Bondi al derby con fiducia e per lanciarsi
Al Pala Ruggi affronta un avversario temibile Per espugnarlo servono Cortese e Hall al top
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FERRARA. Fermarsi a guardare, con attenzione, per capire qual è la strada giusta da percorrere e quale grado di preparazione è stato raggiunto finora. Siamo solo alla seconda giornata di campionato, ma la Bondi è chiamata a un’importante verifica. O almeno, così la pensa coach Alberto Martelossi, che dal derby di oggi a Imola (palla a due alle 18 al Pala Ruggi, diretta streaming su LNP Tv Pass) si aspetta già importanti segnali dalla sua squadra. «Sarà il primo test vero dopo due mesi di duro lavoro», ha detto alla vigilia l’esperto allenatore, che nella sua carriera ha guidato pure l’Andrea Costa. «In questo periodo della stagione una squadra deve fare progressi sensibili», ha aggiunto “Martello”, sfruttando tutte le occasioni che le si presentano. E un derby è ben più di un banco di prova.
Superare Montegranaro non era scontato. L’emozione dell’esordio, la tensione della prima giornata, la voglia di dare seguito a un precampionato disputato in modo eccellente, tutto avrebbe potuto giocare brutti scherzi. Invece, la Bondi ha spazzato via ogni dubbio, arrivando con le braccia alzate alla prima sirena della stagione. Ovviamente qualcosa non ha funzionato, come la continuità difensiva o il rendimento di due giocatori come Cortese e Rush, ma l’importante era partire con il piede giusto e Ferrara l’ha fatto.
Ora arriva un secondo, importante ostacolo, rappresentato da Imola. Squadra rivoluzionata durante l’estate, guidata da Demis Cavina, che torna a Imola dopo undici anni, l’Andrea Costa ha adottato la linea verde, pur mettendo alcune pedine nei punti chiave. Se in regia c’è il giovane Penna, i punti arrivano dall’esperto (ex Sassari) David Bell. Completa la coppia di americani l’ala forte Wilson, mentre le “chiocce” sono l’italo-argentino Prato e il sempre verde Maggioli, totem d’area. Nel roster anche gli affidabili Gasparin e Alviti e i giovani Simioni, Toffali e Rossi.
«Espugnare il Pala Ruggi non sarebbe cosa da poco - racconta alla vigilia Marco Venuto, play della Bondi -. Conosco coach Cavina: prepara molto bene le partite, non lascia niente al caso e la forza delle sue squadre è il gruppo. Mi aspetto una gara tattica e molto fisica, ad alto ritmo e intensità, in cui sarà decisivo limitare il talento di Bell e l’impatto fisico di Wilson».
Domenica scorsa a Forlì, l’Andrea Costa ha disputato una gara eccellente, perdendo di misura. Questo deve mettere in guardia la Bondi, che dovrà cercare di controllare i ritmi e fare leva sulla solidità di un gruppo che ha dimostrato di essere molto duttile. Mentre dall’altra parte si cercherà di alzare la velocità del gioco.
«Dobbiamo ripartire dalle nostre certezze – è la strategia di coach Cavina -, dalla qualità dei dettagli offensivi, dalla continuità difensiva, con l’obiettivo di correre più contropiede, cosa che non è avvenuta con continuità nell’ultima partita. Le basse medie di tiro sono state un episodio, ma proprio in quei frangenti e in quel tipo di partita dobbiamo trovare alternative e qualche canestro facile in transizione potrebbe darci fiducia. La stessa fiducia con cui dobbiamo affrontare Ferrara, consapevoli del grande aiuto che riceveremo dal nostro pubblico».
Ma anche la Bondi non sarà sola, visti i tanti tifosi al seguito in quello che sarà un derby ad alta tensione. E che, magari, si deciderà in volata, com’era successo l’anno scorso, quando a dare la vittoria a Ferrara fu una tripla di Ibarra sulla sirena.
Mauro Cavina
Superare Montegranaro non era scontato. L’emozione dell’esordio, la tensione della prima giornata, la voglia di dare seguito a un precampionato disputato in modo eccellente, tutto avrebbe potuto giocare brutti scherzi. Invece, la Bondi ha spazzato via ogni dubbio, arrivando con le braccia alzate alla prima sirena della stagione. Ovviamente qualcosa non ha funzionato, come la continuità difensiva o il rendimento di due giocatori come Cortese e Rush, ma l’importante era partire con il piede giusto e Ferrara l’ha fatto.
Ora arriva un secondo, importante ostacolo, rappresentato da Imola. Squadra rivoluzionata durante l’estate, guidata da Demis Cavina, che torna a Imola dopo undici anni, l’Andrea Costa ha adottato la linea verde, pur mettendo alcune pedine nei punti chiave. Se in regia c’è il giovane Penna, i punti arrivano dall’esperto (ex Sassari) David Bell. Completa la coppia di americani l’ala forte Wilson, mentre le “chiocce” sono l’italo-argentino Prato e il sempre verde Maggioli, totem d’area. Nel roster anche gli affidabili Gasparin e Alviti e i giovani Simioni, Toffali e Rossi.
«Espugnare il Pala Ruggi non sarebbe cosa da poco - racconta alla vigilia Marco Venuto, play della Bondi -. Conosco coach Cavina: prepara molto bene le partite, non lascia niente al caso e la forza delle sue squadre è il gruppo. Mi aspetto una gara tattica e molto fisica, ad alto ritmo e intensità, in cui sarà decisivo limitare il talento di Bell e l’impatto fisico di Wilson».
Domenica scorsa a Forlì, l’Andrea Costa ha disputato una gara eccellente, perdendo di misura. Questo deve mettere in guardia la Bondi, che dovrà cercare di controllare i ritmi e fare leva sulla solidità di un gruppo che ha dimostrato di essere molto duttile. Mentre dall’altra parte si cercherà di alzare la velocità del gioco.
«Dobbiamo ripartire dalle nostre certezze – è la strategia di coach Cavina -, dalla qualità dei dettagli offensivi, dalla continuità difensiva, con l’obiettivo di correre più contropiede, cosa che non è avvenuta con continuità nell’ultima partita. Le basse medie di tiro sono state un episodio, ma proprio in quei frangenti e in quel tipo di partita dobbiamo trovare alternative e qualche canestro facile in transizione potrebbe darci fiducia. La stessa fiducia con cui dobbiamo affrontare Ferrara, consapevoli del grande aiuto che riceveremo dal nostro pubblico».
Ma anche la Bondi non sarà sola, visti i tanti tifosi al seguito in quello che sarà un derby ad alta tensione. E che, magari, si deciderà in volata, com’era successo l’anno scorso, quando a dare la vittoria a Ferrara fu una tripla di Ibarra sulla sirena.
Mauro Cavina
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