Bondi, peccato Poteva essere un’altra partita
Sarebbe bastato poco: è mancata benzina Speranze tolte dal quarto periodo di Jones
3 MINUTI DI LETTURA
MANTOVA. Sarebbe bastato poco per raccontare un’altra partita. Ma la Bondi, dopo quelle due triple di Cortese che l’hanno riportata a tre punti dalla Dinamica Generale, non aveva più tempo, ma soprattutto più la forza, per cercare di dare quella zampata felina che avrebbe potuto ribaltare il verdetto di una partita già segnata, e che Mantova ha sicuramente vinto con pieno merito. Ecco che quelle che potevano essere due triple per la vittoria, sono diventate due canestri arrivati quando Mantova stava giù festeggiando e, per dirla con la voce dei giocatori, lasciate a Ferrara solo perché la tensione si era già affievolita. Può anche essere, ma se la Bondi avesse avuto un po’ di benzina in più nel serbatoio, magari il blitz sarebbe andato a buon fine. Ma a togliere le speranze a Ferrara ci ha pensato Jones che ha continuato a fare ciò che ha fatto per tutto il quarto periodo: attaccare il canestro e costringere al fallo i lunghi della Bondi. Così, dopo aver messo i due liberi per il 73-64 a 1’24” dalla fine, l’americano ha insaccato pure gli ultimi due, quelli che hanno chiuso la partita.
Giusto così, perché Mantova è stata più solida, più cinica ed ha sfruttato meglio una panchina più lunga e più prolifica (27 punti rispetto ai 13 segnati da Ferrara). La Bondi, invece, ha pagato a caro prezzo l’assenza di Eric Rush, che ha assistito alla gara a bordo campo. Potrà tornare, forse, nel derby di sabato prossimo contro Ravenna, se le terapie gli daranno modo di sistemare la caviglia malconcia.
Anche per questo coach Martelossi contro la sua ex squadra non ha potuto fare molto di più di quel che ha fatto. Ha cercato di sfondare in area, così come di costruire quintetti inediti. Ma la Dinamica Generale è stata brava nel mettere in evidenza i limiti di Ferrara e sbagliare meno quando contava. Quando c’era da vincere la partita ha prima aperto l’area con qualche canestro da fuori scappando avanti di dieci punti (tripla di Gergati per il 63-53 del 34’), poi ha messo fuori gara Fantoni (out per 5 falli al 35’) e infine ha attaccato l’area avversaria con Cucci, Candussi e Jones, bravo a innervosire Hall e a guadagnarsi viaggi in lunetta che hanno marchiato a fuoco la partita. Tutto mentre Ferrara s’è dovuta inventare un quintetto di piccoli, con Cortese come ala forte, ha trovato canestri pesanti di Venuto e Panni, ma ha sempre fatto molta fatica a scalare l’Everest del PalaBam.
Ma nella sconfitta la Bondi può trovare lati positivi. Il primo è che da Imola ad oggi di strada ne ha fatta tanta. Quella vista ieri a Mantova era una squadra più simile a quella del derby contro la Fortitudo che l’imprecisa e molle vista in Romagna. Poi, andando a rivedere il film della gara, si scopre che l’approccio è stato buono come intensità, e pure come gioco. Nel primo quarto, la capacità di passarsi la palla ha generato tiri facili, come quello di Cortese per il 15-21 del 9’. Nel secondo quarto la Bondi ha sofferto la maggiore fisicità di Mantova, cosa che ha caratterizzato la gara pure nel terzo quarto. Prima dell’epilogo, dove Ferrara è parsa più slegata. Su questo ci sarà da lavorare.
Mauro Cavina
Giusto così, perché Mantova è stata più solida, più cinica ed ha sfruttato meglio una panchina più lunga e più prolifica (27 punti rispetto ai 13 segnati da Ferrara). La Bondi, invece, ha pagato a caro prezzo l’assenza di Eric Rush, che ha assistito alla gara a bordo campo. Potrà tornare, forse, nel derby di sabato prossimo contro Ravenna, se le terapie gli daranno modo di sistemare la caviglia malconcia.
Anche per questo coach Martelossi contro la sua ex squadra non ha potuto fare molto di più di quel che ha fatto. Ha cercato di sfondare in area, così come di costruire quintetti inediti. Ma la Dinamica Generale è stata brava nel mettere in evidenza i limiti di Ferrara e sbagliare meno quando contava. Quando c’era da vincere la partita ha prima aperto l’area con qualche canestro da fuori scappando avanti di dieci punti (tripla di Gergati per il 63-53 del 34’), poi ha messo fuori gara Fantoni (out per 5 falli al 35’) e infine ha attaccato l’area avversaria con Cucci, Candussi e Jones, bravo a innervosire Hall e a guadagnarsi viaggi in lunetta che hanno marchiato a fuoco la partita. Tutto mentre Ferrara s’è dovuta inventare un quintetto di piccoli, con Cortese come ala forte, ha trovato canestri pesanti di Venuto e Panni, ma ha sempre fatto molta fatica a scalare l’Everest del PalaBam.
Ma nella sconfitta la Bondi può trovare lati positivi. Il primo è che da Imola ad oggi di strada ne ha fatta tanta. Quella vista ieri a Mantova era una squadra più simile a quella del derby contro la Fortitudo che l’imprecisa e molle vista in Romagna. Poi, andando a rivedere il film della gara, si scopre che l’approccio è stato buono come intensità, e pure come gioco. Nel primo quarto, la capacità di passarsi la palla ha generato tiri facili, come quello di Cortese per il 15-21 del 9’. Nel secondo quarto la Bondi ha sofferto la maggiore fisicità di Mantova, cosa che ha caratterizzato la gara pure nel terzo quarto. Prima dell’epilogo, dove Ferrara è parsa più slegata. Su questo ci sarà da lavorare.
Mauro Cavina
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
