aggrediti da bolognesi per la sciarpa
Tifosi spallini presi a cinghiate Uno grave ricoverato in ospedale
BOLOGNA. Era stato un derby “pulito” anche fuori dal campo, sotto il profilo delle tifoserie avversarie, da sempre non troppo vicine ma che non avevano creato nessun problema di ordine pubblico....
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BOLOGNA. Era stato un derby “pulito” anche fuori dal campo, sotto il profilo delle tifoserie avversarie, da sempre non troppo vicine ma che non avevano creato nessun problema di ordine pubblico. Invece, nel dopo partita, un episodio accaduto poco distante dallo stadio, nei pressi di un pub di un centro commerciale a Bologna, ha macchiato tutto: un gruppo di 4 tifosi spallini, del Copparese, non organizzati ma arrivati a Bologna con propri mezzi, è stato accerchiato da un gruppo di tifosi bolognesi e sono stati presi - materialmente - a cinghiate. Uno di loro colpito con una fibbia pesante di metallo è stato gravemente ferito al volto, e in tarda serata si trovava in ospedale a Bologna per la rottura della mandibola, mentre i suoi amici dopo aver lanciato l’allarme alla polizia sono stati ascoltati a lungo dagli ispettori della Digos bolognese per cercare di far luce sull’accaduto e soprattutto identificare i tifosi bolognesi che li hanno aggrediti, attraverso le foto segnaletiche.
Perchè uno degli aggressori - quello più violento - si è presentato ai 4 tifosi spallini dicendo loro, intimidendoli, «sono un ultras del Bologna»: dunque potrebbe essere conosciuto e da qui i riconoscimenti tra le foto segnaletiche in corso a tarda sera in questura a Bologna. Tutto sarebbe accaduto poche decine di minuti dopo il fine partita. I 4 ferraresi erano nei pressi di un pub, quando sarebbero stati circondati dal gruppo di bolognesi. Uno dei 4 ferraresi aveva al collo la sciarpa coi colori biancazzurri della Spal che è diventata il motivo dell’aggressione: «Dacci la sciarpa spallino...», e giù la prima cinghiata. Il confronto è diventato scontro, verbale, da parte degli spallini: «Cosa volete? Lasciateci stare», con toni e tensione che crescevano. Ma una sciarpa rubata non bastava. I bolognesi - da quanto si è appreso dalla prima ricostruzione, ieri a tarda sera - volevano le sciarpe dagli altri tre, credendo le stessero nascondendo. Ma i tre non le avevano proprio. Ecco allora l’ultras del Bologna, all’improvviso usare la cinghia in modo devastante, con la fibbia, colpendo al volto uno dei 4 ferraresi, il più anziano: un colpo violentissimo che gli ha causato la rottura della mandibola. Poi la fuga dei bolognesi, l’allarme alla polizia degli spallini. Per uno la corsa in ospedale, per gli altri tre la serata in questura per atti e denunce di rito. Con pochi messaggi ai propri familiari, in ansia.
Uno dei familiari, contattato ieri sera, rammentava: «E pensare che il biglietto glielo aveva pagato il datore di lavoro, era un festa andare allo stadio. E pensare che gli avevo anche detto di stare attento...». (d.p.)
Perchè uno degli aggressori - quello più violento - si è presentato ai 4 tifosi spallini dicendo loro, intimidendoli, «sono un ultras del Bologna»: dunque potrebbe essere conosciuto e da qui i riconoscimenti tra le foto segnaletiche in corso a tarda sera in questura a Bologna. Tutto sarebbe accaduto poche decine di minuti dopo il fine partita. I 4 ferraresi erano nei pressi di un pub, quando sarebbero stati circondati dal gruppo di bolognesi. Uno dei 4 ferraresi aveva al collo la sciarpa coi colori biancazzurri della Spal che è diventata il motivo dell’aggressione: «Dacci la sciarpa spallino...», e giù la prima cinghiata. Il confronto è diventato scontro, verbale, da parte degli spallini: «Cosa volete? Lasciateci stare», con toni e tensione che crescevano. Ma una sciarpa rubata non bastava. I bolognesi - da quanto si è appreso dalla prima ricostruzione, ieri a tarda sera - volevano le sciarpe dagli altri tre, credendo le stessero nascondendo. Ma i tre non le avevano proprio. Ecco allora l’ultras del Bologna, all’improvviso usare la cinghia in modo devastante, con la fibbia, colpendo al volto uno dei 4 ferraresi, il più anziano: un colpo violentissimo che gli ha causato la rottura della mandibola. Poi la fuga dei bolognesi, l’allarme alla polizia degli spallini. Per uno la corsa in ospedale, per gli altri tre la serata in questura per atti e denunce di rito. Con pochi messaggi ai propri familiari, in ansia.
Uno dei familiari, contattato ieri sera, rammentava: «E pensare che il biglietto glielo aveva pagato il datore di lavoro, era un festa andare allo stadio. E pensare che gli avevo anche detto di stare attento...». (d.p.)
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