«Elmetto con la Bondi Poi sciarpa allo stadio»
di Marco Nagliati
Il caldo weekend di Pasi: direttore sportivo del Kleb e tifoso dei rossoblù Sabato contro la Fortitudo serve l’impresa come Davide contro Golia
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FERRARA. Elmetto sabato, sciarpina domenica. La differenza che passa tra l’essere protagonista attivo e spettatore rilassato. Il caldo fine settimana di Alessandro Pasi si divide in due porzioni nette: teso direttore sportivo della Bondi al palasport, tifoso del Bologna al Dall’Ara. Bolognese, laureato in giurisprudenza, il 49enne dirigente cestistico si trova in mezzo al guado. Il calendario gli ha tirato un bello scherzo con questa doppia sfida emozionale, ma in fondo questa adrenalina in circolo non è spiacevole. Il leitmotiv è risaputo: sabato sera (20.30) al palasport di Ferrara va in scena un succoso Bondi-Fortitudo di basket, l’indomani (ore 15) il Dall’Ara ospita un attesissimo Bologna-Spal di calcio.
Pasi, un bolognese purosangue che lavora a Ferrara...
«Mi piace questa storia del sabato al palazzetto e la domenica allo stadio. Sabato avrò l’elmetto per scendere in trincea con la Bondi contro la Fortitudo. Domenica metto la sciarpina rossoblù e tiferò Bologna: è la squadra della mia città».
Già prenotato il posto al Dall’Ara?
«Certo, ci sarò con la famiglia. Mio padre ed i miei figli: cogliamo un’occasione tanto particolare per andare tutti insieme. Visto che guarda caso l’ho libera, ecco una bella domenica in famiglia. È molto bello quando calcio e basket sono ai massimi livelli nella stessa città».
Iniziamo dalla febbre del sabato sera?
«Il pubblico di Ferrara non può disertare questo appuntamento. La Fortitudo è una corazzata costruita per vincere, sarà seguita da molti tifosi. Abbiamo bisogno della nostra gente. Si affrontano due mondi opposti come forza d’urto in campo: Davide contro Golia».
Però?
«Però è già accaduto che Davide abbia battuto Golia. Dopo il sottomano vincente di Molinaro dell’anno scorso, darei l’altro braccio per impormi sabato».
Le armi Bondi?
«Intanto diciamo che i giocatori sono frustrati ed arrabbiati dopo la brutta sconfitta di domenica ad Imola. Vogliono il riscatto. Però, nel peggio, ho visto che nessuno ha veramente mollato. In questo gruppo c’è un patrimonio morale importante: i ragazzi ci tengono. Il nostro precampionato mi è piaciuto molto, indipendentemente dai risultati. Poi, sinceramente, la vittoria di Montegranaro non mi ha esaltato: salvo il fatto che, non avendo avuto canestri dalle nostre punte di diamante (Cortese e Rush; ndr), la produzione offensiva è stata distribuita tra tutti gli altri. Un bel segnale. Ma poi metto anche nel conto che l’esordio è sempre particolare: porta tensione, incertezze, pressioni. Abbiamo avuto problemi di falli e l’evento sopra l’evento con la musica».
Poi, Imola...
«Troppo brutti per essere veri. Abbiamo analizzato la partita, fotogramma per fotogramma: abbiamo subìto a livello emotivo. I valori tecnici non sono quelli emersi, con tutto il rispetto per Imola».
Sabato raccontano di una Fortitudo acciaccata: Mancinelli, Chillo, Gandini e McCamey...
«Maddai, figuriamoci. È un po’ un modo d’essere dell’amico Boniciolli: sono sicuro che lo staff medico della Fortitudo li rimetterà in piedi».
Al Dall’Ara, fronte calcio, si dà per sicuro che il Bologna recupererà tanti pezzi.
«Facciamo che al derby tra i rossoblù e la Spal penserò da domenica mattina. Ora sono affogato nella nostra quotidianità, mai povera».
Calcisticamente, però qualcosa sta già affiorando.
«In effetti in questi giorni mi torna in mente un ricordo spiacevole per me, felice per la Spal: ero allo stadio in quel famoso playoff di serie C in cui i biancazzurri vinsero l’andata 2-0 e quel punteggio difesero poi nel ritorno eliminandoci (finì 0-1 per il Bologna; ndr)».
Ritrovi il sorriso: gli addetti ai lavori cestistici ritengono un vero colpo da novanta avere portato Hall alla Bondi.
«Mi stupisce per quanta energia mette: morale e fisica. Anche lui ha degli up and down, però è certamente un giocatore da altra categoria. Ha una costante voglia di difendere e catturare rimbalzi. In attacco non è ancora al top, di certo è un trascinatore e fa squadra».
Il Bologna come lo vede?
«Quest’anno bene come atteggiamento. L’anno scorso, in certe sconfitte, pareva di cogliere frustrazione in partenza. Come se perdere fosse inevitabile. Il massimo va dato sempre. Ora in rossoblù c’è Palacio, che ha cambiato faccia alla squadra. Ma questa Spal non è affatto male: è pericolosissima».
Pasi, un bolognese purosangue che lavora a Ferrara...
«Mi piace questa storia del sabato al palazzetto e la domenica allo stadio. Sabato avrò l’elmetto per scendere in trincea con la Bondi contro la Fortitudo. Domenica metto la sciarpina rossoblù e tiferò Bologna: è la squadra della mia città».
Già prenotato il posto al Dall’Ara?
«Certo, ci sarò con la famiglia. Mio padre ed i miei figli: cogliamo un’occasione tanto particolare per andare tutti insieme. Visto che guarda caso l’ho libera, ecco una bella domenica in famiglia. È molto bello quando calcio e basket sono ai massimi livelli nella stessa città».
Iniziamo dalla febbre del sabato sera?
«Il pubblico di Ferrara non può disertare questo appuntamento. La Fortitudo è una corazzata costruita per vincere, sarà seguita da molti tifosi. Abbiamo bisogno della nostra gente. Si affrontano due mondi opposti come forza d’urto in campo: Davide contro Golia».
Però?
«Però è già accaduto che Davide abbia battuto Golia. Dopo il sottomano vincente di Molinaro dell’anno scorso, darei l’altro braccio per impormi sabato».
Le armi Bondi?
«Intanto diciamo che i giocatori sono frustrati ed arrabbiati dopo la brutta sconfitta di domenica ad Imola. Vogliono il riscatto. Però, nel peggio, ho visto che nessuno ha veramente mollato. In questo gruppo c’è un patrimonio morale importante: i ragazzi ci tengono. Il nostro precampionato mi è piaciuto molto, indipendentemente dai risultati. Poi, sinceramente, la vittoria di Montegranaro non mi ha esaltato: salvo il fatto che, non avendo avuto canestri dalle nostre punte di diamante (Cortese e Rush; ndr), la produzione offensiva è stata distribuita tra tutti gli altri. Un bel segnale. Ma poi metto anche nel conto che l’esordio è sempre particolare: porta tensione, incertezze, pressioni. Abbiamo avuto problemi di falli e l’evento sopra l’evento con la musica».
Poi, Imola...
«Troppo brutti per essere veri. Abbiamo analizzato la partita, fotogramma per fotogramma: abbiamo subìto a livello emotivo. I valori tecnici non sono quelli emersi, con tutto il rispetto per Imola».
Sabato raccontano di una Fortitudo acciaccata: Mancinelli, Chillo, Gandini e McCamey...
«Maddai, figuriamoci. È un po’ un modo d’essere dell’amico Boniciolli: sono sicuro che lo staff medico della Fortitudo li rimetterà in piedi».
Al Dall’Ara, fronte calcio, si dà per sicuro che il Bologna recupererà tanti pezzi.
«Facciamo che al derby tra i rossoblù e la Spal penserò da domenica mattina. Ora sono affogato nella nostra quotidianità, mai povera».
Calcisticamente, però qualcosa sta già affiorando.
«In effetti in questi giorni mi torna in mente un ricordo spiacevole per me, felice per la Spal: ero allo stadio in quel famoso playoff di serie C in cui i biancazzurri vinsero l’andata 2-0 e quel punteggio difesero poi nel ritorno eliminandoci (finì 0-1 per il Bologna; ndr)».
Ritrovi il sorriso: gli addetti ai lavori cestistici ritengono un vero colpo da novanta avere portato Hall alla Bondi.
«Mi stupisce per quanta energia mette: morale e fisica. Anche lui ha degli up and down, però è certamente un giocatore da altra categoria. Ha una costante voglia di difendere e catturare rimbalzi. In attacco non è ancora al top, di certo è un trascinatore e fa squadra».
Il Bologna come lo vede?
«Quest’anno bene come atteggiamento. L’anno scorso, in certe sconfitte, pareva di cogliere frustrazione in partenza. Come se perdere fosse inevitabile. Il massimo va dato sempre. Ora in rossoblù c’è Palacio, che ha cambiato faccia alla squadra. Ma questa Spal non è affatto male: è pericolosissima».
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