La Ferrari ha nulla da perdere in Texas
F1: Gp Austin. Hamilton diffida della crisi della Rosse: «E non parlatemi di titolo»
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AUSTIN (Texas). L'arma in più di Sebastian Vettel potrebbe celarsi nel non avere (quasi) nulla da perdere. Ad Austin il combinato disposto di una vittoria di Lewis Hamilton (sarebbe la quinta) e di un altro flop del ferrarista (dal sesto posto in giù) consegnerebbe all'inglese la quarta corona iridata con tre gare d'anticipo. I 59 punti che separano i due possono essere pochi o tantissimi. Molto dipenderà dalle capacità di reazione alle avversità che negli ultimi gran premi hanno perseguitato Maranello. Dopo la candela traditrice di Motegi, i problemi elettrici che in Malesia hanno costretto il tedesco a partire ultimo, il doppio ritiro a Singapore per la carambola innescata da Verstappen, sembra impossibile che il fulmine colpisca ancora lo stesso punto. Anche perché la SF70H resta un'ottima macchina, per lunghi scorci della stagione è stata la migliore. Se ritroverà l'affidabilità, può costringere la Mercedes a rinviare la festa. Hamilton assicura di non fare affidamento su una Ferrari in crisi tecnica. «Sebastian è stato un avversario forte per tutta la stagione. È vero, nelle ultime gare hanno avuto dei problemi ma la macchina continua ad essere veloce e me lo aspetto molto competitivo. Devo continuare a spingere con il piede sull'acceleratore». Quanto alla possibilità di stappare lo champagne sul podio già da neo campione del mondo, Hamilton ha risposto con fastidio: «Sarebbe una sciocchezza lasciarmi distrarre da questo. Ora la mia unica priorità è vincere la prossima gara». E se il Mondiale sarà suo non lo sentirebbe come un regalo della Ferrari, «me lo sono meritato fino in fondo». È stato presentato il neozelandese Brendon Hartley, 27 anni. Ha firmato con Toro Rosso per il Gp degli Usa e prenderà il posto di Sainz, passato alla Renault. Chi resta alla McLaren è Fernando Alonso, ancora per un anno.
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