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Calamai tifa per Ferrara «Due sfide apertissime»

Calamai tifa per Ferrara «Due sfide apertissime»

L’ex coach della Mangiaebevi: al palasport match punto a punto, al Dall’Ara 1-1 «La Bondi con la Fortitudo ha il 50% di chances. La Spal in A è una grande gioia»

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FERRARA. Marco Calamai Ferrara ce l’ha nel cuore. Lui, fiorentino di nascita, bolognese di adozione, all’ombra del Castello è arrivato nel 1982 come allenatore della Mangiaebevi nel campionato di basket di A2 dopo che, con la Moto Malaguti San Lazzaro, sulle tavole del Pala Palestre aveva vinto il campionato e conquistato la promozione. Erano gli anni in cui Ferrara scopriva il basket di alto livello e in cui la Spal navigava in serie C dopo qualche anno in B. Il mondo luccicante della palla a spicchi, con giocatori americani e italiani professionisti, era sbarcato in città grazie alla famiglia Mazzanti accendendo curiosità e passione. Sono gli anni in cui si creò quella passione e quella cultura cestistica che ancora oggi pervade la città e il suo territorio. E Calamai, giovane allenatore, ne fu uno degli ambasciatori, tanto da legarlo indissolubilmente alla città e alle persone che con lui fecero di Ferrara una piazza importante del nostro basket. Da quando un giovane Calamai, con sciarpa rossa al collo e baffi neri, dirigeva la Mangiaebevi in panchina sono passati ben trentacinque anni, e il coach fiorentino di strada ne ha fatta parecchia. Dopo Ferrara ha allenato a Pavia, Venezia e Firenze prima di arrivare sulla panchina della Fortitudo Bologna, città dove ora vive e lavora, diviso tra giornalismo televisivo e radiofonico, e un grande progetto dedicato ai disabili e il basket. Ma quando si apre il forziere dei ricordi, per Calamai è impossibile non parlare dell’eterna rivalità che esiste tra Ferrara e Bologna, alle sfide che si sono consumate tra palasport e stadio, soprattutto se siamo alla vigilia di un doppio derby. Bondi che ospiterà la Fortitudo e Spal che scenderà al Dall’Ara.

«Al palasport sarà una sfida molto interessante - ha commentato Calamai -. Se devo fare un pronostico per me è cinquanta e cinquanta: Ferrara non può essere quella vista domenica scorsa a Imola e vorrà reagire; la Fortitudo è una squadra forte, con qualche problema fisico di troppo, ma è partita bene e vorrà far bene. Immagino una partita punto a punto che potrà essere vinta dalla squadra che riuscirà ad incanalare nel modo migliore la tensione».

E la sfida del Dall’Ara?

«Io sono fiorentino e quindi è ovvio che parteggi per la Fiorentina, anche se non è una buona stagione per noi visto com’è cambiata la squadra. Bologna è la città dove vivo, quindi seguo con attenzione anche la squadra di calcio pur non andando allo stadio. Però tutti sanno il legame che ho con Ferrara: è stata una grande gioia vedere la Spal tornare in A, soprattutto se allenata da un fiorentino come Semplici. Fin da bambino quella maglia a righe bianche e celesti mi ha fatto simpatia e ricordo Massei e Mazza. Domenica seguirò la gara e se devo fare un pronostico punto su un pareggio: 1-1, gol di Palacio e Borriello».

Tornando sul parquet, come vede la Bondi?

«Può essere una outsider interessante, attrezzata per arrivare ai play off. È partita bene con Montegranaro e mai mi sarei aspettato di vederla segnare 45 punti a Imola. Cavina è un bravo coach, ma un divario così non era prevedibile. Soprattutto perché Ferrara ha un quintetto molto forte. Forse non ha una panchina molto lunga, ma di qualità ne ha parecchie. A differenza della Fortitudo che è stata costruita per vincere, al pari di Trieste, e quindi ha sia il quintetto che una panchina di alto livello, tra le migliori».

Che ricordi ha del derby tra Ferrara e Fortitudo?

«Non dimenticherò mai quello del secondo anno di A2 (4 dicembre 1983, sfida Mangiaebevi-Yoga; ndr) quando eravamo sotto di 7 punti a due minuti dalla fine e mettemmo a segno un parziale di 8-0 che ci regalò la vittoria. Sassoli chiamò time out, io intuì le sue intenzioni di giocare la palla ai 30” congelando la partita. Dissi a Ebeling e King di attaccare: segnarono 4 punti a testa, mentre Zatti sbagliò il tiro decisivo. Il palasport era una bolgia ed è stata una grande emozione vincere, battemmo una Fortitudo fortissima con giocatori come Williams, Douglas e Bergonzoni».

Sfogliato il libro dei ricordi, torniamo al presente: chi deciderà la sfida di sabato?

«Hall-Mancinelli sarà un duello chiave e anche molto interessante da vedere. Sono due giocatori esperti, dalle grandi doti tecniche che possono dare una svolta alla gara. Ma in campo ci saranno due squadre che sapranno affrontarsi a viso aperto. Bologna avrà un Amici non al meglio, così come Fultz, quindi dovrà fare i conti con una forma fisica non eccellente. Però sono tanti, quindi l’organico può fare la differenza. Ferrara la vedo meglio vicino a canestro: Hall, Fantoni e Molinaro possono dare del filo da torcere in area. Poi c’è Cortese, che l’anno scorso ha deciso molte partite e quest’anno non ha ancora ingranato, ma può essere un fattore».

Mauro Cavina



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