Quella rivalità congenita tra Ferrara e Bologna
Non solo Spal: con i felsinei match epici anche per rugby, basket e football
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FERRARA. Derby, fortissimamente derby. Sull’asse Ferrara-Bologna tante partite sentitissime. La rivalità nel calcio, anche per il blasone delle due società, la fa da padrona, ma non è la sola. Certo, in questi giorni, è la più attesa. Il confronto con la squadra di Donadoni investe tanti valori: gioco, classifica, confronti diretti, prim’ancora della sfida sugli spalti, che pure ci sarà. Posta in palio pesante, specie per una Spal col bottino da rimpinguare. Poi, ci sono gli ex, tanti specialmente nella truppa di mister Semplici (Oikonomou, Viviani e Rizzo), i confronti a distanza fra bomber, con il ritrovato Palacio da una parte e il redivivo Paloschi dall’altra. In passato proprio i bomber regalarono emozioni biancazzurre: il 10 ottobre 1965 Muzzio insaccò una doppietta nel colpo spallino in rimonta (3-1) a Bologna. Oppure Brenna che il 12 novembre ’67 siglò il 3-2 estense all’ultimo minuto ammutolendo il Dall’Ara. È stato l’ultimo successo in A. Ma in C (5 giugno 1994) andata di semifinale playoff brividi indimenticabili: il capolavoro di Zamuner (punizione per l’1-0) e poi Spal vincente 2-0. Quel giorno Ferrara si sentì in paradiso. Ed è l’attesissimo match di domenica al Dall’Ara fra i rossoblù e la Spal a dare il “la” per spolverare ricordi e rivivere mille emozioni anche su campi diversi.
Rugby maschile: storia uguale
“Palla tonda o palla ovale, la storia è sempre uguale”. Così anni fa cantavano i tifosi di una squadra di rugby che, imitando le gesta dell’omologa calcistica cittadina, aveva vinto lo scudetto. Tra Ferrara e Bologna nel rugby la sfida si perde nella notte dei tempi. Giochi Littoriali a parte, il 7 aprile del 1953 è la data del primo Bologna-Ferrara e delle prime schermaglie, generate dalla dubbia direzione arbitrale del bolognese Carà, che, a tempo scaduto e con il punteggio in parità, concesse una meta dubbia al Bologna, ovviamente decisiva. Bologna, poi, a livello prima squadra navigò sempre in categorie troppo alte per il neonato Cus di allora, dove tornarono atleti reduci proprio dalla militanza in rossoblù. Sul finire degli anni ’60 nacque la Reno, che condivise il cammino con il Cus e diventò il “Bologna” contro cui giocare mille derby pieni aneddoti in tutte le categorie. Al motovelodromo, all’infortunio del pilone bolognese Palmiro, il massaggiatore entrato in campo con il classico (per allora) secchio d’acqua si ritrovò un pesce al posto della spugna; poi Ferrara, per vendicarsi di una promozione sfumata per un punto proprio ad opera del Bologna, l’anno successivo sperimentò in terra felsinea il “cavallo con maniglie”, una giocata da touche devastante che consentì di segnare 4 mete fotocopia e imporre agli avversari una vera batosta. Il Bologna (quello doc) in un match di serie B schiera per allenamento la formazione che sette giorni dopo scenderà in campo in A contro Rovigo e Ferrara, punta nell’orgoglio, sfodera una prestazione da annali, facendo fare una figuraccia a chi doveva fare degli avversari un sol boccone. Poi, Bologna va in disgrazia e nel 2002-2003 cercherà aiuto proprio a Ferrara per continuare a vivere in serie A: l’operazione politico-sportiva non ebbe particolare fortuna e il sodalizio Fe-Bo finì subito la sua corsa.
Football: contesa accesa
Nella palla ovale più piccola e con le punte è sempre stata accesa contesa fra le franchigie di Ferrara e Bologna. Le Aquile estensi hanno sempre sfoderato gli artigli contro Doves, Warriors e Towers, formazioni che nel tempo hanno giocato sotto le due torri. Incontri che spesso erano per legittimare una superiorità assoluta, non solo di campanile. Nel 1984, in un “Paolo Mazza” gremito, i Doves battono 18-16 le Aquile nei quarti di finale scudetto; mentre nel 2011 i ferraresi battono 18-7 i Warriors e vincono la North Conference, per poi laurearsi campioni d’Italia. I ricordi di un’epoca sono affidati a Raffaello Pellegrini, attuale gm delle Aquile: «Ricordo che i match con le bolognesi erano sempre sentitissimi, almeno da parte nostra, e si faceva di tutto per non mancare. Nei quarti del 1992 vincemmo in rimonta al “Lunetta Gamberini”, stadio storico del football bolognese, davanti a 5000 spettatori, grazie a un mio intercetto che bloccò un’azione decisiva dei Warriors e fece girare il match. A fine partita ci accorgemmo che nello spogliatoio dei “guerrieri” era pronto per essere esibito come sfottò un enorme fallo gonfiabile, rimasto invece (poco) nascosto». Di sponda Warriors era allora Alfredo Ferrandino, attuale presidente delle Aquile: «Per noi le partite più sentite erano le stracittadine con Doves e Towers. Ferrara era un match che ci solleticava forse solo perché sapevamo che loro vedevano in noi il nemico numero uno. So bene che i giocatori di Ferrara del tempo mi additavano come uno dei più accesi in campo, ma io ero sempre così. Guio (il mitico qb delle Aquile e della Nazionale d’inizio anni ’90, ndr) ancora mi ricorda una botta che gli tirai in un confronto diretto e che lo fece traballare un bel po’...».
Basket: alta tensione
La sfide tra Ferrara e Bologna, anche sul campo da basket, sono sempre state ad alta tensione. Vedersela con una delle due squadre di Basket City, Virtus o Fortitudo che sia, per la “piccola” Ferrara è sempre stato molto stimolante. La rivalità è iniziata nel 1983 con la Fortitudo, quando Mangiaebevi e Yoga si affrontarono nel campionato di A2: finì 94-93 all’andata, mentre al PalaDozza passò Bologna 106-93. Per rivedere le due squadre una opposta all’altra si deve attendere la stagione 1991/92. Il 20 ottobre vince 95-81 Bologna allenata da Pillastrini, con 24 punti di Dallamora e 18 dell’ex Albertazzi contro una Cercom, allenata da Perazzetti, dove Stivrins segnò 26 punti, Coppo 18 e Embry 16. Nella gara di ritorno vinse Ferrara 83-71, con 26 punti di Embry e 18 di Stivrins. L’anno successivo Calamai guida al successo la Fortitudo nel primo match 115-92 (30 Alibegovic e 20 Comegys); nel girone di ritorno in panchina per Bologna c’è Pillastrini e la Fortitudo vince ancora 97-110, nonostante i 33 punti di Ebeling e i 19 di Binotto. A fine campionato Bologna sarà promossa in A1. Per rivedere un derby ad alto livello tra Ferrara e Bologna si deve attendere il 2003, quando la Virtus si iscrive con il titolo di Castelmaggiore, mentre il Basket Club è ai suoi primi anni di Legadue. Ma è con la promozione in serie A del Club che la sfida tra le due città si fa più intensa. Nella stagione 2008/09 la Carife affronta sia la Virtus che la Fortitudo. All’andata Ferrara perde sia al PalaDozza che a Casalecchio: 64-56 contro la Gmac e 78-63 contro la Virtus. A Ferrara, però, la musica cambia. Il 22 marzo 2009 la Carife vince 86-73 con 22 punti di Collins, 18 di Jamison e 16 di Ray su una Gmac dove gioca anche Mancinelli, che sarà in campo anche sabato prossimo. Contro la Virtus, un mese più tardi, Ferrara compie un capolavoro e vince 93-84. L’anno successivo, la Fortitudo è retrocessa in A2 mentre la Virtus ferma per due volte gli estensi: 73-90 all’andata e 68-63 nella gara di ritorno di un’annata sfortunata per Ferrara.
Altro salto temporale ed eccoci arrivare alla stagione 2015/16. La Pallacanestro Ferrara affronta la Fortitudo, che vince entrambe le sfide: al Pala Dozza finisce 74-68 e a Ferrara 61-67. Ma nella stagione successiva, ossia quella scorsa, con Bologna che schiera entrambe le formazioni in A2, Ferrara si prende la rivincita. Contro la Virtus, la Bondi vince ben due volte: 86-75 all’andata, con 24 punti di Bowers, dopo un supplementare conquistato grazie a una tripla all’ultimo respiro di Moreno, e al ritorno 85-88, con tripla a fil di sirena (o forse oltre...) di Cortese. Contro la Fortitudo la vittoria sfugge per un soffio all’andata (85-87) dove a decidere il match è l’esperto Mancinelli. Ma al Pala Dozza, grazie a 33 punti di Cortese, è la Bondi a vincere 89-91 la sfida di ritorno con un colpo gobbo di Molinaro.
Volley: forza e coraggio
La storia della pallavolo è completamente diversa. Poco di epico nelle le sfide fra 4 Torri Ferrara e Zinella Bologna, piuttosto un mutuo soccorso fra le due realtà. In A appena 6 i derby disputati: quattro in A2, fra il 1991 e il ’93, e due nella massima serie, entrambi vinti (3-1 in casa e 3-0 al PalaDozza) dalla Conad, in quello che fu il suo primo e unico campionato di A1. Già, perché poi quel titolo sportivo venne trasferito a Palermo. Ed ecco la collaborazione: la Zinella a Bologna non trovava risorse per proseguire l’attività di vertice, così il presidente Paolo Penazzi ebbe forza e coraggio di spostare la squadra prima e la società poi a Ferrara, in collaborazione con Giulio Barbieri. Dalle due alle quattro torri, ecco arrivare giocatori “bolognesi” guidati dal felsineo coach Menarini: Lavorato, Falasca, Cernic, con il giovane Matej agli inizi di una carriera di levatura mondiale. L’anno seguente, con sponsor Del Monte, Ferrara scoprì Wout Wijsmans, giovane belga destinato a diventare un campione assoluto, e abbracciò un mito come Pupo Dall’Olio, arrivato come tecnico. Nelle due stagioni successive, targate Yahoo! Italia, ecco il mito Cuminetti e l’emergente Howard dall’Australia, ma anche il campione del mondo Marco Martinelli (che poi qui mise radici) e chiusura di biennio con i brasiliani Giba e Gustavo, giocatori di un altro pianeta. Fu l’ultimo anno di collaborazione tra Ferrara e Bologna, le divergenze interne si fecero insanabili: da lì a due anni Ferrara scese in A2 e sparì dalla scena nazionale.
(hanno collaborato
Dario Cavaliere,
e Mauro Cavina)
Rugby maschile: storia uguale
“Palla tonda o palla ovale, la storia è sempre uguale”. Così anni fa cantavano i tifosi di una squadra di rugby che, imitando le gesta dell’omologa calcistica cittadina, aveva vinto lo scudetto. Tra Ferrara e Bologna nel rugby la sfida si perde nella notte dei tempi. Giochi Littoriali a parte, il 7 aprile del 1953 è la data del primo Bologna-Ferrara e delle prime schermaglie, generate dalla dubbia direzione arbitrale del bolognese Carà, che, a tempo scaduto e con il punteggio in parità, concesse una meta dubbia al Bologna, ovviamente decisiva. Bologna, poi, a livello prima squadra navigò sempre in categorie troppo alte per il neonato Cus di allora, dove tornarono atleti reduci proprio dalla militanza in rossoblù. Sul finire degli anni ’60 nacque la Reno, che condivise il cammino con il Cus e diventò il “Bologna” contro cui giocare mille derby pieni aneddoti in tutte le categorie. Al motovelodromo, all’infortunio del pilone bolognese Palmiro, il massaggiatore entrato in campo con il classico (per allora) secchio d’acqua si ritrovò un pesce al posto della spugna; poi Ferrara, per vendicarsi di una promozione sfumata per un punto proprio ad opera del Bologna, l’anno successivo sperimentò in terra felsinea il “cavallo con maniglie”, una giocata da touche devastante che consentì di segnare 4 mete fotocopia e imporre agli avversari una vera batosta. Il Bologna (quello doc) in un match di serie B schiera per allenamento la formazione che sette giorni dopo scenderà in campo in A contro Rovigo e Ferrara, punta nell’orgoglio, sfodera una prestazione da annali, facendo fare una figuraccia a chi doveva fare degli avversari un sol boccone. Poi, Bologna va in disgrazia e nel 2002-2003 cercherà aiuto proprio a Ferrara per continuare a vivere in serie A: l’operazione politico-sportiva non ebbe particolare fortuna e il sodalizio Fe-Bo finì subito la sua corsa.
Football: contesa accesa
Nella palla ovale più piccola e con le punte è sempre stata accesa contesa fra le franchigie di Ferrara e Bologna. Le Aquile estensi hanno sempre sfoderato gli artigli contro Doves, Warriors e Towers, formazioni che nel tempo hanno giocato sotto le due torri. Incontri che spesso erano per legittimare una superiorità assoluta, non solo di campanile. Nel 1984, in un “Paolo Mazza” gremito, i Doves battono 18-16 le Aquile nei quarti di finale scudetto; mentre nel 2011 i ferraresi battono 18-7 i Warriors e vincono la North Conference, per poi laurearsi campioni d’Italia. I ricordi di un’epoca sono affidati a Raffaello Pellegrini, attuale gm delle Aquile: «Ricordo che i match con le bolognesi erano sempre sentitissimi, almeno da parte nostra, e si faceva di tutto per non mancare. Nei quarti del 1992 vincemmo in rimonta al “Lunetta Gamberini”, stadio storico del football bolognese, davanti a 5000 spettatori, grazie a un mio intercetto che bloccò un’azione decisiva dei Warriors e fece girare il match. A fine partita ci accorgemmo che nello spogliatoio dei “guerrieri” era pronto per essere esibito come sfottò un enorme fallo gonfiabile, rimasto invece (poco) nascosto». Di sponda Warriors era allora Alfredo Ferrandino, attuale presidente delle Aquile: «Per noi le partite più sentite erano le stracittadine con Doves e Towers. Ferrara era un match che ci solleticava forse solo perché sapevamo che loro vedevano in noi il nemico numero uno. So bene che i giocatori di Ferrara del tempo mi additavano come uno dei più accesi in campo, ma io ero sempre così. Guio (il mitico qb delle Aquile e della Nazionale d’inizio anni ’90, ndr) ancora mi ricorda una botta che gli tirai in un confronto diretto e che lo fece traballare un bel po’...».
Basket: alta tensione
La sfide tra Ferrara e Bologna, anche sul campo da basket, sono sempre state ad alta tensione. Vedersela con una delle due squadre di Basket City, Virtus o Fortitudo che sia, per la “piccola” Ferrara è sempre stato molto stimolante. La rivalità è iniziata nel 1983 con la Fortitudo, quando Mangiaebevi e Yoga si affrontarono nel campionato di A2: finì 94-93 all’andata, mentre al PalaDozza passò Bologna 106-93. Per rivedere le due squadre una opposta all’altra si deve attendere la stagione 1991/92. Il 20 ottobre vince 95-81 Bologna allenata da Pillastrini, con 24 punti di Dallamora e 18 dell’ex Albertazzi contro una Cercom, allenata da Perazzetti, dove Stivrins segnò 26 punti, Coppo 18 e Embry 16. Nella gara di ritorno vinse Ferrara 83-71, con 26 punti di Embry e 18 di Stivrins. L’anno successivo Calamai guida al successo la Fortitudo nel primo match 115-92 (30 Alibegovic e 20 Comegys); nel girone di ritorno in panchina per Bologna c’è Pillastrini e la Fortitudo vince ancora 97-110, nonostante i 33 punti di Ebeling e i 19 di Binotto. A fine campionato Bologna sarà promossa in A1. Per rivedere un derby ad alto livello tra Ferrara e Bologna si deve attendere il 2003, quando la Virtus si iscrive con il titolo di Castelmaggiore, mentre il Basket Club è ai suoi primi anni di Legadue. Ma è con la promozione in serie A del Club che la sfida tra le due città si fa più intensa. Nella stagione 2008/09 la Carife affronta sia la Virtus che la Fortitudo. All’andata Ferrara perde sia al PalaDozza che a Casalecchio: 64-56 contro la Gmac e 78-63 contro la Virtus. A Ferrara, però, la musica cambia. Il 22 marzo 2009 la Carife vince 86-73 con 22 punti di Collins, 18 di Jamison e 16 di Ray su una Gmac dove gioca anche Mancinelli, che sarà in campo anche sabato prossimo. Contro la Virtus, un mese più tardi, Ferrara compie un capolavoro e vince 93-84. L’anno successivo, la Fortitudo è retrocessa in A2 mentre la Virtus ferma per due volte gli estensi: 73-90 all’andata e 68-63 nella gara di ritorno di un’annata sfortunata per Ferrara.
Altro salto temporale ed eccoci arrivare alla stagione 2015/16. La Pallacanestro Ferrara affronta la Fortitudo, che vince entrambe le sfide: al Pala Dozza finisce 74-68 e a Ferrara 61-67. Ma nella stagione successiva, ossia quella scorsa, con Bologna che schiera entrambe le formazioni in A2, Ferrara si prende la rivincita. Contro la Virtus, la Bondi vince ben due volte: 86-75 all’andata, con 24 punti di Bowers, dopo un supplementare conquistato grazie a una tripla all’ultimo respiro di Moreno, e al ritorno 85-88, con tripla a fil di sirena (o forse oltre...) di Cortese. Contro la Fortitudo la vittoria sfugge per un soffio all’andata (85-87) dove a decidere il match è l’esperto Mancinelli. Ma al Pala Dozza, grazie a 33 punti di Cortese, è la Bondi a vincere 89-91 la sfida di ritorno con un colpo gobbo di Molinaro.
Volley: forza e coraggio
La storia della pallavolo è completamente diversa. Poco di epico nelle le sfide fra 4 Torri Ferrara e Zinella Bologna, piuttosto un mutuo soccorso fra le due realtà. In A appena 6 i derby disputati: quattro in A2, fra il 1991 e il ’93, e due nella massima serie, entrambi vinti (3-1 in casa e 3-0 al PalaDozza) dalla Conad, in quello che fu il suo primo e unico campionato di A1. Già, perché poi quel titolo sportivo venne trasferito a Palermo. Ed ecco la collaborazione: la Zinella a Bologna non trovava risorse per proseguire l’attività di vertice, così il presidente Paolo Penazzi ebbe forza e coraggio di spostare la squadra prima e la società poi a Ferrara, in collaborazione con Giulio Barbieri. Dalle due alle quattro torri, ecco arrivare giocatori “bolognesi” guidati dal felsineo coach Menarini: Lavorato, Falasca, Cernic, con il giovane Matej agli inizi di una carriera di levatura mondiale. L’anno seguente, con sponsor Del Monte, Ferrara scoprì Wout Wijsmans, giovane belga destinato a diventare un campione assoluto, e abbracciò un mito come Pupo Dall’Olio, arrivato come tecnico. Nelle due stagioni successive, targate Yahoo! Italia, ecco il mito Cuminetti e l’emergente Howard dall’Australia, ma anche il campione del mondo Marco Martinelli (che poi qui mise radici) e chiusura di biennio con i brasiliani Giba e Gustavo, giocatori di un altro pianeta. Fu l’ultimo anno di collaborazione tra Ferrara e Bologna, le divergenze interne si fecero insanabili: da lì a due anni Ferrara scese in A2 e sparì dalla scena nazionale.
(hanno collaborato
Dario Cavaliere,
e Mauro Cavina)
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