Baltur, linea verde per restare in vetta
Basket B. Non solo i veterani trascinano i biancorossi Pasqualin: «Qui per imparare ma anche per vincere»
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CENTO. E' giovanissimo ma con esperienza già maturata anche in serie B. Scelto direttamente dal coach Benedetto per dare cambio di ritmo alla Baltur e per proseguire in un percorso di crescita da cui Marco Pasqualin non si tira indietro, perché ancora non si sente arrivato: «Il primo bilancio di questi mesi a Cento non può che essere positivo - attacca Pasqualin -; i risultati stanno arrivando, la società è super organizzata. L'ambiente è carico, si punta in alto. E' una pressione che c’è ma non pesa, si vive serenamente».
«Siamo solo all'inizio, c'è ancora tanto da lavorare - continua l'ex play di Crema, che quando si sente chiedere se il girone sia modesto ed il livello calato rispetto all'anno scorso ha una sua idea -; non è così, sono aumentate le squadre insidiose, quelle che senza dichiarare apertamente di voler vincere il campionato hanno comunque una rosa competitiva e giocano bene. Da noi penso a Lecco (che domenica le ha suonate di brutto a Piacenza; ndr), a Faenza. Tutte realtà da non sottovalutare. Stessa cosa nell'altro girone: oltre ad Omegna ci sono Firenze e Pavia. E poi altre eventuali sorprese. Non so se per timidezza o cosa non hanno dichiarato apertamente di voler vincere; non è un girone facile e non ritengo che il livello sia calato».
Pasqualin, poi, non è soddisfatto del suo inizio: entra in corsa ma non è questo il problema. Ci sta, è giovane e deve crescere: «Non mi aspettavo un ruolo primario come avevo a Crema o a Vicenza. In una squadra come questa non mi si chiedono punti, però io devo essere più concreto. È lì che devo crescere. Quando vengo chiamato in causa devo migliorarmi nella gestione della squadra o nel riuscire a cambiare il ritmo alla partita. sto lavorando sodo, mi aiuta moltissimo allenarmi ogni giorno con Cantone, uno da cui si può solo imparare: anche solo guardarlo giocare ti insegna qualcosa e io ho ancora tanto da imparare».
Che impressione fa, anche se dopo solo due giornate, essere appaiati al comando a Crema con 4 punti? «Crema ha fatto scelte precise come altre squadre nel girone, che hanno deciso di giocare o senza play di ruolo o senza pivot puri. Senza dare punti di riferimento, prediligendo tanti esterni con punti nelle mani. Il campionato è lungo, vedremo».
Domenica pomeriggio al Pala Ahrcos arriva Desio; in panchina c’è Frates, sceso in serie B dopo lunga militanza nella massima serie. Una di quelle squadre che, come dice Pasqualin, può essere pericolosa: una mina vagante. Anche se ancora al palo... «Temibile perché non hanno punti di riferimento - chiude Pasqualin - sappiamo pochissimo di loro se non che sono una squadra giovane; noi paradossalmente facciamo meno fatica contro avversari come è stata la Fortitudo in amichevole dove i ruoli in campo sono chiari e ben definiti, piuttosto che contro squadre come Alto Sebino o Desio che non hanno nulla da perdere».
Simone Gagliardi
«Siamo solo all'inizio, c'è ancora tanto da lavorare - continua l'ex play di Crema, che quando si sente chiedere se il girone sia modesto ed il livello calato rispetto all'anno scorso ha una sua idea -; non è così, sono aumentate le squadre insidiose, quelle che senza dichiarare apertamente di voler vincere il campionato hanno comunque una rosa competitiva e giocano bene. Da noi penso a Lecco (che domenica le ha suonate di brutto a Piacenza; ndr), a Faenza. Tutte realtà da non sottovalutare. Stessa cosa nell'altro girone: oltre ad Omegna ci sono Firenze e Pavia. E poi altre eventuali sorprese. Non so se per timidezza o cosa non hanno dichiarato apertamente di voler vincere; non è un girone facile e non ritengo che il livello sia calato».
Pasqualin, poi, non è soddisfatto del suo inizio: entra in corsa ma non è questo il problema. Ci sta, è giovane e deve crescere: «Non mi aspettavo un ruolo primario come avevo a Crema o a Vicenza. In una squadra come questa non mi si chiedono punti, però io devo essere più concreto. È lì che devo crescere. Quando vengo chiamato in causa devo migliorarmi nella gestione della squadra o nel riuscire a cambiare il ritmo alla partita. sto lavorando sodo, mi aiuta moltissimo allenarmi ogni giorno con Cantone, uno da cui si può solo imparare: anche solo guardarlo giocare ti insegna qualcosa e io ho ancora tanto da imparare».
Che impressione fa, anche se dopo solo due giornate, essere appaiati al comando a Crema con 4 punti? «Crema ha fatto scelte precise come altre squadre nel girone, che hanno deciso di giocare o senza play di ruolo o senza pivot puri. Senza dare punti di riferimento, prediligendo tanti esterni con punti nelle mani. Il campionato è lungo, vedremo».
Domenica pomeriggio al Pala Ahrcos arriva Desio; in panchina c’è Frates, sceso in serie B dopo lunga militanza nella massima serie. Una di quelle squadre che, come dice Pasqualin, può essere pericolosa: una mina vagante. Anche se ancora al palo... «Temibile perché non hanno punti di riferimento - chiude Pasqualin - sappiamo pochissimo di loro se non che sono una squadra giovane; noi paradossalmente facciamo meno fatica contro avversari come è stata la Fortitudo in amichevole dove i ruoli in campo sono chiari e ben definiti, piuttosto che contro squadre come Alto Sebino o Desio che non hanno nulla da perdere».
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