le dico solo che seguo tutti i giocatori, ed i club medio-piccoli possono essere bacino molto interessante per noi. Granqvist (difensore centrale, capitano della Svezia; ndr) lo abbiamo acquistato dal Genoa».

Impressioni sulla Spal? E su Vicari?

«Non svelo il rapporto che ho stilato. Sappia però che, all’occasione, tornerò con piacere. Anche perché sapevo già tantissimo su Ferrara, grazie al rapporto di conoscenza che ho con Andrea Passerini, noto designer di stanza a Mosca. Più in generale, parlando di calcio, ritengo il campionato italiano tra i più interessanti in assoluto. E la Spal merita massima attenzione».

Lei sa che Ferrara e Krasnodar sono città gemellate?

«No, confesso che di questo proprio non ero al corrente...».

Nell’estate del 1967 la Spal giocò in amichevole con lo Spartak Mosca. Adesso, di ritorno in A, potrà ospitare il suo Krasnodar?

«Perchè no? Vediamo dove svolgeremo il ritiro primaverile, non so ancora dove andremo. Se sarà Marbella, in Spagna, e non la Turchia, potremmo organizzare qualcosa, mi farebbe piacere».

Cosa serberà di questa prima esperienza a Ferrara?

«Il clima allo stadio, l’atmosfera, la bella accoglienza di Riccardo (Cervellati; ndr) e... la cucina ferrarese. Credo di tornare a Krasnodar con... cinque chili in più».

Ne smaltirà un po’ con un allenamento...

«No, no. Basta allenamenti, ho già dato per tanti anni...».

Paolo Negri

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