Argentana, la nuova vita Inizia l’era di Rambaldi
Eccellenza. Martedì sera il tecnico ha diretto il primo allenamento con i granata «Ho trovato una squadra all’altezza del campionato. Ora ci servono i punti»
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ARGENTA . È cominciata l’avventura di Sergio Rambaldi sulla panchina dell’Argentana. Martedì sera, il nuovo tecnico granata ha diretto il primo allenamento in vista del suo esordio ufficiale in programma domenica, sul campo del Classe, attualmente la seconda forza del campionato. Intanto l’Argentana, contro il Real San Lazzaro, ha centrato la prima vittoria della stagione, in quella che è stata una domenica di ordinaria follia. Dopo le due settimane di caos sulla questione allenatore, non ci si poteva certo attendere una partita tranquilla, anche se i veri protagonisti sono stati gli avversari, tra cartellini rossi in quantità, proteste a dismisura e pure abbandoni del terreno di gioco. La nota positiva è stata la doppietta di Tumolo, che ha consentito all’Argentana di conquistare i tre punti.
Rambaldi si trova così una squadra sollevata, almeno dal punto di vista morale: «Ho trovato una squadra in salute, il cui valore, credo, sia indiscutibile; sicuramente all’altezza del campionato. I ragazzi hanno mostrato subito disponibilità, probabilmente anche ricaricati dopo la vittoria di domenica». Mister Rambaldi è ben consapevole che ad Argenta la questione allenatore è sempre molto calda, con il presidente Eugenio Bruschi che, negli anni, è sempre stato, per usare un eufemismo, molto esigente: «I sacrifici per stare a questi livelli sono importanti. Il futuro di ogni allenatore, ad Argenta e ovunque - continua Rambaldi - è strettamente connesso ai risultati, per cui l’unica cosa che conta in questo momento è andare in campo e fare dei punti. La fiducia che è stata riposta in me è un onore ma anche un onere, in una piazza importante e in un campionato difficile, che a livello dilettantistico giocano solo due squadre in provincia».
Ultimo pensiero per chi l’ha preceduto e per il lavoro che lo aspetta: «Dirani è sicuramente un allenatore competente - ammette Rambaldi -, come dimostra lo svolgimento delle partite disputate sinora, con l’Argentana che è sempre stata competitiva. Purtroppo quando i risultati non ci sono, spesso per degli episodi, va a finire così. Partiremo da quanto ho visto, cercando di avere subito un buon equilibrio in campo; poi col tempo inserirò le mie idee e le mie impostazioni. Adesso ho questa possibilità, devo ripagare la fiducia che mi è stata data e sarà il campo a dare il suo giudizio».
Daniele Carnaroli
Rambaldi si trova così una squadra sollevata, almeno dal punto di vista morale: «Ho trovato una squadra in salute, il cui valore, credo, sia indiscutibile; sicuramente all’altezza del campionato. I ragazzi hanno mostrato subito disponibilità, probabilmente anche ricaricati dopo la vittoria di domenica». Mister Rambaldi è ben consapevole che ad Argenta la questione allenatore è sempre molto calda, con il presidente Eugenio Bruschi che, negli anni, è sempre stato, per usare un eufemismo, molto esigente: «I sacrifici per stare a questi livelli sono importanti. Il futuro di ogni allenatore, ad Argenta e ovunque - continua Rambaldi - è strettamente connesso ai risultati, per cui l’unica cosa che conta in questo momento è andare in campo e fare dei punti. La fiducia che è stata riposta in me è un onore ma anche un onere, in una piazza importante e in un campionato difficile, che a livello dilettantistico giocano solo due squadre in provincia».
Ultimo pensiero per chi l’ha preceduto e per il lavoro che lo aspetta: «Dirani è sicuramente un allenatore competente - ammette Rambaldi -, come dimostra lo svolgimento delle partite disputate sinora, con l’Argentana che è sempre stata competitiva. Purtroppo quando i risultati non ci sono, spesso per degli episodi, va a finire così. Partiremo da quanto ho visto, cercando di avere subito un buon equilibrio in campo; poi col tempo inserirò le mie idee e le mie impostazioni. Adesso ho questa possibilità, devo ripagare la fiducia che mi è stata data e sarà il campo a dare il suo giudizio».
Daniele Carnaroli
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