La Spal può crescere: lo dicono i numeri
C’è margine in tutti i settori. Incassati 5 gol su 12 da fermo
3 MINUTI DI LETTURA
FERRARA. La sosta per le Nazionali ci permette di fare un punto numerico della situazione in casa biancazzurra. Se andiamo infatti ad analizzare il primo pacchetto stagionale di partite disputate, possiamo sicuramente affermare che quanto espresso sul campo dalla Spal sia per ora assolutamente sufficiente.
È chiaro che i margini di crescita sotto diversi punti di vista sono ancora enormi: dall’esperienza, all’autostima, ai meccanismi di squadra fino a quelli di ogni singolo reparto. La Spal è una squadra totalmente nuova, arrivata in una realtà e in una categoria con coefficiente di difficoltà altissimo. Partita dopo partita mister Leonardo Semplici sta provando a inculcare princìpi di gioco e grande fiducia ai suoi perché le basi per raggiungere l’obiettivo fissato ci sono. Rimanendo strettamente in casa Spal possiamo notare che 4 degli attuali 5 punti in classifica sono stati conquistati quando eravamo ancora nel caldo mese di agosto. Il bellissimo pareggio di Roma con la Lazio e la rocambolesca, ma meritata, vittoria interna con l’Udinese (unico successo estense fino a questo momento). L’altro punto è quello raccolto con il recente pareggio interno contro il Crotone.
Settembre è stato invece il mese nero per la Spal. Un po’ anche per colpa del calendario che ha dirottato i biancazzurri per due volte a “San Siro” con Inter e Milan e ha previsto il match del “Mazza” contro il Napoli di Sarri. Sconfitte che sulla carta si potevano anche mettere in preventivo, ma che lasciano (in particolare quelle con Inter e Napoli) un pizzico di amaro in bocca perché comunque le prestazioni c’erano state. Eccome. La vera macchia di questo inizio di campionato è la partita persa in maniera troppo arrendevole in casa contro il Cagliari di Rastelli: squadra che si è dimostrata molto organizzata ma che ha però diverse lacune difensive.
In queste prime sette gare la Spal non ha gonfiato la rete avversaria per quattro volte: alla prima con la Lazio e nelle tre sfide ravvicinate con Inter, Cagliari e Milan. Il ritorno al gol si è poi verificato nella partita in casa con il Napoli e non è di certo una casualità che la Spal abbia siglato tutti i suoi sei attuali centri all’interno del campo amico (tre con l’Udinese, due con il Napoli e uno con il Crotone). Queste reti sono finora state realizzate con il buon contributo del reparto di centrocampo con le firme di Rizzo, Schiattarella e Viviani. Un gol ha portato l’autografo di un esterno (Lazzari) mentre solo due sono state le marcature degli attaccanti (una a testa Borriello e Paloschi). L’Antenucci visto nelle ultime partite si sbloccherà presto e c’è fiducia per il vicino rientro di Floccari.
Per quanto riguarda i gol subìti, invece, siamo a quota dodici. Cinque sono arrivati da calcio da fermo (quattro rigori e un corner) e sette su azione (tra cui le prodezze di Perisic e Joao Pedro). Qualche errore singolo (vedi l’ultima partita) c’è stato. Ma fa tutto parte del percorso di crescita.
Alessio Duatti
È chiaro che i margini di crescita sotto diversi punti di vista sono ancora enormi: dall’esperienza, all’autostima, ai meccanismi di squadra fino a quelli di ogni singolo reparto. La Spal è una squadra totalmente nuova, arrivata in una realtà e in una categoria con coefficiente di difficoltà altissimo. Partita dopo partita mister Leonardo Semplici sta provando a inculcare princìpi di gioco e grande fiducia ai suoi perché le basi per raggiungere l’obiettivo fissato ci sono. Rimanendo strettamente in casa Spal possiamo notare che 4 degli attuali 5 punti in classifica sono stati conquistati quando eravamo ancora nel caldo mese di agosto. Il bellissimo pareggio di Roma con la Lazio e la rocambolesca, ma meritata, vittoria interna con l’Udinese (unico successo estense fino a questo momento). L’altro punto è quello raccolto con il recente pareggio interno contro il Crotone.
Settembre è stato invece il mese nero per la Spal. Un po’ anche per colpa del calendario che ha dirottato i biancazzurri per due volte a “San Siro” con Inter e Milan e ha previsto il match del “Mazza” contro il Napoli di Sarri. Sconfitte che sulla carta si potevano anche mettere in preventivo, ma che lasciano (in particolare quelle con Inter e Napoli) un pizzico di amaro in bocca perché comunque le prestazioni c’erano state. Eccome. La vera macchia di questo inizio di campionato è la partita persa in maniera troppo arrendevole in casa contro il Cagliari di Rastelli: squadra che si è dimostrata molto organizzata ma che ha però diverse lacune difensive.
In queste prime sette gare la Spal non ha gonfiato la rete avversaria per quattro volte: alla prima con la Lazio e nelle tre sfide ravvicinate con Inter, Cagliari e Milan. Il ritorno al gol si è poi verificato nella partita in casa con il Napoli e non è di certo una casualità che la Spal abbia siglato tutti i suoi sei attuali centri all’interno del campo amico (tre con l’Udinese, due con il Napoli e uno con il Crotone). Queste reti sono finora state realizzate con il buon contributo del reparto di centrocampo con le firme di Rizzo, Schiattarella e Viviani. Un gol ha portato l’autografo di un esterno (Lazzari) mentre solo due sono state le marcature degli attaccanti (una a testa Borriello e Paloschi). L’Antenucci visto nelle ultime partite si sbloccherà presto e c’è fiducia per il vicino rientro di Floccari.
Per quanto riguarda i gol subìti, invece, siamo a quota dodici. Cinque sono arrivati da calcio da fermo (quattro rigori e un corner) e sette su azione (tra cui le prodezze di Perisic e Joao Pedro). Qualche errore singolo (vedi l’ultima partita) c’è stato. Ma fa tutto parte del percorso di crescita.
Alessio Duatti
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
