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Donadoni, la via dei record Calma: conta solo il futuro

dall’inviato
Donadoni, la via dei record Calma: conta solo il futuro

Il Bologna sotto la sua gestione non aveva mai vinto tre partite consecutive «Sul 2-0 siamo stati troppo leziosi. Ci serve una maggiore concretezza»

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BOLOGNA. Roberto Donadoni cammina lieve sulla strada dei record. Il Bologna non vinceva tre gare di fila da quattro anni e mezzo (gestione Pioli), mentre non si imponeva in casa dal maggio dell’anno scorso quando mise sotto il Pescara. Evidentemente il biancazzurro porta bene al tecnico del Bfc.

Bologna Football Club tutto ridente dopo la vittoria nel derby sulla Spal. Mancava da ventitré anni al Dall’Ara e dev’essere davvero stata un’aria speciale quella che si respirava ieri, persino curva inneggiante a piena ugola al presidente Joey Saputo. Donadoni è rilassato, epperò cerca di non mollare le redini: «Sicuramente abbiamo colto una vittoria importante e la classifica è interessante. Ma la nostra posizione è bella nella misura in cui riusciremo a fare bene nel futuro. In realtà sul 2-0 la squadra è stata troppo leziosa, quasi volesse guardarsi allo specchio. Dobbiamo essere più bravi a gestire le situazioni di vantaggio, serve maggiore concretezza. Voglio che i miei giocatori siano meno superficiali. Tutti questi sono limiti sui quali dobbiamo riflettere».

E quasi la Spal nel finale tirava lo scherzetto... «La nostra vittoria è meritata, senza discussioni. Perché in campo abbiamo messo anima ed energia. Però, adesso, azzeriamo tutto e pensiamo al prossimo impegno se vogliamo che la nostra graduatoria rimanga com’è adesso».

Fischieranno le orecchie a Verdi, parlando di un filo di edonismo? «Lui è un po’ così - spiega Donadoni -: a volte preferisce il tocco e l’assist alla finalizzazione. Ha qualità tecniche e fisiche, se diventa più concreto diventerà un gran giocatore. Però, anche contro la Spal, ha fatto tante cose belle: non dimentichiamolo. Tipo il gran lancio per Di Francesco che ha generato il primo gol. Poi bravi anche lo stesso Di Francesco e Palacio a servire Poli. Stiamo lavorando molto sugli inserimenti senza palla dei centrocampisti, perché sono movimenti che le difese fanno fatica a prendere».

Da un giovane in rampa di lancio, ad un veterano che fa la differenza. Lode al trenza Palacio. «Palacio fa tante cose e tutte giuste. Ha passione e cuore, crea stupore ed è di insegnamento per tutti. Io, però, lo conoscevo e non sono stupito da questo suo modo di essere e conseguentemente di giocare».

Questo Bologna vive nell’abbondanza di punti ed elogi in questa congiuntura, Donadoni fiuta il pericolo: «In realtà stiamo iniziando solo ora a capire alcuni concetti tattici. Ad esempio, i centrocampisti tutti devono inserirsi di più senza palla. Le letture delle varie situazioni sono fondamentali. Abbiamo quattordici punti, significa ad appena un terzo del cammino se pensiamo al traguardo che ci siamo prefissati: la salvezza. Poi vedremo strada facendo. Ripeto: il nostro futuro è il presente». (m.na.)

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