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Nel nome di bomber Selva «Questa è la mia partita»

Nel nome di bomber Selva «Questa è la mia partita»

È stato goleador della Spal e tra gli artefici della progressiva ascesa del Sassuolo «Sarà una partita aperta e avvincente, nessuna potrà perdere dei punti»

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FERRARA. È la sua partita. E non potrebbe essere diversamente. Andy Selva ha lasciato il segno sia alla Spal che al Sassuolo. Carismatico bomber biancazzurro per due stagioni, tra i protagonisti della grande ascesa dei neroverdi, con lui approdati alla serie B (trampolino per i successi futuri). Allenato da Max Allegri sia a Ferrara che a Sassuolo.

Selva, per tanti anni leader della Nazionale di San Marino, oggi vive sul Titano, è presidente dell’associazione calciatori della Repubblica, allena le giovanili del club La Fiorita, società leader a livello locale. E domenica guarderà con particolare interesse proprio alla sfida tra Spal e Sassuolo.

«Immaginavo che mi avreste chiamato per questo - dice subito Selva, col suo inconfondibile tono -. Seguo, seguo, sono molto affezionato alle mie ex squadre, che adesso hanno problemi di classifica».

Come le vede?

«Il Sassuolo dopo diversi anni di bel gioco ha cambiato molto, ultimamente mi sembra che la squadra abbia iniziato a seguire il nuovo allenatore (Bucchi; ndr)».

E la Spal?

«È al primo anno di serie A, deve cercare di restare in una categoria che calza a pennello alla città, ai tifosi, alla società».

Ce la farà?

«Io dico che ci sono squadre molto meno attrezzate di Spal e Sassuolo per giocarsi la salvezza. Seguo i biancazzurri, mi tengo aggiornato, ho amici e mio suocero che mi fanno respirare il clima di entusiasmo che si è creato a Ferrara. La Spal è stata un po’ sfortunata a livello di risultati, e anche l’infortunio di Borriello - uscito col Crotone e utilizzato part time a Bologna - non l’ha aiutata. I biancazzurri devono dare continuità al progetto tecnico, servono tranquillità e tempo per mettere a posto le cose e lavorare. Perchè di lavoro da fare evidentemente ce n’è, ma ho piena fiducia nella società ed in mister Semplici: i punti arriveranno, Ferrara ti aiuta a tirare fuori il massimo».

A Sassuolo sembra che il patron Squinzi sia insoddisfatto dell’andamento attuale.

«Lì sono abituati a fare progetti ed a concretizzarli, cosa nel calcio è assai rara. Nei miei anni Squinzi si vedeva poco, ma quelle poche volte la sua presenza era molto significativa, comunque sa essere presente anche quando non c’è. Per me sono state stagioni splendide, in una realtà che forse ha meno fame di calcio rispetto a Ferrara, ma i tifosi sono attaccatissimi alla squadra».

Sia alla Spal che al Sassuolo ebbe Allegri come allenatore?

«Fu lui a fare il mio nome a Sassuolo. Mi volle fortemente. Tutto il resto... è storia».

Mercoledì prossimo la Spal andrà in casa della Juve di Allegri...

«Spero che sia l’occasione in cui la Juventus lascerà punti alla Spal».

Tornando al match di domenica: come sarà?

«Avvincente, molto aperto. Entrambe le squadre avranno l’esigenza di non perdere punti. Il Sassuolo, visti i recenti trascorsi, non vive un bel periodo, cerca l’equilibrio. La Spal cercherà di far valere anche il fattore campo. A Ferrara sia io che la piazza abbiamo vissuto anni sportivamente terribili, in una categoria che la città non meritava, con società che andavano e venivano, senza quella stabilità che invece da alcune stagioni c’è grazie all’attuale proprietà. E questa in serie A è la cosa più importante. La Spal dovrà arrivare a dicembre/gennaio attaccata al treno poi, se opportuno, la dirigenza saprà intervenire. L’entusiasmo di Ferrara può essere l’arma in più, unitamente alla tranquillità, che non vuol dire accettare qualsiasi risultato ma mantenere sempre serenità e lucidità».

Paolo Negri

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