«Bisogna andare a vincere Questa Spal se lo merita»
di Paolo Negri
L’assessore: è ora di raccogliere quanto è stato seminato fino adesso
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FERRARA. Tifoso. Assessore allo sport. Anticonformista. Simone Merli non ama giacca e cravatta. Tantomeno oggi. Lui, al “Dall’Ara” per Bologna-Spal, ci sarà eccome, ma l’unica divisa che indosserà sarà quella biancazzurra. E non siederà in tribuna d’onore. Lo sottolinea con trasporto:
«Vado in Curva, con mio cugino, con gli amici di sempre ed il collega Roberto Serra (assessore al commercio ed alle attività produttive; ndr). La formazione sarà più o meno la stessa con cui andammo a vedere gli ultimi Bologna-Spal, quello dei play off nel 1994 e poi l’altro nella stagione 94/95».
Primo pomeriggio di ieri. Merli è carico, gasato, euforico. L’attesa per il gran derby sta volgendo al termine, non resta che arrivare a oggi. Partenza già fissata:
«A che ora aprono i cancelli? In ogni caso partirò già alle 10».
Le ultimissime ore di vigilia verranno vissute in loco, nelle vicinanze dello stadio e poi sugli spalti del Dall’Ara, appena si potrà entrare.
Assessore Merli, le capita mai di essere un po’ triste?
«Sì, succede».
E l’antidoto, nel caso, qual è?
«Prendo il dvd del gol di Zamuner al Bologna, in quel 1994, lo guardo e lo riguardo, così passa tutto... Spero che qualcuno lo abbia visionato per caricarsi a dovere in vista del derby odierno».
Si faccia una domanda e si dia una risposta.
«Ma avranno capito tutti che cosa è il derby? Sì, credo proprio di sì. Ho provveduto io stesso a martellare in tal senso».
E come ha fatto?
«Ho fermato Antenucci, in centro. Gli ho detto che se i 18 gol complessivi della scorsa stagione li segna tutti nel derby, a me va benissimo. Poi la poltrona da sindaco non gliela toglierà nessuno».
A proposito di sindaco, quello vero e in carica: Tagliani sarà a sua volta presente.
«Certo. In tribuna con l’assessore Modonesi e Paolo Calvano».
Cosa rappresenta questo Bologna-Spal?
«È un orgoglioso ritorno. Si sente moltissimo, è una gara che chi ha la maglia della Spal cucita addosso sognava da una vita. Bologna-Spal in serie A, fino a poco tempo fa chi lo immaginava? È motivo di orgoglio e riscatto sportivo, la città ed i tifosi non meritavano una così lunga assenza dalla massima categoria».
Lei questo ritorno lo ha vissuto e lo sta vivendo sia come amministratore comunale che come tifoso: doppia gioia.
«Mi ritengo un uomo fortunato, mi sono capitati gli anni giusti. Istituzionalmente abbiamo garantito serietà e competenze, ma serve anche la congiuntura perfetta: non avrei mai pensato di essere l’assessore della doppia cavalcata, l’ultima addirittura in serie A».
Cosa serve perchè la Spal possa vincere a Bologna?
«Se la squadra va in campo indossando idealmente la stessa maglia che avremo tutti noi sugli spalti, allora non ci saranno problemi. Bisogna andare a vincere, sarebbe giusto così, la squadra ha dimostrato di poter portare a casa qualcosa di importante. Punto sulla rabbia sportiva, sulla fame, i giocatori sanno di meritarsi un risultato di rilievo: finora la Spal ha avuto meno di quanto sarebbe stato giusto. La Spal ha seminato tanto e raccolto poco, adesso è il momento di rimediare».
Per ottenere cosa?
«Per entrare nella storia di questa città e di questo sport».
Il suo pensiero a chi va?
«Ci tengo a ringraziare chi ha contribuito a portare la Spal fin qui e oggi non può vivere da protagonista questo derby. Penso ai giocatori delle due promozioni che poi, per le logiche dinamiche del calcio, non sono rimasti (proprio mentre Merli dice queste cose arriva la notizia del gol di Zigoni per il momentaneo 1-0 del Venezia ad Ascoli, finale 3-3; ndr). Ma sono sicuro che tutti o molti di loro seguiranno la gara in tv, e qualcuno magari sarà anche allo stadio. In ogni caso saranno partecipi, hanno vissuto la Spal e la città con lo stesso sentimento dei tifosi».
Poco fa (le 15 di ieri; ndr) abbiamo visto un paio di giocatori tranquillamente in giro in bicicletta, e con la tuta d’ordinanza.
«Vanno in bici allo stadio così come girano in centro, con le famiglie, i figli. Stare a Ferrara significa voler bene a una città che sa voler bene a questi ragazzi e sta loro vicina quando ne hanno bisogno. Non a caso tanti giocatori sono rimasti a vivere a Ferrara anche al termine delle loro carriere».
Un pronostico secco per Bologna-Spal?
«Non lo faccio nemmeno morto! Ho una mia idea precisa su come terminerà la partita, ma adesso non svelo nulla. Dirò tutto a giochi fatti, e garantisco che dirò la verità sulla mia sensazione-convinzione della vigilia».
«Vado in Curva, con mio cugino, con gli amici di sempre ed il collega Roberto Serra (assessore al commercio ed alle attività produttive; ndr). La formazione sarà più o meno la stessa con cui andammo a vedere gli ultimi Bologna-Spal, quello dei play off nel 1994 e poi l’altro nella stagione 94/95».
Primo pomeriggio di ieri. Merli è carico, gasato, euforico. L’attesa per il gran derby sta volgendo al termine, non resta che arrivare a oggi. Partenza già fissata:
«A che ora aprono i cancelli? In ogni caso partirò già alle 10».
Le ultimissime ore di vigilia verranno vissute in loco, nelle vicinanze dello stadio e poi sugli spalti del Dall’Ara, appena si potrà entrare.
Assessore Merli, le capita mai di essere un po’ triste?
«Sì, succede».
E l’antidoto, nel caso, qual è?
«Prendo il dvd del gol di Zamuner al Bologna, in quel 1994, lo guardo e lo riguardo, così passa tutto... Spero che qualcuno lo abbia visionato per caricarsi a dovere in vista del derby odierno».
Si faccia una domanda e si dia una risposta.
«Ma avranno capito tutti che cosa è il derby? Sì, credo proprio di sì. Ho provveduto io stesso a martellare in tal senso».
E come ha fatto?
«Ho fermato Antenucci, in centro. Gli ho detto che se i 18 gol complessivi della scorsa stagione li segna tutti nel derby, a me va benissimo. Poi la poltrona da sindaco non gliela toglierà nessuno».
A proposito di sindaco, quello vero e in carica: Tagliani sarà a sua volta presente.
«Certo. In tribuna con l’assessore Modonesi e Paolo Calvano».
Cosa rappresenta questo Bologna-Spal?
«È un orgoglioso ritorno. Si sente moltissimo, è una gara che chi ha la maglia della Spal cucita addosso sognava da una vita. Bologna-Spal in serie A, fino a poco tempo fa chi lo immaginava? È motivo di orgoglio e riscatto sportivo, la città ed i tifosi non meritavano una così lunga assenza dalla massima categoria».
Lei questo ritorno lo ha vissuto e lo sta vivendo sia come amministratore comunale che come tifoso: doppia gioia.
«Mi ritengo un uomo fortunato, mi sono capitati gli anni giusti. Istituzionalmente abbiamo garantito serietà e competenze, ma serve anche la congiuntura perfetta: non avrei mai pensato di essere l’assessore della doppia cavalcata, l’ultima addirittura in serie A».
Cosa serve perchè la Spal possa vincere a Bologna?
«Se la squadra va in campo indossando idealmente la stessa maglia che avremo tutti noi sugli spalti, allora non ci saranno problemi. Bisogna andare a vincere, sarebbe giusto così, la squadra ha dimostrato di poter portare a casa qualcosa di importante. Punto sulla rabbia sportiva, sulla fame, i giocatori sanno di meritarsi un risultato di rilievo: finora la Spal ha avuto meno di quanto sarebbe stato giusto. La Spal ha seminato tanto e raccolto poco, adesso è il momento di rimediare».
Per ottenere cosa?
«Per entrare nella storia di questa città e di questo sport».
Il suo pensiero a chi va?
«Ci tengo a ringraziare chi ha contribuito a portare la Spal fin qui e oggi non può vivere da protagonista questo derby. Penso ai giocatori delle due promozioni che poi, per le logiche dinamiche del calcio, non sono rimasti (proprio mentre Merli dice queste cose arriva la notizia del gol di Zigoni per il momentaneo 1-0 del Venezia ad Ascoli, finale 3-3; ndr). Ma sono sicuro che tutti o molti di loro seguiranno la gara in tv, e qualcuno magari sarà anche allo stadio. In ogni caso saranno partecipi, hanno vissuto la Spal e la città con lo stesso sentimento dei tifosi».
Poco fa (le 15 di ieri; ndr) abbiamo visto un paio di giocatori tranquillamente in giro in bicicletta, e con la tuta d’ordinanza.
«Vanno in bici allo stadio così come girano in centro, con le famiglie, i figli. Stare a Ferrara significa voler bene a una città che sa voler bene a questi ragazzi e sta loro vicina quando ne hanno bisogno. Non a caso tanti giocatori sono rimasti a vivere a Ferrara anche al termine delle loro carriere».
Un pronostico secco per Bologna-Spal?
«Non lo faccio nemmeno morto! Ho una mia idea precisa su come terminerà la partita, ma adesso non svelo nulla. Dirò tutto a giochi fatti, e garantisco che dirò la verità sulla mia sensazione-convinzione della vigilia».
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