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CALCIO SERIE A

Spal, è il giorno: a Bologna per fare la storia

di Paolo Negri
Spal, è il giorno: a Bologna per fare la storia

Oggi alle 15 la sfida a 50 anni dall’ultima in A La lunga attesa è finita, si aspetta l’impresa

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FERRARA. È il giorno del derby. Inter-Milan? Macchè, qui conta solo Bologna-Spal. Sfida rossoblubiancazzurra che torna oggi al “Dall’Ara” a 50 anni di distanza dall’ultimo precedente in A. Già questo basta per fare storia.

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Poi la storia bisognerà riscriverla sul campo. Lo diciamo in chiave spallina, ovvio. Occhi chiusi, spazio all’immaginazione: e se esce il gol dell’ex? Non Gomis, che fa il portiere. Non Floccari, assente - grande rimpianto - per infortunio. Forse Rizzo. Forse una zuccata di Oikonomou da corner. Ma se Viviani, su punizione, centra il sette così come infila le Due Torri nella vignetta in alto, allora cosa succede? Chie viene giù tutta Ferrara, probabilmente.

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Sognare è bello e giusto. Ma non basta. I sogni vanno anche concretizzati, altrimenti restano mere illusioni. Vale nella vita come nello sport, nel calcio, che della vita è metafora per eccellenza. La Spal ci proverà, eccome. Nessuno dice che il compito sia agevole, ci mancherebbe. Il Bologna è solido-solidissimo, a dispetto di una retroguardia individualmente non eccelsa. Il segreto sta nell’organizzazione data da mister Donadoni, in un centrocampo di corsa, rottura, impatto fisico, mole di lavoro.

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E davanti, occhio alle frecce ed al sublime Palacio, carriera che parla da sola, tecnica e garra tipicamente argentine, uno che - prima dei palcoscenici genovesi e milanesi - a livello di derby è stato svezzato a suon di Boca-River. Il massimo in tal senso.

Ma la Spal non deve e non può aver paura. Il timore non va d’accordo con partite di questo tipo, che spesso si vincono prima di entrare in campo, per come si entra in campo. Se il Bologna è temibile, i biancazzurri hanno argomenti a iosa per dire la loro. Prima della tecnica e della tattica, serviranno mente sgombra e cuore caldo. Non solo corazon, però. Ricordiamo un vecchio, bellissimo, editoriale di Italo Cucci (maestro di giornalismo e che di Bologna-Spal ne ha vissuti tanti) sul Guerin Sportivo, titolato Con il cuore si perde. Si riferiva al magnifico Saint Etienne sconfitto dal Bayern nella finale di Coppa dei Campioni del 1976. I francesi avevano dato l’anima, colpito due legni, finendo però sconfitti 1-0 per un gollonzo su punizione del rude mediano Roth. Era mancato un pizzico di realismo. Ciò che invece dovrà sfoggiare la Spal oggi. Concretezza, in tutti i settori. E solidità mentale.

L’attesa è stata lunga, lunghissima. Due settimane, complice la pausa per gli impegni delle Nazionali. Però, alla fine, è volata. E tanto febbrile è stata ed è la partecipazione della città, altrettanto serena, priva di pressioni eccessive, ci sembra sia stato il percorso di avvicinamento della squadra. La tranquillità di mister Semplici si è irradiata sui suoi giocatori. Certo, nelle vie del centro questo e quello è stato fermato da uno, due, dieci tifosi allora dai, a Bologna dobbiamo vincere, ma ciò fa parte del copione, non mette ansia ai protagonisti, smaniosi loro per primi di vivere un appuntamento del genere. È una di quelle gare che, secondo una formula forse stereotipata ma sicuramente valida, “si preparano da sole”. Non serve spiegare cos’è il derby, cosa significa, com’è vissuto soprattutto a Ferrara dove questo confronto viene visto come il coronamento del sogno, quello del ritorno tra le grandi.

Adesso ci siamo. Oggi alle 15, i leoni scenderanno nell’arena. Spettacolo in campo come sulle tribune, crediamo e ci auguriamo. Sole, stadio pieno, record stagionale di pubblico per Bologna (più attesa per la Spal che per Napoli ed Inter), esodo di massa della nazione biancazzurra. Partita potenzialmente bellissima, aperta, dal pronostico incerto. Bologna avanti in classifica e reduce da due successi di fila (in trasferta), Spal che non s’impone dal 27 agosto contro l’Udinese. La fame cresce, il digiuno deve finire. A corroborare le speranze e la fiducia di Mora & C. sono le prestazioni, il gioco, l’identità, la filosofia. E la consapevolezza che la superiorità numerica a centrocampo (se il Bologna dovesse effettivamente optare per il 4-2-3-1 e non per il 4-3-3) potrebbe rivestire un ruolo fondamentale. E poi il muro, quel muro, in Curva San Luca e nell’adiacente Settore Ospiti, con macchie biancazzurre anche in tribuna laterale. Come potrà una presenza del genere non mettere ali alla Spal?

Un risultato positivo, meglio ancora la vittoria, avrebbe riflessi di indicibile rilevanza tanto sulla classifica quanto sul capitale autostima. Un successo a Bologna metterebbe benzina super nel serbatoio spallino, prima della gara interna con il Sassuolo, prima della trasferta allo Juventus Stadium. Uno scenario suscettibile di rappresentare la svolta della stagione a livello di equazione prestazione-punti conquistati.

La parola passa alla Spal. Alla squadra. Che possa essere un derby di pura felicità. In comunione col popolo.
 

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