GLI AVVERSARI
Donadoni e il modulo: non può rischiare l’inferiorità in mediana
FERRARA. Il Bologna finora non ha mai vinto in casa. I tre successi sono stati conquistati in trasferta: a Benevento, prima degli ultimi due - consecutivi - a Reggio col Sassuolo ed in casa del Genoa....
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FERRARA. Il Bologna finora non ha mai vinto in casa. I tre successi sono stati conquistati in trasferta: a Benevento, prima degli ultimi due - consecutivi - a Reggio col Sassuolo ed in casa del Genoa. La spia delle caratteristiche di una squadra estremamente solida, abile a proteggere la difesa e ad agire con veloci contrattacchi per sfruttare ed esaltare le prerogative di Verdi, di Palacio, di Di Francesco ove quest’ultimo giochi. Per contro, il Bologna è più a disagio se deve creare gioco, impostare, perforare gli spazi intasati. Il centrocampo non ha un regista che illumini (il più consono al ruolo è Crisetig che finora non ha avuto grande spazio) ma uomini di atletismo, corsa, fisico, contrasto.
Da qui la riflessione di mister Donadoni: dovendo vincere al “Dall’Ara”, dovendo cercare la terza vittoria di fila, contro la Spal sarà bene cambiare qualcosa? Sarà opportuno potenziare la forza offensiva? In sostanza si pone l’interrogativo: 4-3-3 abituale o 4-2-3-1 con Verdi, Palacio e Petkovic alle spalle del rientrante Destro?
Quest’ultima formula è interessante, assai stuzzicante, sicuramente temibile per qualsiasi avversario. Ma in tal modo i due mediani (Poli e Donsah) si troverebbero in inferiorità numerica in mezzo al campo, e gli esterni Verdi (ala-trequartista-fantasista a propensione offensiva) e Petkovic (punta di ruolo) sarebbero costretti a sobbarcarsi un notevole lavoro in copertura, perdendo lucidità ed energie in fase d’attacco e non garantendo comunque parità numerica nel mezzo (Verdi-Poli-Donsah-Petkovic) durante la fase offensiva della Spal (Lazzari-Schiattarella-Viviani-Mora-Costa), con Palacio presumibilmente obbligato ad andare a disturbare Viviani.
Così, pur senza escludere nulla, al momento è più logico pensare che Donadoni confermi il 4-3-3 che ha dato stabilità al Bologna, con la mediana Poli-Pulgar (o Crisetig, dipenderà dalle condizioni del cileno di rientro dagli impegni di qualificazione al Mondiale con la sua Nazionale, eliminata dopo lo 0-3 della scorsa notte in Brasile)-Donsah ed il tridente Verdi-Palacio-Petkovic (o Di Francesco, più ala di ruolo). Un attacco di movimento in grado di dare fastidio. Vedremo. Di sicuro Donadoni non è privo di opzioni, considerando anche la candidatura di Taider a centrocampo.
Di inamovibile pare esserci la difesa “a quattro” con Mbaye e Masina terzini e la coppia centrale Helander-Gonzalez, entrambi di ritorno in Italia dopo gli impegni con le Nazionali di Svezia e Costa Rica, qualificatesi entrambe per Mosca 2018.
Ieri, intanto, il Bologna ha continuato la preparazione alla gara con la Spal con una seduta di allenamento mattutina a Casteldebole. Esercitazioni tecniche e partitella a campo ridotto per i ragazzi di Donadoni, con Cheick Keita che ha lavorato in parte col gruppo. Terapie per Domenico Maietta, alle prese con una frattura costale che lo pone fuori causa per il derby di domenica.
Da qui la riflessione di mister Donadoni: dovendo vincere al “Dall’Ara”, dovendo cercare la terza vittoria di fila, contro la Spal sarà bene cambiare qualcosa? Sarà opportuno potenziare la forza offensiva? In sostanza si pone l’interrogativo: 4-3-3 abituale o 4-2-3-1 con Verdi, Palacio e Petkovic alle spalle del rientrante Destro?
Quest’ultima formula è interessante, assai stuzzicante, sicuramente temibile per qualsiasi avversario. Ma in tal modo i due mediani (Poli e Donsah) si troverebbero in inferiorità numerica in mezzo al campo, e gli esterni Verdi (ala-trequartista-fantasista a propensione offensiva) e Petkovic (punta di ruolo) sarebbero costretti a sobbarcarsi un notevole lavoro in copertura, perdendo lucidità ed energie in fase d’attacco e non garantendo comunque parità numerica nel mezzo (Verdi-Poli-Donsah-Petkovic) durante la fase offensiva della Spal (Lazzari-Schiattarella-Viviani-Mora-Costa), con Palacio presumibilmente obbligato ad andare a disturbare Viviani.
Così, pur senza escludere nulla, al momento è più logico pensare che Donadoni confermi il 4-3-3 che ha dato stabilità al Bologna, con la mediana Poli-Pulgar (o Crisetig, dipenderà dalle condizioni del cileno di rientro dagli impegni di qualificazione al Mondiale con la sua Nazionale, eliminata dopo lo 0-3 della scorsa notte in Brasile)-Donsah ed il tridente Verdi-Palacio-Petkovic (o Di Francesco, più ala di ruolo). Un attacco di movimento in grado di dare fastidio. Vedremo. Di sicuro Donadoni non è privo di opzioni, considerando anche la candidatura di Taider a centrocampo.
Di inamovibile pare esserci la difesa “a quattro” con Mbaye e Masina terzini e la coppia centrale Helander-Gonzalez, entrambi di ritorno in Italia dopo gli impegni con le Nazionali di Svezia e Costa Rica, qualificatesi entrambe per Mosca 2018.
Ieri, intanto, il Bologna ha continuato la preparazione alla gara con la Spal con una seduta di allenamento mattutina a Casteldebole. Esercitazioni tecniche e partitella a campo ridotto per i ragazzi di Donadoni, con Cheick Keita che ha lavorato in parte col gruppo. Terapie per Domenico Maietta, alle prese con una frattura costale che lo pone fuori causa per il derby di domenica.
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