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Una Spal senza mordente: meno recuperi e meno falli. Ma Zamuner resta fiducioso

di Paolo Negri
Una Spal senza mordente: meno recuperi e meno falli. Ma Zamuner resta fiducioso

Il grande ex biancazzurro ha visto la gara di Bologna: i risultati arriveranno. «La squadra ripropone gioco e atteggiamento della doppia cavalcata»

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FERRARA. La sensazione può essere giusta o sbagliata. La sensazione è che la Spal metta in campo una componente agonistica inferiore agli standard tipici di una squadra che lotta per la salvezza. A suggerirlo sono le indicazioni di diverse partite. Ad esempio quella di San Siro con il Milan, quando i biancazzurri hanno commesso meno falli degli avversari. O quella con il Napoli, con diversi osservatori a lamentare che dopo aver agguantato il meritato 2-2, a pochi minuti dalla fine Ghoulam andava fermato in un modo o in un altro, con un “fallo tattico”, anche a costo di spendere un cartellino, e non lasciato libero di armare la conclusione vincente. O quella di domenica scorsa a Bologna, con la Spal che - statistiche alla mano - ha commesso meno falli, ha perso più palloni e ne ha recuperati meno, ed ha percorso meno chilometri rispetto ai rossoblù.

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Come va letto tutto ciò? Sono impressioni reali o fuorvianti? E le cifre, anche se veritiere, possono spiegare le difficoltà attualmente incontrate dai biancazzurri?
Lo abbiamo chiesto a Giorgio Zamuner, ex spallino, attuale d.s. del Padova. Il suo... fantasma, l’indelebile ricordo del golazo che segnò al Bologna nei play off del 1994, ha planato sull’ambiente rossoblù per tutta la lunga vigilia del derby. Gara che Zamuner ha seguito con attenzione:
«Ma da casa, davanti alla tv. Ho pensato che non fosse una buona idea farmi vedere a Bologna...».
Andiamo subito al sodo: la Spal difetta di una componente agonistica? Il fatto di commettere meno falli rispetto agli avversari significa qualcosa?
«Significa semplicemente che cerca di riproporre il gioco e l’atteggiamento che le hanno permesso le due consecutive cavalcate dalla Lega Pro alla serie A. Gioco e atteggiamento che ora stanno pagando meno. Forse bisognerebbe diventare meno belli, giocare in maniera un po’ più sporca. Ma la filosofia è quella e non è facile invertire la rotta. Io resto convinto che se la Spal continuerà a giocare così e se potrà contare sull’episodio favorevole che ti fa sbloccare la gara - soprattutto contro le avversarie alla portata - allora troverà i punti necessari. Si può pensare che se non è sufficiente la mentalità utilizzata finora bisognerà modificare qualcosa, ed in tal caso c’è un allenatore molto bravo che saprà trovare le contromisure. Ma credo che la precisa filosofia di gioco della Spal porterà anche i risultati. Basta poco per svoltare e ritrovare la fiducia, l’entusiasmo e la consapevolezza che magari, dopo 1 punto in 6 partite, si sono un po’ smarrite».
Ha avuto l’impressione che la Spal andasse più piano del Bologna?
«Ho avuto l’impressione di scoramento dopo aver incassato il secondo gol. Il resto è conseguenza. Perchè nella prima mezz’ora di gioco mi era sembrato il Bologna ad essere in difficoltà nelle contromisure».
La Spal era entrata bene in partita, quindi?
«Sì, molto. Con l’approccio e la consapevolezza giuste, con la convinzione della propria forza. Solo che non è riuscita a creare le occasioni ideali per segnare e una volta che il Bologna è passato in vantaggio ha fatto fatica. Normale, la serie A è questa, in C e B puoi concedere cinque opportunità e non subire, in A ne lasci una e vieni punito, e dopo si complica tutto. La Spal ha pagato la maggior esperienza e la maggior abitudine del Bologna alla categoria. Ma la squadra ha un’identità di gioco, le serve solo un risultato. Col Sassuolo le si presenta un’occasione propizia, anche se non sarà una passeggiata. Verrò in tribuna, per vedere se porto fortuna...».
 

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