Bologna-Spal è la sfida Masina-Lazzari
I due giocatori (e Poluzzi) hanno militato insieme nella Giacomense del presidente Mattioli e patron Colombarini: in panchina Leonardo Rossi che ce li racconta
FERRARA. Fascia destra. Fascia sinistra. Confronto sulla corsia. Manuel Lazzari contro Adam Masina. Domenica avversari, con lo spallino a sfidare il bolognese nell’attesissimo derby del “Dall’Ara”. Ma... l’altro ieri erano compagni di squadra: Giacomense, stagione 2012/2013. Annata un pelo complicata, ragazzi in cerca di affermazione. Mister Gallo non faceva giocare Lazzari, Masina - dal canto suo - arrivava dal Bologna Primavera, titolare già alla prima giornata a Monza. Con loro anche Giacomo Poluzzi, numero uno grigiorosso, oggi secondo portiere della Spal, che domenica - davanti alla sua panchina - vedrà sfrecciare i due laterali. Chi vincerà il confronto?
Lo abbiamo chiesto a Leonardo Rossi, ex centrocampista del Bologna e della Spal, ex allenatore dei biancazzurri e di quella Giacomense. Rossi, lei lo avrebbe detto? «Cosa? Che Lazzari e Masina sarebbero arrivati in serie A? All’epoca era francamente difficile prevederlo. Ma è stato un piacere allenarli».
Li inquadri, e ci spieghi. «Due ragazzi completamente diversi a livello fisico: Masina è imponente, Lazzari è esile ma ha un motorino nelle gambe. Masina è forse più disciplinato tatticamente, più presente».
Con lei non era titolare. «Era giovanissimo, e bisogna pure considerare che frequentava la scuola a Bologna, partiva, mangiava un panino, arrivava a Masi ad allenarsi. Ma giocò, giocò, c’erano gli incentivi e la società puntava anche su questo aspetto».
Alla Giacomense arrivò come attaccante. «Ma io lo trovai già impostato da terzino sinistro, il mio predecessore - Gallo - lo aveva già inquadrato così».
Si aspettava che Masina arrivasse così in alto? «Il successo che ha avuto è stato una sorpresa nella misura in cui una volta tornato a Bologna è andato vicino a non essere confermato dopo l’ultima stagione in Primavera, invece qualcuno ha avuto l’occhio lungo affinchè gli venisse fatto il contratto. Ragazzo serissimo, preciso, educato, con potenzialità enormi. Non pensavo potesse arrivare così in alto, anche in orbita Nazionale, ma ciò che ha ottenuto e sta ottenendo è tutto frutto del suo lavoro, del suo sudore, di volontà e abnegazione».
E di Lazzari cosa può dire? «Con me giocò sempre. Quando poi ci trasferimmo a Ferrara, all’inizio lo misi in discussione preferendogli Pandiani che pareva destinato a grandi cose. Poi la storia ha preso una piega completamente diversa. Posso dire che Lazzari per corsa è nettamente da serie A, l’unico difetto che possiamo trovargli è che nella finalizzazione delle proprie azioni non è sempre preciso, ad esempio nel cross: deve migliorare lì, perchè sul fondo ci arriva sempre e comunque, contro qualsiasi avversario. È serio, non molla mai, in allenamento è sempre davanti a tutti. Poi, a questi livelli, il punto di vista tecnico può fare la differenza».
Il confronto diretto tra Lazzari e Masina chi premierà? «Forse saranno così emozionati che si annulleranno a vicenda... Diciamo che potrebbe soffrire di più Masina perchè il passo di Lazzari è impressionante».
In quella Giacomense c’era anche Poluzzi. «Era il mio portiere. Credo che questi ragazzi siano il vanto della famiglia Colombarini e del direttore Vagnati, che devono avere qualcosa nel Dna perchè non sbagliano un colpo, hanno fiuto infallibile nello scovare persone straordinarie ancora prima che bravi giocatori».
E il derby, in generale, come lo vede? «Partita bellissima, in uno scenario particolare. È un campionato terribile, paradossalmente può essere più facile giocare contro le grandi che con le piccole. La Spal a livello di punti è in credito, ha disputato prove maiuscole come quella col Napoli, meritava di più. L’atteggiamento tattico della Spal depone a suo favore, il Bologna ha il vento in poppa. Niente pronostico, ma credo che la sosta possa aver danneggiato il Bologna, che ha anche visto numerosi giocatori partire con le rispettive Nazionali, e sia stato invece un toccasana per la Spal. È un aspetto che potrebbe incidere».
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