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Cento e l’Argentina unite dal sipalkido

Cento e l’Argentina unite dal sipalkido

L’arte marziale mongola portata dai maestri Debogorski e Guerra

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CENTO. Nella palestra del C.S.R. Ju Jitsu Italia di Cento del maestro Piero Rovigatti si è tenuto uno stage di sipalkido, uno stage tecnico di livello internazionale con la partecipazione dei maestri argentini Pablo Debogorski e Jorge Guerra. Il sipalki è un'arte marziale di origine mongola, che si sviluppò in epoca posteriore in Corea. Per chi lo pratica, qualunque elemento può essere utilizzato come arma; si pratica la tecnica del Shin Bop (metodo della mente) impiegando la tecnica e la strategia, basandosi sempre su virtù e concetti etici molto importanti come la calma, la saggezza e l’amore per il prossimo, giusto per citarne solo alcuni.

Premesso ciò, lo stage ha avuto particolarmente successo e ha portato frutti estremamente rilevanti; gli obiettivi sono stati raggiunti: non è mancata la socializzazione tra due maestri di caratura internazionale come Pablo Debogorski e Jorge Guerra e gli allievi, gli atleti, i maestri e gli istruttori del C.S.R.. Non da meno lo scambio tecnico, importantissimo per progredire, e il gemellaggio tra Argentina e Italia. Tanta la soddisfazione per l’ottima riuscita dell’evento, come ha sottolineato il maestro Pablo Debogorski in visita con il maestro Jorge Guerra a Cento: «È stata la nostra prima esperienza in Italia - le sue parole - e siamo molto contenti per com'è andata, in quanto abbiamo riscontrato ottima predisposizione da parte di tutti gli atleti nei confronti di questo stage e di questa arte marziale. Lo scambio tecnico - prosegue il maestro - è stato molto rilevante. Abbiamo costituito un gemellaggio tra i due Paesi, in quanto ritengo ci siano le basi per poter far bene e proseguire insieme questa crescita: l’idea, infatti, è quella di divulgare in Italia, e in particolare a Cento, questa arte marziale, aprendo, perché no, una scuola. Questo territorio ha solide radici, valori tecnici e umani di assoluto prestigio fondati sul ju jitsu».

Enrico Ferranti



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