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Semplici applaude i tifosi «Sono stati straordinari»

di Marco Nagliati
Semplici applaude i tifosi «Sono stati straordinari»

Ma adesso tocca proprio al mister fare il fuoriclasse e ritoccare l’identità di gioco La base c’è ed è buona per salvarsi: con Mattiello e Rizzo un’iniezione di energia

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FERRARA. Quel che il cuore suggerisce, Leonardo Semplici verga nella sintesi dei social domenica sera. Di rientro da Bologna: «La nostra strada è lunga trentotto giornate, non ci fermiamo a festeggiare ma neanche a rammaricarci. Abbiamo negli occhi soltanto i nostri straordinari tifosi. Guardiamo avanti e pensiamo al Sassuolo». Il trainer della Spal lo pubblica sul proprio profilo Instagram, l’accompagna con una foto magnetica: lui con la mise societaria scura assieme ai suoi ragazzi, davanti all’oceano biancazzurro che riempie una curva del Dall’Ara. Il “popolo” spallino sventola e alza le sciarpe, applaude ed incita. Loro, i gladiatori sconfitti nell’arena rossoblù, rimandano timidamente gli applausi. Incassano l’affetto, quasi storditi. E su questo, Semplici mette il timbro: non si può sorridere, ma di certo la marcia verso la salvezza prosegue. I numeri dell’ultimo mese schiacciano la Spal, la mettono - per la prima volta - sotto la zona rossa. In questo momento, diciamolo, la classifica non è un problema: quello che preme, sono le prospettive. La squadra ha identità e un progetto, fondamenta definite. Ma su queste basi, adesso, si rendono necessari dei ritocchi. È il momento in cui Semplici può dimostrarsi un fuoriclasse: modellare diversamente il marmo che la società gli ha messo a disposizione. Materiale che può decisamente ritenersi adatto a cogliere la salvezza.

Alcuni aspetti, però, vanno rivisitati. Come lo stesso allenatore ha ammesso in sala stampa domenica: «Prendiamo troppi gol e in fase offensiva facciamo fatica ad accompagnare l’azione». È, anche, un problema di dinamismo. Di qualità tecniche da affinare. E di un’abitudine mentale a reggere un urto fisico che nella massima serie è superiore. In troppi contatti gli spallini vanno giù, mentre i rivali prendono palla e scappano. Lazzari sta trovando avversari che non solo lo conoscono (si sa che Manuel punta dritto per dritto sulla fascia senza mai usare il sinistro per accentrarsi e crearsi un’alternativa), ma pure hanno il suo stesso passo e quindi non si fanno superare nello sprint. Mora in questo periodo appare meno tonico, poco reattivo nei tackle: fasi di “bassa” che in una stagione sono fisiologiche. Per questo è il momento di allargare la rosa, inserire chi ha passo svelto consono alla categoria. Tipo Mattiello, oppure Rizzo che potrebbe anche aiutare a verticalizzare la manovra (e a creare quegli inserimenti da centrocampo tanto utili). Per non parlare del “mistero” Konate: in amichevole un fulmine, in campionato mai visto. Dettagli e tasselli, che possono irrobustire la diga e accelerare il fraseggio. Il dipinto sta comunque venendo bene, basta allargare lo spettro dei colori. Con una cornice straordinaria, come dice Semplici: i tifosi.

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