La Nuova Ferrara

Sport

Spal, Brenna ricorda «Impresa a Bologna»

di Paolo Negri
Spal, Brenna ricorda «Impresa a Bologna»

La punta segnò il gol dell’ultima vittoria in A sui rossoblù

3 MINUTI DI LETTURA





FERRARA. Una domenica di autunno inoltrato. Pomeriggio in cucina, radiolina accesa e sintonizzata su Tutto il calcio minuto per minuto. Cuore in gola all’ultima chiamata dell’inviato a Bologna per il derby tra i rossoblù e la Spal. Notizia esaltante, gol della Spal. Gol di Brenna. E vittoria biancazzurra per 3-2.

Domenica 15, a distanza di cinquant’anni esatti (meno un mese scarso) da quell’impresa, la Spal tornerà al “Dall’Ara” per una sfida diretta in serie A. L’ultimo successo in casa del Bologna, nella massima categoria, fu proprio quello del 1967. Firmato appunto da Giovanni Brenna, comasco, classe 1939, che - 28enne - visse l’apogeo della sua carriera. Ieri, raggiunto nella sua casa di Pusiano, tra Como e Lecco, Brenna non ha nascosto l’emozione. Arriva al telefono un poco trafelato («Scusa, ero in giardino») ma in grandissima forma: «Alleno ancora i bambini (i Pulcini 2007 dell’Arcellasco Città di Erba; ndr), mi tengono in vita. La mia passione è intatta, certo il mondo del calcio è cambiato totalmente. Io ho giocato fino a 15 anni in oratorio, e a 18 esordivo in B. Adesso la volontà dei ragazzi è un po’ diversa da quella che era la nostra».

Poi, apre il libro dei ricordi. Bologna-Spal:

«Feci gol all’ultimo minuto. Ho 78 anni, ma quelle sono cose che non si dimenticano».

Brenna, subito un chiarimento: ma lei quel giorno segnò uno o due gol?

«In occasione di una delle reti ero vicino a Parola e si creò un equivoco, ma il gol era di Domenico, che quel giorno realizzò una doppietta. Io ne feci uno ma sono contento così, fu quello decisivo».

Lo rammenta?

«Ovviamente. Tiro al volo dal limite dell’area, palo interno e palla in rete. Vittoria della Spal, dopo essere stati due volte sotto».

Che atmosfera c’era?

«Tensione per tutta la settimana. Ma Petagna ci preparò bene, con l’aiuto fondamentale di Fabbri. Io adoravo Gibì, il mercoledì mi chiamava a giocare nella De Martino. Mi piaceva il modo di allenare e di far giocare che caratterizzava Fabbri, sempre in movimento, col pallone. Con lui si stava bene».

Che gara fu quel Bologna-Spal?

«Vincemmo meritatamente. Il Bologna aveva campioni come Perani, Fogli, Haller, Pascutti, era il grande Bologna. Erano più bravi di noi, che però corremmo tre volte di più e li mettemmo sotto grazie al ritmo. Una domenica indimenticabile, un risultato gratificante».

E dopo?

«Ricordo che alla fine della partita il presidente Mazza era felicissimo. Quella vittoria ci fece sperare in una salvezza che a fine anno, purtroppo, non arrivò. Ma rimasi anche la stagione successiva, in B».

Segue ancora la Spal?

«Sempre. Sono anche andato a vederla a San Siro contro l’Inter, ritrovarla in A è straordinario. La squadra mi è piaciuta, sa stare bene in campo, fa girare la palla. Ho apprezzato molto. E che bravi Lazzari e Mora, mi hanno colpito».

A Ferrara si sogna un’impresa nel derby come quella del 1967...

«Speriamo, me lo auguro. Lì sono stato benissimo, i miei figli sono ferraresi. Sempre forza Spal!».



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google